Cos’hanno di così speciale?
Le cellule staminali non sono tutte uguali, ma a seconda della loro provenienza si distinguono in “embrionali” e “adulte”.
Le cellule staminali embrionali sono quelle che si formano nell’embrione a una settimana di gestazione. Sono dette “totipotenti” perché in grado di differenziarsi in tutti i tipi cellulari del nostro corpo. Questa capacità le rende estremamente preziose in quanto utilizzabili per “riparare” organi e tessuti danneggiati e quindi guarire da disturbi e malattie. L’estrazione di queste cellule pone però dei seri problemi di natura bioetica, perché comporta la distruzione dell’embrione. Per questo sul loro utilizzo attualmente è accesa un’aspra querelle etica che coinvolge tanto l’opinione pubblica quanto la comunità scientifica.

Le cellule staminali adulte sono presenti in alcuni dei nostri organi e tessuti, e hanno generalmente il compito di rigenerare l’organo o il tessuto in cui risiedono. Si trovano: nel sangue del cordone ombelicale; nel midollo osseo; nel tessuto adiposo; nell’epidermide e in altri tessuti (cellule staminali residenti). Al contrario delle cellule staminali embrionali, l’utilizzo delle cellule adulte a scopo terapeutico non pone nessun problema da un punto di vista etico.
A seconda delle loro caratteristiche, le staminali adulte possono essere “pluri- (o multi-) potenti”, ovvero in grado di dar luogo ad alcuni tipi di cellule, o “unipotenti”, cioè capaci di specializzarsi in un solo tipo cellulare.
Le cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale al momento della nascita, che sono in grado di generare globuli bianchi, rossi e piastrine, appartengono a questa famiglia, il loro uso potrebbe dunque aprire importanti spiragli nelle terapie mediche, in quanto si tratta con certezza di cellule staminali pluripotenti.
Queste cellule inoltre vengono ritenute “migliori” in termini di potenza rigenerativa rispetto alle cellule da midollo osseo, che sono invece sono meno versatili e più difficili da estrarre.
16 Marzo 2009
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