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Bullismo: a scatenarlo sarebbe un ormone

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Cambridge sulla rivista Biological Psychiatry il fenomeno dilagante del bullismo fra i giovani sarebbe imputabile a un’alterazione dei livelli di cortisolo nel sangue. La produzione di questo ormone, conosciuto anche come “ormone dello stress”, aumenta quando ci troviamo in situazioni psico-fisiche stressanti.
Secondo i ricercatori nei soggetti verbalmente o fisicamente aggressivi la regolazione del cortisolo non avviene in modo corretto, provocando così una effettiva incapacità di gestire le condizioni di stress.
La speranza degli esperti è quella di riuscire a identificare i casi in cui si verifica più facilmente questa alterazione ormonale e trovare quindi il modo per ripristinare la corretta produzione di cortisolo, inducendo i soggetti a rischio ad avere una migliore risposta nelle situazioni di stress senza ricorrere ai classici atteggiamenti violenti da bullo.

Fonte: Corriere della Sera Salute, 1 ottobre 2008


Geni in matematica? Si inizia dall’asilo

Frequentare la scuola dell’infanzia sembra essere il segreto per avere una marcia in più alle prese con la risoluzione di problemi matematici.
Analizzando i dati di due studi recenti gli specialisti hanno infatti notato che i bambini che avevano frequentato l’asilo mostravano meno difficoltà con la matematica durante l’età scolare.
La spiegazione di questa teoria è da ricercare nella modalità di funzionamento del cervello umano, che durante i primi anni di vita tende a utilizzare soprattutto l’emisfero destro, legato alla sfera emotiva e affettiva del comportamento, trascurando quindi l’attività dell’emisfero sinistro, legato più alla logica e alla razionalità.
Tuttavia, se un bambino viene abituato fin dalla più tenera età a riconoscere e giocare con i numeri, il suo emisfero sinistro viene stimolato e sviluppato al pari di quello destro, e si trova quindi più “allenato” a ricevere e comprendere stimoli di tipo matematico.
Inoltre, dal punto di vista psicologico, se il primo approccio con i numeri è positivo e il bambino impara a conoscerli come qualcosa di piacevole e perfino divertente, affrontare la matematica a scuola diventa molto più facile.

Fonte: Corriere della Sera, 6 settembre 2008


Adulti e bambini utilizzano la stessa strategia per ricordare meglio

La memoria dei bambini lavora come quella degli adulti. Lo hanno affermato due ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, Lisa Feigenson e Justin Halberda, in seguito ad alcuni esperimenti con bambini di 14 mesi.
I test in questione erano volti a comprendere se anche la memoria dei più piccoli utilizzasse lo “stratagemma” della suddivisione in categorie gerarchiche per ricordare una grande quantità di informazioni. In effetti dopo aver mostrato ai bambini quattro giocattoli e averli nascosti in modo che due fossero ritrovati in fretta e due no, accadeva che una volta trovati i primi due giocattoli i soggetti continuassero nella ricerca dei due rimanenti solo se questi erano familiari e disponevano quindi di qualche elemento che ne facilitasse la categorizzazione.
Secondo gli psicologi questi risultati sono la dimostrazione che anche i bambini riescono a ricordare una serie composta da più di tre oggetti se utilizzano il meccanismo della categorizzazione gerarchica sfruttando elementi caratterizzanti che permettano una più immediata suddivisione degli oggetti.

Fonte: Mente e Cervello, settembre 2008


Italiani poco attenti alla sicurezza dei bimbi in auto

La salute dei bimbi italiani è a rischio durante i viaggi in auto. I risultati di una recente indagine compiuta da Nextplora mostrano infatti che i genitori spesso non conoscono le norme per la sicurezza dei propri figli durante gli spostamenti in auto.
Sono solo 5 milioni i genitori che si preoccupano di installare il seggiolino per bambini in macchina, ma nel 9% dei casi lo fanno solo per viaggi in autostrada e nel 4% per lunghi tragitti.
Nonostante le sanzioni previste per i genitori disattenti, spesso i seggiolini non rispettano gli standard di sicurezza, stabiliti in base all’età e all’altezza del baby-passeggero, mettendo così a repentaglio la salute dei bambini, esposti a rischi maggiori soprattutto durante l’esodo per le vacanze, quando il traffico è più intenso e il tasso di incidenti maggiore.
Anche l’utilizzo delle cinture di sicurezza posteriori è un dato che desta ancora molte preoccupazioni: il 14% del campione intervistato allaccia le cinture solo raramente quando prende posto nei sedili posteriori dell’auto. Ma questa incuranza può essere fatale per un bambino che, se coinvolto in un incidente anche a velocità moderata (50 km orari), rischia danni pari a quelli causati da una caduta dal terzo piano di un palazzo.

