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La pelle dei bambini e i suoi nemici

 

Nei bambini le infezioni della pelle sono molto frequenti, e variano in base alla fascia d’età. Possiamo distinguere principalmente due classi di patogeni: i batteri e i funghi.

«Lo Stafilococco e lo Streptococco sono i batteri più comuni», spiega il dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e Vigevano. «Spesso si impiantano a seguito di microtraumi, per esempio una ferita che il bambino “autocontamina” grattandosi e auto-inoculandosi ulteriori germi, che si accumulano. Per questo motivo si consiglia ai genitori di prestare sempre molta attenzione all’igiene personale del bambino, tagliandogli frequentemente le unghie e lavandogli spesso le mani.

L’impetigine è l’infezione batterica più diffusa e più conosciuta. È tipica del periodo estivo, si manifesta con vescicole che diventano rapidamente bolle, le quali presentano una parete sottile e contengono un liquido che inizialmente appare limpido e poi diventa torbido e purulento. Spesso queste vescicole scoppiano a seguito di microtraumi, il liquido si rapprende e si forma una crosta giallastra che si stacca lentamente e lascia un’inestetica chiazza bianca.
L’impetigine colpisce in prima istanza il volto, in quanto lo Stafilococco, il principale responsabile della sua comparsa, è presente soprattutto nelle fosse nasali. A partire dal viso, le macchie si estendono poi rapidamente ad altre sedi, come il tronco e gli arti. L’infezione coinvolge però solo la parte più superficiale della pelle (l’epidermide), dove non arrivano le cellule difensive (presenti nel derma, lo strato sottostante all’epidermide): questo spiega perché in caso di impetigine il sistema immunitario non viene stimolato e di conseguenza non interviene.
La follicolite è l’infezione di un follicolo pilifero, causata, ancora una volta, da Stafilococco o Streptococco. Si manifesta con la formazione di pustole giallastre attorno a un pelo. La causa è di nuovo la scarsa igiene e/o l’autocontaminazione della zona, da parte del bambino che, in seguito a  microtrauma, puntura di insetto o altro fattore irritante, avverte prurito intenso e si gratta.  
Entrambe queste infezioni si curano con antibiotici topici (cioè ad applicazione locale), prescritti dal pediatra».  

E la dermatite atopica, così frequente nei bambini? «La dermatite atopica merita un discorso a parte», spiega il dottor Salari. «Si tratta di una manifestazione allergica, tipica di un soggetto reattivo dal punto di vista immunitario: i bambini con dermatite sono predisposti alle infezioni ricorrenti da Stafilococco. La pelle del bambino atopico risponde in modo anomalo ed “esagerato” alla presenza di sostanze, dette allergeni, che normalmente non sono tossiche. Questa malattia ha una base genetica, e si manifesta in modo diverso a seconda della sua fase. Quando si riacutizza la pelle si presenta  arrossata, con aree infiammate, umide e secernenti liquido sieroso. Segue una fase in cui prevalgono la secchezza e la desquamazione e che si completa in un’apparente guarigione. È una malattia molto pruriginosa e quindi sono frequenti le autocontaminazioni. Si cura con antistaminici per bocca per controllare il prurito e preparati topici a base di cortisone o immunomodulatori, a seconda della valutazione dello specialista».   

E per quanto riguarda i funghi? «Bisogna innanzitutto dire che si tratta di microrganismi estremamente diffusi nell’ambiente. La Candida albicans è uno dei più noti. In caso di abrasioni, irritazioni, ma anche di eccesso ponderale con presenza di pieghe cutanee, la Candida trova un ambiente favorevole al suo sviluppo. Si impossessa di zone con microclima caldo-umido e dà luogo a un eritema che si espande, la pelle diventa desquamante e ruvida al tatto (la sensazione che dà, sfiorandola, è simile alla carta di sigaretta). Nel lattante o nel bambino piccolo, il pannolino è il principale fattore di rischio, mentre per il bambino più grandicello l’obesità o l’immunodepressione sono le cause più frequenti».  
Ci sono poi le varie micosi, altrimenti dette tigne. «Tipica degli adolescenti è la Tigna Pedis, la tigna del piede, causata per lo più dall’utilizzo di calzature che ostacolano la traspirazione (come le più comuni scarpe da tennis). Si insedia nello spazio interdigitale del piede (tra il terzo-quarto spazio), si manifesta con una chiazza rossa che si desquama procurando fastidio alla deambulazione.
Poi c’è la Tigna Corporis (tigna del corpo), che si manifesta con chiazze rotondeggianti, a espansione centrifuga (si parte da una chiazzetta rossa che si espande a macchia d’olio), la pelle è ruvida e desquamante e tende a schiarirsi al centro. Non è raro che si formino più chiazze in zone vicine, che confluiscono dando luogo ad aree più estese, con un maggior rischio di autoinoculazione di germi e quindi di autocontaminazione batterica. Può colpire varie zone del corpo (volto, cuoio capelluto, corpo ecc.).
Le tigne si curano con farmaci antimicotici. Se l’infezione è estesa, si può ricorrere a una terapia combinata con antibiotici orali».  

Infine, le verruche. «Questa volta si tratta di infezioni di origine virale», precisa il dottor Salari. «Formazioni papulose, solide al tatto, si formano soprattutto a causa dell’assidua frequentazione, tipica dei bambini, di piscine, palestre e luoghi pubblici. Non danno quasi mai prurito ma si possono moltiplicare (autoinoculazione).
La terapia si basa sulla termocoagulazione (le verruche vengono bruciate) o sull’azoto liquido (anche il freddo esercita un’azione per così dire “ustionante”). Esistono anche degli appositi kit, acquistabili in farmacia e destinati all’automedicazione domestica, a base di prodotti cheratolitici, che corrodono cioè chimicamente la pelle, o piccoli erogatori di gas che, una volta spruzzato sulla pelle, abbassa rapidamente la temperatura. Sono indicati nei casi di verruche singole e non molto estese».  

«Un’ultima precisazione», conclude il medico. «Le infezioni della pelle possono essere anche secondarie, cioè svilupparsi in seguito a un altro evento. Per esempio: una puntura di insetto non dà luogo di per sé a infezione, ma se la pelle viene contaminata, per esempio grattandosi selvaggiamente, si inietta il germe e compare l’infezione. Nei bambini questo tipo di episodi è molto frequente. Le infezioni secondarie hanno poi sintomi, decorso e terapie del tutto uguali a quelle primarie».

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a cura di Roberta Camisasca
16 giugno 2008

 

 

 

Si ringrazia Dermaser per aver messo a disposizione i suoi consulenti per la
realizzazione di questo Speciale.

Giugno 2008

 

Le infezioni nei bambini

Le infezioni della pelle

 
 

Prima parte
LE INFEZIONI RESPIRATORIE



Seconda parte
LE INFEZIONI DELLA PELLE


 


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