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L'ecografia 3D

Introduzione

La tecnica dell'esame

L'ecografia 4D

 

Bambino che
sbadiglia

 

Bambino che
succhia

A cosa serve l'ecografia 3D e quali sono i limiti

Galleria multimediale

1º trimestre

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Prima e dopo

Link utili

Società e Aziende

www.socratemedical.it

www.medison.com

www.dnsistemi.it

Siti di ecografia 3D

www.ecografia3d.org

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Dopo le grandi scoperte nel campo diagnostico del secolo scorso, anche il nuovo millennio sta offrendo alle future mamme e papà in dolce attesa attraenti modalità per conoscere in anteprima il proprio bambino.


Ecografia bidimensionale al quarto mese

Già l'ecografia tradizionale, grazie al costante miglioramento della tecnologia e all'impiego di apparecchiature ad alta definizione, aveva dato modo ai genitori di cogliere immagini significative del profilo, degli arti o di altre parti del corpo del proprio bebè.

Negli ultimi decenni abbiamo così potuto fornire in anteprima visioni di "sbadigli", "singhiozzi" e "saluti" o sequenze di bambini che si succhiano il dito, anche se per le mamme e i papà queste immagini erano spesso frutto di una commistione tra realtà e fantasia.

Ma ciò non è bastato! Ecco allora che, dopo circa 10 anni di "tentativi", finalmente oggi è disponibile una metodica di ecografia tridimensionale accessibile a tutti, medici e utenti! Confidenzialmente la chiameremo 3D. Questa nasce dall'integrazione tra il principio dell'ecografia bidimensionale basata sull'acquisizione di piani di sezione ottenuti con gli ultrasuoni secondo assi trasversali, longitudinali e obliqui, e la ricostruzione tridimensionale computerizzata (figura 2) dell'organo da studiare, di alcuni distretti anatomici o del feto in toto. Quando si avvia il modulo tridimensionale la sonda, tenuta ferma sull'addome materno, acquisisce automaticamente le immagini.

Figura 2 Sonda e piani di scansione della 3D

 

a cura del Dr. Rocco Gallicchio
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Esperto in Diagnosi Prenatale - Milano

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