Fonte: Adnkronos Salute, 24/07/2008


Bimbi e vacanze: i disturbi più frequenti

Le vacanze sono un toccasana per tutti, ma per i bambini al di sotto dei 12 anni possono rappresentare anche un disagio, specialmente nel primo periodo.
È il “mal di vacanza” che colpisce un bambino su quattro con sintomi quali insonnia, nervosismo e mancanza di appetito. La prima settimana di vacanza in particolare è la più difficile per i bimbi, perché il cambiamento di luogo, di clima e soprattutto di abitudini sono le cause principali di questo malessere vacanziero, che però una volta superati i 12 anni tende a scomparire completamente.
A insidiare il benessere dei più giovani durante le vacanze restano tuttavia alcuni virus che trovano nei mesi estivi il clima ideale per proliferare. È il caso del virus parainfluenzale di tipo 3 e dell’adenovirus, che provocano febbre, tosse e raffreddore e per i quali i pediatri indicano il bagno in mare come un vero e proprio toccasana. Un altro disturbo tipico dell’estate è la miliaria, una dermatosi causata dall’ostruzione dei pori sudoripari che si manifesta con prurito e, a seconda della gravità, con eruzioni cutanee più o meno intense. Anche in questo caso l’acqua fresca del mare risulta essere una cura efficace per rinfrescare la cute e liberare i pori ostruiti.

Fonte: Adnkronos Salute, 11/07/2008


7 anni, cellulare e pc: il bullismo inizia da qui

Durante il workshop ''Bullismo: sos strategie preventive ed intervento sul territorio'' tenutosi a Roma nell’ambito del 5° Forum Internazionale della Salute è emerso il nuovo profilo dei protagonisti di questo fenomeno dilagante nel nostro Paese.
Il prototipo del bullo è tecnologicamente informato e avanzato, possiede un computer e un cellulare e li usa per fare e scambiare foto, filmati, messaggi e per navigare su internet; è un soggetto che cerca di soddisfare il proprio bisogno di autostima facendo il prepotente con gli altri. Il tutto già a partire dai 7 anni, età in cui il 90% dei bimbi possiede un computer e può quindi facilmente diventare un “cyber-bullo”.
Durante il convegno sono emerse differenze tra i luoghi dove vengono preferibilmente messi in atto i fenomeni di bullismo: al nord Italia si prediligono i luoghi di aggregazione giovanile, come bar e locali notturni, al centro il luogo preferito dai prepotenti è la scuola, mentre al sud è la strada, e il motivo che unisce quasi la metà dei casi di bullismo è il diverso colore della pelle.

Fonte: Sanit, 5° Forum internazionale della Salute, Roma, 23-26 giugno 2008


Sigo: stabilire criteri nazionali per ricorso al parto cesareo

La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia torna a puntare l’attenzione sulla questione del parto cesareo, mostrando quanto in Italia la situazione sia assolutamente non omogenea, con grosse variazioni tra una regione e l’altra e perfino tra una clinica e l’altra. Così è possibile trovare zone come quelle della Campania in cui si ricorre al parto cesareo nel 60% dei casi, un dato preoccupante se si considera che a livello internazionale si consiglia di mantenere un ricorso al cesareo attorno al 15% dei casi. Mentre la situazione è totalmente opposta al nord, dove per esempio Trieste registra un tasso del 21-22% di cesarei, una percentuale decisamente più aderente alla media internazionale. La causa di questa forte discrepanza a livello nazionale è che in Italia non sono ancora stati fissati i criteri fondamentali su cui basare la scelta tra un cesareo e un parto naturale. La Sigo intende quindi sensibilizzare esperti del settore e istituzioni per far si che non si ricorra al taglio cesareo quando non indispensabile, e al tempo stesso che non si verifichino più casi di travagli lunghi e dolorosi per la madre e rischiosi per il nascituro.

