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Dopo le grandi scoperte nel campo diagnostico del secolo scorso, anche il nuovo millennio sta offrendo alle future mamme e papà in dolce attesa attraenti modalità per conoscere in anteprima il proprio bambino.
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| Ecografia
bidimensionale al quarto mese |
Già l'ecografia tradizionale, grazie
al costante miglioramento della tecnologia e all'impiego di apparecchiature
ad alta definizione, aveva dato modo ai genitori di cogliere immagini
significative del profilo, degli arti o di altre parti del corpo del
proprio bebè.
Negli ultimi decenni abbiamo così
potuto fornire in anteprima visioni di "sbadigli", "singhiozzi"
e "saluti" o sequenze di bambini che si succhiano il dito,
anche se per le mamme e i papà queste immagini erano spesso frutto
di una commistione tra realtà e fantasia.
Ma ciò non è bastato! Ecco allora che, dopo circa 10 anni di "tentativi", finalmente oggi è disponibile una metodica di ecografia tridimensionale accessibile a tutti, medici e utenti! Confidenzialmente la chiameremo 3D. Questa nasce dall'integrazione tra il principio dell'ecografia bidimensionale basata sull'acquisizione di piani di sezione ottenuti con gli ultrasuoni secondo assi trasversali, longitudinali e obliqui,
e la ricostruzione tridimensionale computerizzata (figura 2) dell'organo da studiare, di alcuni distretti anatomici o del feto in toto. Quando si avvia il modulo tridimensionale la sonda, tenuta ferma sull'addome materno, acquisisce automaticamente le immagini.
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| Figura 2 Sonda e piani di scansione della 3D |
a cura del Dr. Rocco Gallicchio
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Esperto in Diagnosi Prenatale - Milano
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