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Quando arriva la montata lattea
La montata lattea è un fenomeno fisiologico, automatico che si manifesta generalmente da 2-3 giorni a 6-7 giorni dopo il parto e che solo in rarissimi casi non avviene.
La precocità del suo manifestarsi dipende da quanto il bambino si sia attaccato al seno, stimolandolo con la suzione, sin dalle prime ore dopo la nascita. E’ in queste ore che il seno produce piccole quantità di latte, a volte solo poche gocce, di colore giallastro, di consistenza piuttosto cremosa molto importanti per il bambino. Questo primo latte, chiamato colostro, contiene anticorpi, cellule immunitarie e sostanze nutritive di grandissimo valore e rappresenta la prima alimentazione del neonato dopo la nascita. La suzione è il più potente stimolo alla produzione di latte. Non dovete preoccuparvi se nei primi 1-2 giorni di vita il neonato, apparentemente affamato e molto interessato al seno, quando lo raggiunge si assopisce e ci si addormenta sopra, oppure lecca appena il capezzolo invece di succhiarlo. In questi primi giorni il bambino non ha bisogno di fare dei veri e propri pasti, prende a mala pena quel pò di colostro che esce dal seno nei primi giorni successivi al parto. Il suo è sicuramente più bisogno di vicinanza, attaccamento fisico alla madre, di consolazione oltre che di soddisfazione dell’istinto di suzione. L’elevata frequenza delle poppate, per quanto apparentemente inefficaci, sarà responsabile dell’arrivo di una valida montata lattea.

Come si manifesta la montata lattea
 Il repentino arrivo di grosse quantità di latte all’interno della ghiandola mammaria, provoca l’aumento di volume del seno anche di diverse taglie provocando turgore, calore spesso accompagnato da una sensazione quasi di fastidio. Un reticolo venoso di colore azzurrognolo si rende evidente sulla cute del seno. Compaiono brividi e più raramente rialzo della temperatura.
La frequente suzione del bambino proprio in corrispondenza dell’arrivo della montata lattea aiuta a svuotare il seno rendendo sfumati i fenomeni sopra descritti, meno fastidioso l’avvio dell’allattamento, più soddisfacente e più semplice per il bambino l’alimentazione.
La lattazione viene poi mantenuta sia per la stimolazione del capezzolo da parte del bambino, sia per lo svuotamento degli acini ghiandolari, con conseguente produzione di altro latte.