Fonte: Adnkronos Salute, giugno 2008


Bambini italiani: 5% ha problemi di lettura. Un libro per aiutarli

Che i compiti delle vacanze non piacciano ai bambini italiani è risaputo. Ma per il 5% sono addirittura un incubo. Non è questione di pigrizia ma piuttosto di difficoltà nel leggere e scrivere che rendono lo svolgimento dei compiti una vera e propria impresa.
Nel tentativo di aiutare i bambini affetti da questo tipo di difficoltà, il Centro ricerche della Fondazione Santa Lucia di Roma ha creato un libro, intitolato “Un mare di parole”, che contiene esercizi e strumenti utili per aiutare gli alunni ma anche i genitori. Secondo gli esperti infatti è importante capire che il bambino ha una reale difficoltà nella lettura e nella scrittura e per questo si stanca molto più in fretta degli altri coetanei e perde più facilmente la concentrazione.
Solitamente già in prima e in seconda elementare si possono riconoscere i campanelli d’allarme per questi disturbi, che vanno affrontati insegnando al bambino a leggere a voce alta e aiutandolo con libri semplici che abbiano anche tante illustrazioni colorate, per fare in modo che la lettura sia sinonimo di divertimento e non fonte di ansia.

Fonte: Adnkronos Salute, 20 giugno 2008


Gli errori di mamma e papà.
Guida pratica per non sbagliare più
, di Gianni e Antonella Astrei

Gli errori di mamma e papāMartedì 10 giugno, presso la Fondazione Enpam (Roma), è stato presentato il libro Gli errori di mamma e papà. Guida pratica per non sbagliare più, in cui gli autori, Gianni e Antonella Astrei, analizzano quasi 140 errori da evitare per diventare “Genitori DOC”. Interverranno Paola Binetti, deputato in Parlamento, Fabrizio Ferragni, vice direttore TG1, Andrea Pamparana, vice direttore TG5, Eugenia Roccella, sottosegretario di stato al welfare.
Il biberon, la vasca da bagno, l’automobile, i compiti e la scuola, il computer, gli incidenti domestici, le coccole e i rimproveri… Sono tanti i momenti in cui i genitori rischiano di trovarsi in panne nella prima fase di crescita dei loro figli.
Si tratta di un piccolo manuale, argutamente illustrato, quasi una scuola guida per la “patente genitori”, nato dai consigli di medici e pediatri e dalle osservazioni correttive dei loro figli.
Sono proprio Angelo, Giorgio, Francesca e Maria Michela Astrei da una parte, Alberto ed Alessandro Diano dall’altra, i figli ispiratori di questo libro, che potrà certamente aiutare i genitori a incamminarsi con maggior perizia nel meraviglioso e difficile compito di essere “padri” e “madri” del nostro tempo.

 


Come e dove è nata la festa della mamma

La festa della mamma è una ricorrenza celebrata in tutto il mondo in giorni diversi, ma quasi sempre nel mese di maggio.
Ufficializzata nel 1914 dal Congresso degli Stati Uniti, la festa sembra avere però radici più lontane, che richiamano civiltà primitive e classiche, dove la figura femminile era costantemente legata alla fecondità, alla prosperità e alla natura. Spesso le divinità che proteggevano i popoli, i raccolti e in generale che erano considerate generatrici dell’universo e della vita erano di sesso femminile, come accadeva per la dea Demetra in Grecia, per la dea Cibele in Anatolia e per Iside in Egitto.
Anche nella civiltà cristiana la donna assume un ruolo importantissimo con la figura della Madonna, madre di Gesù e al tempo stesso di tutti gli uomini. E forse non è un caso che la festa della mamma venga festeggiata proprio a maggio, il mese dedicato alla Madonna.
Episodi più recenti, che hanno probabilmente indotto ad istituire un giorno speciale per le mamme vengono attribuiti alla pacifista Julia Ward Howe, che in un discorso del 1870 sottolineò che il dolore maggiore durante la guerra veniva patito dalle madri che in battaglia perdevano i propri figli, e ad Ana Jarvis, che nel 1907 trasformò il giorno della commemorazione della morte della propria madre in un giorno per festeggiare tutte le mamme, ricordando con un garofano bianco quella scomparse e con uno rosso quelle ancora in vita.

