Video-intervista alla D.ssa Francesca Rosso
Specialista in Ostetricia e Ginecologia Buonarroti Medical Center Milano
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Rassegna scientifica
In questo numero: Il simbolico richiamo al bambino del giorno e a quello della notte »
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Gennaio 2012
Parto cesareo: imminenti le nuove linee guida
Il Ministero della Salute ha annunciato l’imminente pubblicazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità, delle nuove linee guida sul parto cesareo; il ricorso all’intervento chirurgico in Italia è troppo frequente, tanto da metterci al primo posto in Europa per questa pratica. Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, presentando il testo ha osservato: «Nel nostro paese il ricorso al taglio cesareo ha raggiunto livelli estremamente elevati e, nonostante il problema sia da diversi anni al centro del dibattito politico-sanitario, non si è ancora registrata alcuna significativa inversione di tendenza. La complessità del fenomeno richiede la messa a punto di strategie molteplici d’intervento, in grado di coniugare misure di programmazione sanitaria finalizzate a disincentivare gli eccessi della medicalizzazione, con iniziative formative ed educazionali volte e modificare gli atteggiamenti e orientare i comportamenti degli operatori sanitari e delle donne alle prese con l’esperienza della maternità....
Fonte: Sanità News, 24 gennaio 2012
Dopo le abbuffate natalizie gli italiani corrono ai ripari
La nutrizione è uno dei temi centrali per Nestlé ed è ancor più importante quando riguarda le mamme e i loro bambini: il Centro di Ricerca e Sviluppo Nestlé in Svizzera e Epigen Consortium stanno lavorando insieme per uno studio sul rapporto tra genetica, alimentazione e salute con l’obiettivo di individuare il più corretto regime alimentare da seguire in gravidanza. Continua la collaborazione tra l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica e Nestlé, per indagare sullo stato di salute degli italiani ed offrire suggerimenti utili a chi desidera trovare un sano equilibrio tra buona nutrizione e piacere a tavola. Nestlè ha aperto questo primo appuntamento del 2012 con i risultati forniti dall’Osservatorio ADI-Nestlé circa il rapporto tra gli italiani e le grandi abbuffate natalizie, fornendo anche alcuni consigli per iniziare in forma il nuovo anno...
Fonte: nestle.it, gennaio 2012
Osteoporosi infantile: una ricerca italiana apre nuove prospettive
Nature Communications ha pubblicato una ricerca italiana che ha identificato alcuni nuovi meccanismi che regolano i rapporti fra due molecole che sono coinvolte nello sviluppo delle cellule delle ossa. La buona salute dello scheletro è il presupposto per il buon funzionamento degli altri organi del corpo umano e condiziona la crescita e la salute dei bambini; la ricerca, condotta dall’Università degli Studi dell’Aquila in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, aveva l’obiettivo di capire il modo in cui alcuni fattori importanti per le cellule ossee quando lavorano in modo coordinato permettono al tessuto la sua normale funzione, ma in caso di patologie dello scheletro risultano alterati...
Fonte: Sanità News, 19 gennaio 2012
L’alcol in gravidanza favorisce la sindrome feto-alcolica
Una ricerca, condotta dall’University of California per quasi trent’anni su circa 1.000 donne in gravidanza, ha concluso che assumere regolarmente alcol dalla settima alla dodicesima settimana aumenta per il neonato il rischio di deficit di crescita di peso e altezza e di deformità del viso, tipiche della Fasd (la sindrome alcolica fetale). È già noto che l’alcol in gravidanza favorisce la sindrome feto-alcolica, ma ora i risultati della ricerca statunitense evidenziano che le mamme che assumono ogni giorno una bevanda alcolica in più, superata la metà del primo trimestre, rischiano che il proprio bambino abbia il 25% in più di probabilità di deformità del labbro, il 16% in più di avere alla nascita il peso più basso del normale e 12% in più di avere la testa più piccola...
