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Le infezioni respiratorie nei bambini

 

Le infezioni respiratorie sono disturbi frequenti nei bambini dai 2 ai 10 anni e si manifestano con episodi a carico delle alte e/o basse vie aeree, quali faringiti, otiti, laringiti, bronchiti ostruttive e broncopolmoniti.
Quando un bambino comincia in genere a contrarre queste infezioni? «Dipende da vari fattori: ambientali, costituzionali, anatomici, ma in genere il momento critico è l’entrata in comunità», risponde il dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e Vigevano.
«I genitori le vedono spesso come un segno di debolezza costituzionale, in realtà si tratta di un passaggio quasi obbligato (di un “pedaggio”, si potrebbe dire) del bambino che viene in contatto con l’ambiente esterno ed entra a far parte della comunità. Infatti recenti ricerche dimostrano che quanto più precoce è l’inserimento in comunità, tanto più aumenta l’incidenza delle infezioni respiratorie, basti pensare che nei paesi scandinavi l’incidenza è di oltre 6 episodi per anno, mentre in Italia scende a una media di 4,5».

Fino a quando un bambino è vulnerabile? «Intorno ai 10 anni d’età in genere la frequenza delle infezioni incomincia a ridursi, poiché il sistema immunitario raggiunge un buon livello di maturazione funzionale. Tutto ciò varia naturalmente da bambino a bambino. Va ricordato che anche le allergie possono determinare un’importante predisposizione alle infezioni: chi vive in campagna, per esempio, ha minori probabilità di sviluppare reazioni allergiche rispetto a chi vive in un centro urbano, dove il particolato fine emesso dalle automobili promuove uno stato di infiammazione delle vie aeree, facilitando l’ingresso a eventuali sostanze sensibilizzanti».

Quali sono gli apparati più colpiti dalle comuni infezioni in età pediatrica? «Certamente l’apparato respiratorio. Ma fino ai 6 anni un germe che colpisce le vie aeree dà spesso anche un interessamento dell’apparato digerente e sono molto frequenti le forme miste, per esempio con tosse associata a vomito o diarrea. Da non dimenticare sono poi le vie urinarie, le cui infezioni sono più frequenti soprattutto nelle femminucce (per ragioni anatomiche) e nei primi anni di vita. Le infezioni di tale distretto sono per lo più legate a un’autocontaminazione batterica dall’intestino all’apparato urinario».

Potenziali responsabili delle infezioni respiratorie sono agenti patogeni (batteri e virus) trasmessi per via aerea. I batteri sono microrganismi in grado di riprodursi rapidamente una volta entrati nell’organismo. Sono piuttosto grandi e richiedono quindi solitamente un contatto abbastanza ravvicinato tra un individuo malato e uno sano. Lo streptococco beta-emolitico di gruppo A è responsabile del 20% dei casi di infezioni, seguito da Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae e Moraxella catarrhalis.
I virus (Rhinovirus, Adenovirus, virus parainfluenzali di tipo 1, 2, 3 e 4 e virus influenzali di tipo A e B) hanno invece una dimensione molto più piccola rispetto ai batteri ed è questo il motivo per cui si diffondono nell’aria con maggiore facilità. Essi invadono le cellule del nostro organismo, nelle quali proliferano per essere poi nuovamente immessi nell’ambiente e infettare nuove persone. Raffreddore, influenza, morbillo, parotite, rosolia e varicella sono alcune forme di natura virale.

«In realtà, senza il supporto di un esame di laboratorio, si può soltanto ipotizzare quale sia il microrganismo responsabile dell’infezione», spiega il pediatra. «A complicare la diagnosi può anche contribuire un quadro clinico non ben definito, con sintomi variegati (per esempio febbre, catarro e dolori addominali), che coinvolgono contemporaneamente più distretti e si evolvono in maniera articolata e imprevedibile».

Quando il bambino si riammala poco dopo una guarigione, si dice che ha avuto una recidiva. «Per recidiva si intende infatti la ripresentazione della stessa malattia dopo un’avvenuta guarigione e dopo il completamento delle cure: il più delle volte essa è dovuta alla sfortunata esposizione a un nuovo microbo oppure a un ceppo della stessa famiglia del precedente, ma più aggressivo. La ricaduta invece è la ripresa di una malattia che sembrava superata, prima ancora di avere ultimato la precedente convalescenza».

Concludendo, quando le infezioni respiratorie si dicono “ricorrenti”? «Secondo le convenzioni della Medicina attuale quando si verificano almeno 6 episodi in un anno o più di un’infezione al mese nel periodo settembre-aprile. Si può stimare che in Italia il 6% dei bambini soddisfano tale criterio: al di sotto dei 6 anni si possono prevedere 6-8 episodi, di cui i due terzi a carico delle alte vie aeree».

 

 

 

a cura di Roberta Camisasca
16 giugno 2008

 

 

 

Si ringrazia Dermaser per aver messo a disposizione i suoi consulenti per la
realizzazione di questo Speciale.

Giugno 2008

 

Le infezioni nei bambini

Le infezioni della pelle

 
 

Prima parte
LE INFEZIONI RESPIRATORIE



Seconda parte
LE INFEZIONI DELLA PELLE


 


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