Fonte:  almanacco della scienza –  Ufficio Stampa del CNR, maggio 2008


In 50 anni aumentano del 30% le donne in gravidanza con le voglie

Il fenomeno delle cosiddette “voglie” in gravidanza sembra essere aumentato con gli anni, arrivando a interessare un terzo delle donne incinte. Non si tratta però solo di desiderare ardentemente e improvvisamente un cibo particolare, ma anche di voler “assaporare” insoliti prodotti, come il sapone da bucato, il dentifricio, il carbone o la gomma per cancellare.
Uno studio condotto dal sito web gurgle.com ha scovato le voglie più bizzarre prendendo in considerazione 2.231 donne britanniche in gravidanza, scoprendo così che accanto ai più comuni desideri irrefrenabili di gelato, cioccolato, caramelle e cibi speziati, sono molto frequenti i casi in cui la gravidanza risveglia strane passioni per il ghiaccio (per il 22% delle intervistate), per il carbone (per il 17% delle donne), ma anche per colla o carta da parati.
Gli esperti però avvertono che è bene fare attenzione a quello che si ingerisce, anche perché queste voglie sono legate solo alle sensazioni che gli oggetti provocano con il loro odore e la loro consistenza, e non ad una carenza nutrizionale dell’organismo, che non sarebbe comunque in grado di ricavare sostanze nutritive da elementi come colla o carbone.
Nulla di cui preoccuparsi invece se le voglie inducono a escludere cibi che prima piacevano o, viceversa, a prediligere alimenti il cui sapore prima della gravidanza risultava sgradevole, sempre a patto che la dieta resti sana ed equilibrata.

Fonte:  Adnkronos Salute, 28 aprile 2008


Italia: fanalino di coda per tasso di natalità

Secondo un recente confronto fra i tassi di natalità di diversi Paesi europei, Italia e Spagna risultano essere i fanalini di coda, ancora ben lontani dal raggiungere il traguardo di 2 figli per coppia, indicato dal Consiglio d’Europa come il livello minimo per evitare “l’estinzione della specie”.
Sembra inoltre che i Paesi più prossimi al fatidico traguardo siano anche quelli in cui si riscontra un più alto tasso di divorzi e di aborti, dove le coppie ricorrono regolarmente all’uso di metodi contraccettivi e le donne lavorano decisamente di più.
I motivi che in pochi anni hanno reso l’Italia un paese così sterile sembrano essere legati soprattutto alla politica che, a differenza di Stati come Francia e Svezia, non riesce ad attuare iniziative che favoriscano realmente le donne che vogliano concretizzare il loro desiderio di maternità e insieme continuare a lavorare, tanto che la donna italiana con figli e lavoro si trova all’ultimo posto della classifica europea per tempo libero a disposizione.
Mentre i “cugini” francesi hanno raggiunto i 2 figli per donna da ben due anni, Svezia, Finlandia, Gran Bretagna e Danimarca si avvicinano progressivamente superando quota 1,80 figli.
Agli italiani, fermi a 1,34 figli per donna, ma che dichiarano di desiderare almeno 2,2 figli, non resta che aspettare l’arrivo di tempi (e iniziative) migliori. 

