Intervista alla Dottoressa Mirella Parachini Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Intervista al Dottor Davide De Vita Specialista in Ostetricia e Urologia
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Rassegna scientifica
In questo numero: L'età della speranza »
Abbiamo selezionato per voi le notizie più interessanti dalla rete e dalla stampa. Per eventuali informazioni contattate la nostra redazione:
Marzo
Il congresso della Società di Endocrinologia Ginecologica (Isge - International Society of Gynecological Endocrinology), che si è svolto a Firenze nei giorni scorsi, ha evidenziato che in tutto il mondo nascono ogni anno circa tre milioni di bimbi in provetta di cui circa 10.000 in Italia. Questi bimbi sono le conferme viventi del buon funzionamento delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (Pma) a quasi cinquant’anni dalla scoperta delle gonadotropine, le sostanze utilizzate per stimolare ovaio e testicoli e indurre la gravidanza. Nel 2007 oltre 55.000 coppie con difficoltà di concepimento sono state trattate con queste tecniche e dal 2005 al 2008 le gonadotropine sono state utilizzate in oltre 200.000 cicli di trattamento. Questi numeri sono dovuti all’innalzamento dell’età delle donne che vogliono concepire un figlio; in Italia infatti l'età media delle donne che si rivolgono ai centri per la Pma è di 36 anni e un parto su quattro ha protagoniste ultraquarantenni....
Fonte: vitadidonna.it, 17 marzo 2010
Epidurale per il parto: Italia ancora troppo indietro
Il dolore al femminile – Partorire senza dolore’ è il titolo significativo del convegno che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma; ne è emerso un quadro fatto di luci e ombre. Il diritto al parto senza sofferenza, e quindi all’anestesia epidurale che consente di avere un parto naturale senza dolore, è stato inserito nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) nel 2008. Purtroppo però, questo è un miraggio in troppi ospedali d’Italia, infatti solo il 16% delle strutture pubbliche o convenzionate sono in grado di garantire questo diritto con continuità. Eppure il 90% delle partorienti ne fa richiesta dove questo servizio viene offerto. Nonostante sia un diritto, sono grandi le differenze fra le Regioni: in testa la Lombardia con 5 milioni all’anno stanziati per la promozione dell’analgesia in travaglio, poi il Veneto con 1 milione di euro per la stessa finalità; l’Emilia Romagna ha emesso linee guida perché ogni Provincia sia in grado di offrire un punto nascita che consenta l’analgesia epidurale....
Fonte: vitadidonna, 16 marzo 2010
Far piangere il bambino: fa bene a lui e alla mamma
Il ‘Metodo per il pianto controllato’ è il frutto dello studio effettuato dai ricercatori del Murdoch Childrens Research Institute e del Royal Children’s Hospital di Melbourne; gli studiosi australiani consigliano alle famiglie che hanno bambini che non vogliono dormire di lasciarli piangere finché si addormentano. Un sistema sicuramente drastico ma che secondo i ricercatori risolve il problema nel 30% dei casi e riduce del 40% la depressione post partum della mamma; hanno infatti constatato che le mamme che non dormono a causa del bambino rischiano maggiormente la depressione e questo può influenzare negativamente il loro rapporto con il figlio...
Fonte: lastampa.it, 16 marzo 2010
Italia più "invecchiata" ma più "mamma"
Il ‘Rapporto Osservasalute 2009’, presentato all'università Cattolica di Roma in questi giorni, disegna un’Italia più ‘vecchia’ anche se con un tasso di fecondità in leggera crescita. Il numero medio di figli per donna in età fertile è di quasi 1,4, molto basso e ancora lontano dal livello di sostituzione (2,1 figli per donna) che garantisce il ricambio generazionale; rispetto agli anni precedenti la ripresa delle nascite continua anche se lentamente, grazie alla maggiore fecondità delle straniere immigrate e delle donne in età avanzata. Dai dati del Rapporto emerge anche l’aumento della popolazione residente nel biennio 2007-2008 rispetto al precedente: +7,7% persone per 1.000 residenti, con l’unica eccezione della Basilicata che ha un saldo totale negativo di -0,7‰. La crescita è dovuta soprattutto alla componente migratoria....
Fonte: Adnkronos Salute, 16 marzo 2010
Dopo i 30 anni drastico calo della fertilità
La rivista PlosOne ha pubblicato lo studio effettuato dai ricercatori inglesi della St.Andrews University su 325 donne, da cui risulta che degli oltre due milioni di ovuli di cui ogni donna è dotata alla nascita già a 30 anni l’88% è perso per sempre e a 40 ne rimane appena il 3%. Con la conseguente difficoltà di concepimento, considerato che in tutta la vita di quei due milioni di ovuli solo circa 450 arrivano a maturazione. Inoltre, bisogna considerare l’importanza dello stile di vita delle donne oltre i 25 anni, quando fattori di rischio come eventuali disordini alimentari, alcol o fumo fanno sentire maggiormente i loro effetti negativi sulla fertilità che, come si è visto, è già in calo....