Fonte: agi.it, 18 gennaio 2012
300 nuovi farmaci per bambini in sperimentazione negli Stati Uniti
Secondo quanto risulta alla PhRMA (Pharmaceutical Research and Manifacturers of America, l’associazione che riunisce le aziende che fanno ricerca e produzione di farmaci negli Stati Uniti) sono 282 i prodotti farmaceutici per l’infanzia che attualmente sono allo studio o già al vaglio della Fda (Food and Drugs Administration) per essere approvati prima di essere messi in commercio negli Usa. Le aziende che fanno parte della PhRMA sono impegnate sia nello studio specifico di farmaci per bambini sia nella determinazione delle modifiche da apportare ai farmaci per adulti per renderli idonei alla cura anche dei bambini. John C. Castellani, presidente e amministratore delegato della PhRMA, spiega: «Questi farmaci offrono la speranza che i significativi miglioramenti raggiunti dalla salute dei bambini nel corso degli ultimi decenni continueranno e, anzi, aumenteranno. I nuovi medicinali e le nuove conoscenze sull’uso pediatrico di farmaci esistenti contribuiranno a dare ai nostri figli e ai nostri nipoti l’opportunità che meritano di vivere a lungo e in salute. Niente è più importante e gratificante»...
Fonte: Sanità News, 17 gennaio 2012
Il 10% dei bambini fino ai tre anni soffre di disturbi del sonno
Un gruppo di studiosi del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center ha condotto una ricerca su 359 bambini fino ai tre anni, concludendo che soffrono di disturbi del sonno circa il 10% dei piccoli; inoltre, dal 21 al 35% di quelli che fin da piccolissimi faticano a prendere sonno, accusano incubi o non riescono a dormire nel proprio letto, porteranno questi disturbi fino ai tre anni. Kelly C. Byars, che ha coordinato la ricerca spiega: «Spesso il messaggio che si dà ai genitori è di non preoccuparsi perché con la crescita andrà meglio. Ma in realtà questo non accade per tutti perché i problemi del sonno influiscono anche sull’umore, sull’attenzione e l’apprendimento e sullo sviluppo del bambino, senza contare, ovviamente, l’influenza negativa sul sonno dei genitori, che però spesso si fanno sfuggire l’importanza dei sintomi del sonno e della ricorrenza di sintomi clinici»...
Fonte: Sanità News, 11 gennaio 2012
Un test per sapere il sesso del nascituro già dal terzo mese
Un team di ricercatori coreani ha messo a punto un test non invasivo, che attraverso un’analisi del sangue della madre può predire fin dai primi mesi di gravidanza il genere del nascituro. Il test, che deve ancora essere messo a punto, consentirà non tanto di soddisfare la curiosità dei genitori ma di poter identificare precocemente alcune malattie legate ai cromosomi, come l’emofilia; il problema è che potrebbe anche facilitare l’aborto selettivo nei paesi dove far nascere figlie femmine costituisce un problema culturale. La ricercatrice Hyun Mee Ryu, della KwanDong University School of Medicine di Seul, spiega: «Di solito la determinazione precoce del sesso fetale richiede procedure invasive come il prelievo dei villi coriali o l’amniocentesi; entrambe queste tecniche possono comportare un rischio di aborto dell’1-2%...
Fonte: corriere.it, 4 gennaio 2012
Dicembre 2011
Fumo in gravidanza: problemi cardiovascolari per il bambino
Una ricerca condotta a Utrecht, dallo Julius Center for Health Sciences and Primary Care dell’University Medical Center, ha rivelato che il fumo dei genitori può portare già a cinque anni problemi cardiovascolari al bambino. I ricercatori olandesi hanno osservato 259 bambini sottoponendoli alla Cimt, l’ecografia della carotide, con il risultato che l’arteria carotidea dei figli delle mamme fumatrici era più rigida del 15% rispetto a quella dei bambini che non avevano la mamma fumatrice ed era anche più spessa di 19 micron....