Fonte:  Corriere della Sera, 27 aprile 2008


Sigo: al via l’iniziativa per combattere la depressione post partum

L’iniziativa lanciata dalla Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia nel mese di febbraio, che prevedeva la somministrazione di sondaggi sul tema della depressione post partum a tutti i ginecologi della società, ha fatto emergere risultati allarmanti che sono stati presentati al convegno nazionale della Sigo, tenutosi il 2 aprile a Roma.
Secondo i ginecologi Sigo, infatti, sono circa 50mila le donne che in Italia vengono colpite da depressione in seguito alla nascita di un figlio, e che potrebbero essere aiutate anche in modo preventivo da un buon livello di informazione su questo problema, oltre che da una adeguata preparazione delle strutture specializzate nell’individuare e seguire i casi a rischio.
La campagna promossa dalla Sigo e intitolata“Non lasciamole sole”, che inizia proprio in questi giorni, si pone quindi come obiettivo primario quello di migliorare la formazione dei singoli professionisti, non solo ginecologi, ma anche psicologi, ostetriche, pediatri e medici di famiglia, per creare attorno alle vittime di questo disturbo psicologico una rete di aiuto e sostegno organizzata ed efficace.
L’azione di questa rete deve essere, se possibile, ancora più tempestiva e mirata nel caso di mamme con meno di 20 anni (la metà delle giovani madri soffre infatti di questo disturbo) o che provengano da condizioni sociali svantaggiate, ritenuti due dei maggiori fattori di rischio nella comparsa della depressione post partum, insieme alla familiarità con la malattia, una vita condotta in isolamento e problemi con il partner.
Per maggiori informazioni sulle iniziative previste è possibile consultare il sito www.sigo.it.

Fonte:  Adnkronos Salute, 2 aprile 2008


Genitori stressati, figli più ammalati

Uno studio americano conferma l’esistenza di un legame fra il livello di stress dei genitori e la maggior vulnerabilità dei figli a infezioni e stati febbrili.
Monitorando un campione di 169 coppie con figli tra i 5 e i 10 anni è emerso come, per un maggiore stress di mamma e papà, i figli si ammalassero ogni anno del 40% in più rispetto a bambini con situazioni familiari meno caratterizzate da ansia e nervosismo, e che addirittura presentassero febbre nel 77% dei casi in più.
Che lo stress fosse dannoso per salute fisica e mentale era da tempo risaputo, a non essere mai stata valutata, invece, era l’incidenza di questo fattore anche sulle persone vicine: questo studio ha mostrato in effetti come il sistema immunitario dei bambini con genitori stressati venga sottoposto a sollecitazioni maggiori, riducendo perciò le difese immunitarie e rendendoli maggiormente esposti alle malattie.

Fonte: Corriere della Sera, 18 marzo 2008


Un cartone animato per educare i bambini

Per ovviare alle cattive abitudini alimentari e allo stile di vita sedentario dei bambini, il Ministero della Salute ha dato il via a un progetto dedicato proprio all’educazione alimentare dei più giovani e all’incentivazione allo sport e all’attività fisica.
Grazie alla collaborazione di un canale televisivo satellitare per bambini, di 2.000 scuole italiane e di 2.500 centri di minibasket, l’iniziativa prevede la messa in onda di un cartone animato intitolato “Gimme 5”, numero che indica sia i protagonisti della serie animata, sia le porzioni di frutta e verdura da mangiare ogni giorno. Ad affiancare il messaggio del cartone animato, saranno messi in onda sullo stesso canale 10 cortometraggi della serie “5 sotto canestro”, il cui obiettivo sarà quello di promuovere l’importanza e il divertimento nel praticare un’attività sportiva, soprattutto se di squadra.
L’iniziativa verrà inoltre completata con l’invio, da parte della Federazione italiana pallacanestro (Fip), di un canestro e vari palloni a circa 2 mila scuole italiane, per invitare gli studenti ad avvicinarsi al basket.
Culmine di questo progetto educativo sarà il “Play Day”, previsto per il 18 maggio 2008, quando la Fip organizzerà tornei di minibasket in diverse province in cui vi siano centri sportivi facenti parte della federazione e, in contemporanea, il canale satellitare per ragazzi su cui viene trasmesso “Gimme 5” verrà oscurato per tutto il giorno, per invogliare i giovani a preferire un po’ di gioco all’aria aperta al solito pomeriggio davanti alla tv.