Fonte: Fondazione Serono, 15 marzo 2010
Cinema in 3D e bambini: bufera sugli occhialini
Una circolare del Consiglio Superiore di Sanità avverte dei possibili pericoli costituiti dagli occhialini usati nelle sale cinematografiche per vedere i film in 3D che nei bambini con meno di sei anni di età potrebbero causare disturbi funzionali alla vista. Il parere del Consiglio Superiore di Sanità era stato sollecitato dal Codacons che aveva segnalato le conseguenze dell’uso degli occhialini durante le proiezioni (nausea, mal di testa) e che aveva anche denunciato ai Nas la mancanza del marchio CE e il rischio igienico dovuto all’uso degli stessi occhiali da parte di diversi spettatori. Nella circolare si legge: «Non sussistono controindicazioni cliniche all'utilizzo degli occhiali 3D purché condizionato a moderati periodi di tempo, da programmare prevedendo l'interruzione della proiezione del filmato proporzionalmente alla sua durata complessiva» ma «In soggetti in tenera età in seguito all’utilizzo di questi occhiali può insorgere qualche disturbo funzionale… senza tuttavia che si abbiano danni o patologie irreversibili»....
Fonte: ilmessaggero.it, 15 marzo 2010
Curare il diabete gestazionale previene danni al bebé
Sebbene la letteratura scientifica offra prove evidenti circa l’associazione positiva esistente tra cura del diabete gestazionale e diminuzione dei rischi per il neonato, non è ancora stata chiarita la relazione il diabete della madre ed eventuali danni al feto. A tal proposito è stato condotto uno studio che ha coinvolto 958 donne con una forma lieve di diabete gestazionale, stabilito utilizzando come indicatori la glicemia basale inferiore a 95 mg/dl e il carico orale di glucosio patologico. Una parte delle partecipanti è stata assegnata al gruppo sperimentale, a cui veniva fornito un trattamento per il diabete composto da consigli degli esperti, monitoraggio della glicemia fino all’utilizzo dell’insulina quando ritenuto necessario. Le restanti donne sono invece state assegnate al gruppo di controllo, in cui veniva mantenuta la gestione standard della gravidanza...
Fonte: New England Journal of Medicine, 11 marzo 2010
Fondazione Bracco regala un dvd per spiegare alla donne l’importanza di prevenzione e diagnosi precoce
Un dvd in regalo per spiegare in modo chiaro e documentato l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce per la salute delle donne. È questa l’iniziativa della Fondazione Bracco che, sebbene sia attiva solamente da un mese, ha già lanciato una prima, importante proposta dedicata all’universo femminile per incentivare la prevenzione delle malattie. La proposta è stata presentata nel corso di un Simposio scientifico, organizzato con il patrocinio del Ministero della Salute, attraverso il quale la Fondazione Bracco ha voluto ricordare alle donne la presenza di due grandi alleati per la loro salute: la prevenzione e la diagnostica precoce. Grazie a una maggior attenzione per le iniziative di prevenzione è diminuita drasticamente l’incidenza di numerose patologie, sia benigne che maligne, mentre la diagnosi precoce ha fornito risultati sempre più precisi utilizzando esami sempre meno invasivi. ..
Fonte: Comunicato stampa Fondazione Bracco, 8 marzo 2010
Conservare con crionizzazione lo sperma non altera la capacità di fertilizzazione
La conservazione dello sperma tramite crionizzazione consente di mantenerne inalterata la capacità di fertilizzazione per un periodo di 14 anni. Osservando la concentrazione di motilità progressiva degli spermatozoi i ricercatori non hanno in effetti riscontrato alcun effetto a lungo termine. Questa scoperta è molto importante poiché nel caso di una gravidanza ottenuta con inseminazione intrauterina e seme di un donatore, la concentrazione e la percentuale di motilità progressiva sono considerati i migliori elementi per prevedere l’esito della gestazione ..
Fonte: Human Reproduction, 1 marzo 2010; Advance online publication
Fecondazione assistita aumenta rischio di dare alla luce bambini nati morti
Concepire un figlio con la tecnica della riproduzione assistita (ART) aumenta di quattro volte il rischio di dare alla luce un bimbo già morto rispetto alle donne che lo concepiscono naturalmente. Lo sostengono i ricercatori della Aarhus University Hospital in Danimarca dopo aver analizzato i risultati di uno studio che ha coinvolto 20.166 donne in gravidanza tra il 1989 e il 2006. I dati emersi hanno mostrato che il bambino nasceva già morto nel 16.2‰ nelle donne che avevano concepito grazie alla tecnica ART mentre accadeva solo nel 3.7‰ a quelle che avevano concepito naturalmente...
Crioconservare tessuto ovarico può restituire la fertilità dopo una chemioterapia
Il trattamento gonadotossico, una cura utilizzata per combattere il cancro, può rivelarsi estremamente dannoso per le donne rendendole sterili. Tuttavia la possibilità di trapiantare il tessuto ovarico crioconservato si è rivelata una soluzione efficace per restituire la fertilità alle giovani donne che desideravano avere un figlio. I ricercatori dello University Hospital of Copenhagen, in Danimarca, hanno infatti riportato due gravidanze portate a termine con successo da una donna che aveva subito la cura per il cancro e successivamente il trapianto del tessuto ovarico congelato....
Magrezza da piccole aumenta il rischio endometriosi in età adulta
Un team di ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston ha documentato l’esistenza di una correlazione inversa tra la taglia che una donna porta nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza e la probabilità che sviluppi l’endometriosi. La ricerca che ha condotto a questa affermazione ha coinvolto 1.817 donne che avevano partecipato al Nurses’ Health Study II e alle quali era stata confermata la presenza di endometriosi per via laparoscopica. Alle partecipanti è stato chiesto di ricordare la taglia del loro corpo all’età di 5, 10 e 20 anni sulla base di una scala con figure umane rappresentanti 9 differenti gradi di peso...