Fonte: Sanità News, 28 dicembre 2011
Cordone ombelicale: più tardi si taglia, più ferro rimane al bambino
Una ricerca svedese conferma quello che molti reparti di ostetricia già stanno facendo, aspettando a tagliare il cordone ombelicale per non privare il neonato del ferro del sangue della madre. Nel corso dello studio è stato analizzato il sangue di 400 bambini, nati a termine e normalmente; a una parte di loro è stato reciso il cordone immediatamente dopo la nascita, non oltre i 10 secondi, agli altri si è aspettato fino a tre minuti. Al compimento dei quattro mesi, da medici che ignoravano i tempi del taglio del cordone è stato eseguito di nuovo l’esame del sangue ai bambini, da cui è risultato che quelli che erano rimasti attaccati alla madre per un tempo più lungo, pesavano di più e avevano una sideropenia (carenza di ferro) minore rispetto agli altri; presentavano anche un’alta concentrazione di ferritina (una proteina che consente l’accumulo del ferro)...
Fonte: corriere.it, 27 dicembre 2011
Parti cesarei: troppi e troppo spesso poco sicuri
La relazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli Errori in Campo Sanitario, presentata alla Camera alcuni giorni fa, fotografa una situazione allarmante che riguarda il numero di parti cesarei effettuati in Italia e l’incidenza di errori sanitari che riguardano episodi legati al parto: 104 su 500 quelli segnalati. Il numero di parti cesarei è in crescita, siamo arrivati a una media del 35,4%, nonostante l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandi di non superare il 15%; è basso invece il livello di sicurezza, soprattutto al Sud, tanto che cresce il numero di denunce contro il personale sanitario per lesioni e omicidio colposo. L’analisi della Commissione è stata condotta su un campione di 344 punti nascita su 570 presenti sul territorio e ha evidenziato una spaccatura fra Nord e Sud anche sul numero di cesarei: dal 29,5% del Veneto, al 52,9% della Sicilia. Se ne eseguono di più nelle cliniche rispetto alle strutture private: oltre la metà nelle prime, il 50,5%, contro il 36% degli ospedali. La maggior parte dei punti nascita (il 72%) sono piccoli e praticano “…Un numero di parti ritenuto troppo basso per garantire gli standard di sicurezza previsti dall’Oms”; in queste strutture il ginecologo effettua circa 4,7 parti al mese, poco più di uno alla settimana, solo nel 9,7% dei casi è praticata l’analgesia e solo nel 9,5% dei casi è presente la terapia intensiva neonatale...
Fonte: repubblica.it, 22 dicembre 2011
Parti: in Italia oltre un terzo è cesareo
L’analisi dei questionari elaborati per verificare gli aspetti tecnico-organizzativi dei punti nascita italiani, e distribuiti agli assessorati competenti, ha evidenziato che il ricorso ai parti cesarei è ancora troppo frequente: la percentuale varia da una media del 44% effettuati nelle piccole strutture, al 32% di quelle più grandi, contro la percentuale del 15% raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La media totale è del 35,4%, oltre il doppio di quella indicata dall’Oms, con l’aggravante che nelle strutture private la percentuale è molto più alta. Il parto naturale in partoanalgesia viene effettuato solo nel 15,3% dei casi e solo in meno di un terzo dei punti nascita (27,6%) è presente la terapia intensiva neonatale. Un servizio ritenuto indispensabile perché l’assistenza possa definirsi sicura è la doppia guardia, 24 ore su 24, di medici e ostetriche, ma è garantito solo nel 40% dei punti nascita che è stato possibile valutare...
Fonte: Sanità News, 22 dicembre 2011
Sordità: pochi i centri audiologici per fare i test uditivi ai neonati
È ormai noto in tutto il mondo che è necessario effettuare lo screening audiologico universale entro i primi tre, quattro mesi di vita del bambino, per poter intervenire precocemente in caso di problemi; ma in Italia siamo ancora indietro, come spiega la portavoce di un movimento di genitori, animatrice del blog daigenitoriaigenitori.blogspot.com e di un forum su Facebook, Jodi Cutler: «Lo screening è fondamentale, ma poi servono anche i centri audiologici di secondo e di terzo livello, per la conferma della diagnosi e l’eventuale impianto cocleare. Non tutte le regioni sono attrezzate e così le famiglie sono costrette a vagare da una all’altra». Luciano Bubbico, otorinolaringoiatra del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Ias, osserva: «Ci vuole una normativa in ogni regione, non si può più aspettare: c’è il serio rischio che le famiglie aprano contenziosi legali perché siamo di fronte a disparità di trattamento sanitario da regione a regione o anche da ospedale a ospedale». A livello nazionale non esistono purtroppo norme che rendano obbligatorio lo screening (un esame che si esegue con un apparecchio che costa circa 5mila euro), nonostante il Piano Sanitario 2011-2013 preveda “…L’estensione dello screening audiologico neonatale della sordità congenita per raggiungere almeno il 90% dei neonati”. Quindi la questione passa alle regioni ma finora solo sette prevedono lo screening nelle loro normative; nelle altre, non essendoci una normativa, l’esame viene fatto su base volontaria...