Fonte: Adnkronos, 17 marzo 2008


"Non lasciamole sole”: campagna Sigo contro la depressione post partum

Una nuova, importante iniziativa è stata lanciata dalla SIGO, Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia: dal 7 di febbraio a tutti i ginecologi della SIGO verrà chiesto di rispondere a dei sondaggi che hanno come tema centrale la depressione post partum, un problema che colpisce molto più spesso di quanto non si pensi: cinquantamila è il numero stimato di donne che ogni anno, insieme alla nascita di un figlio, si trovano a fare i conti con una vera e propria patologia.
I dati raccolti da questi sondaggi serviranno a definire l'entità della situazione italiana relativamente a questo disturbo, che verrà poi illustrata a Roma il 18 marzo durante un convegno nazionale.
L'obiettivo di questa iniziativa è prima di tutto quello di sensibilizzare le donne riguardo a un problema che troppo spesso coglie le neomamme alla sprovvista, poiché è comune esaltare le gioie della maternità, ma lo è molto meno parlare dei disagi che questa può portare con sé. In secondo luogo l'intenzione è di formare in modo più specifico gli operatori del settore affinché abbiano gli strumenti necessari per individuare fin da subito pazienti che presentino i primi segnali di tale disturbo e possano quindi intervenire in modo efficace e tempestivo.
La depressione post partum è una vera e propria patologia di cui chi è vittima spesso non parla, il più delle volte proprio per disinformazione e forse anche per vergogna. Una donna che ha appena dato alla luce un figlio ma che non gioisce nel prendersene cura, che vive la maternità in uno stato d'ansia e con un senso di inadeguatezza per questo nuovo ruolo, non può chiedere aiuto se non è a conoscenza del fatto che questi possono essere i sintomi di un disturbo psicologico curabile con l'aiuto di uno specialista.
La campagna è stata chiamata “Non lasciamole sole” proprio per dare rilievo alla volontà di migliorare l'informazione su questa forma di depressione, invitando le istituzioni, gli operatori del settore, ma anche i familiari a non lasciare sola una donna nel momento più delicato della sua vita: nel passaggio da donna a mamma.

Fonte: Adnkronos, 7 febbraio 2008


Pesarsi in gravidanza, quanto serve?

Ci sono diverse scuole di pensiero sulla necessità e i benefici di tenere sotto controllo il peso durante una gravidanza. Nel Regno Unito si ritiene necessario pesarsi solo all'inizio della gravidanza, negli Stati Uniti invece per le donne sovrappeso o sottopeso è consigliato pesarsi ad ogni visita ginecologica a cui ci si sottopone nel corso della gravidanza. Qual è la linea di condotta da seguire?

L'International Journal of Epidemiology ricorda che un dato rilevante è il modo in cui si è aumentate di peso nel tempo, più che i chili guadagnati in totale. Questo dato, infatti, è un predittore affidabile della possibilità di tornare al peso iniziale dopo il parto. Normalmente il peso accumulato nei primi mesi e più difficile da perdere rispetto a quello accumulato alla fine perché è meno connesso con l'aumento delle dimensioni del feto e più con l'idea di dover mangiare per due.

Oggi sembra chiaro che il peso deve essere tenuto sotto controllo più prima e dopo una gravidanza, o tra due gravidanze, che non nei mesi della dolce attesa. Infatti, mentre mancano dati che dimostrano che pesarsi regolarmente durante la gravidanza produca diretti benefici alla madre o al bambino, alcuni studi suggeriscono che per le donne che aumentano il loro indice di massa corporea tra due gravidanze cresce il rischio di esiti negativi per la loro salute e quella del feto, tra cui pre-eclampsia e diabete.

In conclusione, dal momento in cui si progetta una gravidanza o ci si accorge di essere incinte è consigliabile continuare a mantenere uno stile di vita regolare, una dieta sana e un peso nella norma. Non ci si deve considerare malate e abbandonare l'abitudine ad una leggera attività fisica, né si deve iniziare a servirsi doppia porzione di tutto giustificando in questo modo il cedere a ogni tentazione.

Fonte: Farrar D, Duley L. But why should women weighed routinely during pregnancy? Int J Epidemiol 2007


Ricercare il benessere attraverso metodi naturali

Sono aperte le iscrizioni alla Scuola di Naturopatia ad indirizzo emozionale e ai corsi specifici di formazione dell’Accademia Cassiopea

L’Accademia Cassiopea di Verona avvia anche quest’anno la Scuola di Naturopatia ad indirizzo emozionale ed i corsi specifici di formazione rivolti a più figure professionali. Sono aperte le iscrizioni alla scuola, organizzata in tre anni di corso, che partirà da ottobre e consentirà la formazione di professionisti preparati sul tema del riequilibrio psicoemozionale e del benessere della persona.
Nel primo anno della Scuola di Naturopatia ad indirizzo emozionale vi sono i corsi di anatomia, fisiologia, rebirthing communication, grafologia, riflessologia plantare emozionale e psicologia. Nel secondo anno i corsi di fisio-patologia emozionale, iridologia, bioenergetica emozionale, tecniche di counseling, riflessologia emozionale, rebirthing communication, introduzione alla kinesiologia. Nel terzo anno i corsi di kinesiologia, rebirthing prenatale, floriterapia di Bach, comunicazione sistemica integrata, psicologia, tecniche di counseling, tecnica metamorfica, fisionomica e introduzione ai fitoderivati.
I corsi specifici di formazione sono ad accesso indipendente dalla Scuola di Naturopatia e sono rivolti a tutte le persone interessate a singoli argomenti. I corsi biennali monotematici riguardano:

  • Il Rebirthing communication psicoemozionale e corporeo studia la tecnica di respirazione consapevole che favorisce la risoluzione di situazione emotive dettate dallo stress.
  • La Riflessologia plantare ad indirizzo emozionale tratta le basi della riflessologia tradizionale arricchita dalla lettura in chiave emotiva delle informazioni offerte dal piede.

I corsi annuali monotematici invece sono:

  • Il Rebirthing communication prenatale approfondisce la tecnica di respirazione per i genitori e tutte le persone che vogliono imparare a sviluppare un contatto immediato con il proprio figlio, permettendo anche al padre di partecipare alla vita prenatale.
  • Kinesiologia in chiave emozionale
  • Fisiognomica sistemica integrata
  • Comunicazione sistemica integrata
  • Tecnica metamorfica
  • Grafologia base
  • Fiori di Bach base

Al termine della scuola e di ogni corso singolo verranno rilasciati gli attestati di specializzazione e di frequenza. Per ulteriori informazioni contattare il numero 045/8622260 o visitare il sito www.cassiopeaonline.org.

www.cassiopeaonline.org, settembre 2007


Corso di Rebirthing Communication Prenatale

Il corso partirà il prossimo 22 settembre ed è rivolto a ostetriche, puericultrici, educatori, a conduttori di corsi pre- parto, ad operatori del benessere naturale che si interessano di prenatalità.

Comunicare durante la gravidanza non riguarda solo la madre. Grazie al Rebirthing prenatale, infatti, padre e figlio completano la triade coinvolta sin dal momento del concepimento. E' questo il tema centrale del corso annuale “Rebirthing communication prenatale” organizzato dall’Accademia Cassiopea di Verona. Il percorso inizierà il prossimo 22 settembre e si svilupperà in 11 lezioni durante il fine settimana, dove sarà spiegata e messa in pratica la tecnica utile a limitare le trasmissioni ansiose tra la madre e il feto, portando il bambino ad affrontare la vita in modo più sereno.
Il Rebirthing prenatale è una tecnica che consente ai genitori di entrare in contatto con il proprio figlio in modo immediato, permettendo anche al padre di partecipare alla vita prenatale. Gli stimoli sensoriali e psicologici ricevuti dal nascituro fin dai primi mesi di vita intrauterina lasciano tracce profonde nelle manifestazioni caratteriali, dando un senso ed un significato diversi alla realtà della vita fetale. Per la madre imparare a respirare bene significa ossigenare il corpo e quindi “nutrire” il proprio figlio. Allentando le tensioni psicofisiche si raggiunge una maggiore armonia interiore grazie alle endorfine, gli “ormoni della felicità” che si produco quando si sta bene.
“La donna impara, grazie al respiro consapevole, a comunicare con il figlio trovando sostegno nel padre”, spiega Tiziana Recchia,  responsabile del corso ed esperta di Rebirthing communication prenatale. “Il rebirthing è una tecnica utile per la mamma per vivere in modo sereno la gravidanza, per avere un supporto durante il travaglio e il parto, permettendole di alleviare il dolore e le paure. Nove mesi vissuti in piena condivisione portano ad un parto consapevole. Il rebirthing può essere utilizzato, inoltre, come sostegno emotivo per il post-parto”.
Durante il corso, oltre alla comunicazione tra padre, madre e bambino, saranno affrontati i temi della psicologia ed educazione prenatale, dell'allattamento, l’importanza dell’ambiente prenatale e la gestione del dolore. Il corso non è solo teorico: ci saranno, infatti, la progettazione di un percorso di rebirthing e di pre-parto, esercizi di visualizzazione guidata e uso della voce e sessioni di respirazione sia per la mamma e la coppia. Per ulteriori informazioni contattare il numero 045/8622260 o l’indirizzo e-mail segreteria@cassiopeaonline.org.