Fonte: corriere.it, 21 dicembre 2011
Bambini: troppe le diagnosi di dislessia
L’associazione di scuole ‘Una Rete per la qualità’ ha presentato a Roma, nell’ambito del progetto ‘Ora sì’, un’indagine sulla dislessia da cui risulta che fino a qualche anno fa il problema sembrava più grave di quanto invece appaia oggi. Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto Italiano di Ortofonologia, spiega: «Troppi bambini in Italia sono considerati dislessici, ma in realtà hanno solo disturbi comuni: un bambino su cinque presenta disturbi dell’apprendimento ma questo non vuol dire che sia dislessico, eppure viene ritenuto tale e inserito in un percorso specifico che rischia di procurargli danni notevoli, avendo in realtà solo disturbi comuni». Nelle scuole materne ed elementari di Roma, dove è stata condotta l’indagine, sono stati ritenuti a rischio di Dsa (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) circa il 23% dei bambini, quelli cioè che presentavano significative difficoltà nel leggere, scrivere e nel ragionamento matematico; facendo però ulteriori approfondimenti ed escludendo i bambini che presentavano difficoltà minori, o secondarie, la percentuale scendeva ad appena il 4% circa. ...
Fonte: corriere.it, 16 dicembre 2011
In aumento gli interventi chirurgici dopo la gravidanza
‘Mommy Makeover’, questo il nome del fenomeno che sta dilagando dagli Stati Uniti in Europa e anche in Italia; consiste in una serie di interventi chirurgici cui si sottopongono le neo mamme dopo il parto per ritrovare velocemente la forma fisica che avevano prima della gravidanza. Negli Usa, nel 2007, quasi 400mila (365.000) donne fra i 20 e i 29 anni hanno fatto ricorso alla chirurgia post partum e il numero è in così crescita da provocare l’intervento dell’American College of Obstetrician and Gynecologist, che ha puntualizzato che questo tipo di interventi è indicato solo in rari casi e che si tratta di pratiche a rischio per la salute ...
Fonte: Sanità News, 6 dicembre 2011
La mancanza di antiossidanti favorisce negli uomini il cancro alla pelle
Il Journal of Investigative Epidemiology ha pubblicato una ricerca in base alla quale gli uomini sarebbero più predisposti al carcinoma a cellule squamose, un tumore della pelle fra i più frequenti, a causa dei bassi livelli di un antiossidante, la catalasi. Uno degli autori della ricerca, l’oncologo Gregory Lesinski, del Comprehensive Cancer Center dell’Ohio State University di Columbus, osserva: «È probabile che gli uomini siano più sensibili allo stress ossidativo nella pelle e quindi siano più esposti al rischio di questo tipo di cancro»....
Cause genetiche oltre che sociali per l’Adhd
L’Adhd (Attention Deficit/Hyperactivity Disorder), la sindrome da deficit di attenzione e iperattività è un disturbo dell’autocontrollo a causa del quale i bambini che ne soffrono hanno difficoltà a controllare gli impulsi, a concentrarsi e a regolare il proprio comportamento; le cause del disturbo finora erano spesso attribuite a particolari condizioni sociali in cui vivono i bambini colpiti dall’Adhd. Secondo uno studio del Center for Applied Genomics del Children’s Hospital di Philadelphia, coordinato da Hakon Hakonarson, il 10% dei pazienti con questo disturbo presentano particolari varianti genetiche....