www.cassiopeaonline.org, settembre 2007


Il libro: "Figli si nasce, genitori invece no" di Arcangelo Liso

arcangeloCome sarebbe “vissero felici e contenti”? Cenerentola e Biancaneve hanno avuto dei figli? E se hanno avuto dei figli si saranno ammalati anche loro almeno una volta, no? Quando avevano l’influenza come misuravano la temperatura, e quanti termometri avevano in casa? E io come mi sarò ridotto a comprarne tre diversi? Beh, essere figli è un mestiere duro, ma mai quanto quello di genitore. Diventare figli è una cosa che capita, ci si trova a farlo, si comincia da piccoli, basta essere se stessi. Genitori invece no. Vi siete mai chiesti: “sono un buon genitore?” oppure “Potendo scegliere, i miei figli mi avrebbero voluto così?”. Ecco il manuale giusto per voi.

Arcangelo Liso ha tre figli. Si racconta che l’idea di scrivere gli sia venuta un pomeriggio, quando, stremato dalla fatica del menage familiare, gli è comparsa in visione la Dea Minerva. Di lui altro non si sa, e la cosa è strana in un’epoca di Grandi Fratelli, in cui molti fanno a gara per farsi notare e sgomitano per farsi il bidet, purché ci sia una telecamera che li trasmetta in mondovisione

La redazione, settembre 2007


Il libro: "Dopo un cesareo" di Ivana Arena

cesareoIn Italia si fanno troppi cesarei, e questo lo sappiamo da tempo, ma ... Come si sente veramente una donna che ha subito questo intervento? Come riequilibrare velocemente corpo e mente? Come accogliere nel migliore dei modi il bambino appena nato? Ivana Arena, ostetrica, si rivolge alle donne e ai loro partner per rispondere a questa e ad altre domande che nascono in chi subisce un intervento chirurgico molto spesso inaspettato e desidera capire quali siano le conseguenze per madre e figlio. Dopo un cesareo è un testo completo che affronta l'argomento secondo le più recenti ricerche scientifiche. Contiene, inoltre, informazioni utili su: - La storia del cesareo - Le indicazioni per effettuare o meno un cesareo - Le fasi del cesareo - Le evidenze scientifiche correlate - I benefici della nascita indisturbata - Il parto spontaneo dopo cesareo e suggerimenti pratici riguardo a: - L’allattamento - Il contatto con il bambino - La ripresa fisica - La guarigione emotiva. Completano il testo preziose testimonianze di donne che hanno vissuto queste esperienze.
L'autrice: Ivana Arena decide di diventare ostetrica dopo aver subito un cesareo nel 1995. Fin dal percorso universitario si dedica in particolare all’argomento del parto cesareo e del parto spontaneo dopo cesareo (VBAC) su cui scrive la tesi di diploma di laurea nel 2000. Nel 2001 partorisce con un VBAC. Lavora da cinque anni presso la Sala Parto di una struttura di III livello cercando di mettere in pratica professionalmente il rispetto che ha per la capacità delle donne di partorire e dei bambini di nascere senza troppi interventi e dove si occupa insieme a un neonatologo e a un’infermiera di migliorare il sostegno all’allattamento materno. Fa parte dell’Associazione Vita di Donna per la quale offre assistenza al parto e al puerperio a domicilio oltre a visite e consulenze per il benessere della donna in età riproduttiva. Scrive articoli su riviste specializzate.

La redazione, settembre 2007

 
 
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