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numero 103 - anno XXXVI - Gennaio-Aprile 2008

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LA “NASCITA” DI UN NUOVO PADRE… (6)

(…) Allorché il padre sia presente ho l’impressione che le funzioni del nuovo padre durante la nascita sociale del figlio siano molto più complesse del “vecchio”padre. Egli deve infatti identificarsi profondamente col desiderio del figlio, fino ad aiutarlo a mettere al mondo se stesso ed il proprio futuro. In quest’ottica il padre ha una funzione ostetrica nei confronti del progetto bambino che alberga nella mente profonda del figlio e che ora deve venire alla luce e diventare progetto reale, sociale, di studio e lavoro.
Aiutare i figli adolescenti ad indovinare la propria vocazione, a definire il progetto futuro è una tipica funzione del nuovo padre che non costituisce affatto un ostacolo da superare per avere accesso alla realizzazione di se stessi da parte dei figli ma che anzi è una risorsa propria per quanto riguarda la ricerca della propria verità, cioè della propria più profonda vocazione.
In questa prospettiva il nuovo padre ha una funzione di tutela nei confronti del timore del figlio che diventare grande possa significare tradire o abbandonare la propria creatività infantile ed adolescenziale. Il nuovo padre garantisce al figlio che diventare adulti significa riuscire a traslocare nel mondo della potenza e delle capacità il sogno infantile e finalmente realizzarlo.
Il padre è quindi un alleato del sogno del figlio: è colui che avvicina le risorse del mondo, che tutela che il figlio abbia tutto il necessario per porsi in ascolto del proprio desiderio e cercare di farlo coincidere con la scelta del proprio lavoro. Il nuovo padre non è più quindi colui che prescrive la scelta del tipo di studi e di valori che è obbligatorio perseguire; è anzi lo sponsor di una protratta ricerca del vero Sé e della sua realizzazione sociale. Inoltre il padre aiuta a separarsi dal regno di appartenenza alla madre non già prescrivendo la crescita accelerata e le rincorse verso l’affermazione sociale di un tempo ma favorendo una contemplazione grata della figura della madre e della sua originaria generosità. Padre e figlio o figlia guardano assieme la madre ed esprimono la gratitudine per quanto è stata in grado di fare. Questo è il nuovo modo del padre di aiutare il figlio a separarsi dalla madre: esprimere tutta la propria gratitudine e non già il rifiuto e l’esibizione dei nuovi bisogni che non sia appoggiano più alla madre, bensì al gruppo degli amici ed alla nuova famiglia sociale.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Dalla Relazione di G.P.Charmet al Convegno “Nascere: affetti-scienza-naturalità”, Milano,1999 e pubblicato su NASCERE 2-1999
  2. Da G.P.Charmet “ Paternità e maternità: un nuovo contratto” in “Maschio-femmina Nuovi padri e nuove madri”, Edizioni Paoline, Milano, 1992
  3. Da G.P.Charmet “ Paternità e maternità: un nuovo contratto” in “Maschio-femmina Nuovi padri e nuove madri”, Edizioni Paoline, Milano, 1992
  4. Da G.P.Charmet “ Paternità e maternità: un nuovo contratto” in “Maschio-femmina Nuovi padri e nuove madri”, Edizioni Paoline, Milano, 1992
  5. Da G.P.Charmet “ A che servono oggi i padri guerrieri?” in NASCERE 1-1995
  6. Da G.P.Charmet “L’adolescenza come seconda nascita” in NASCERE 2-1996

 

* Docente di Psicologia dinamica, Facoltà di Psicologia, Università Bicocca di Milano; Direttore della Scuola di Specializzazione in Psicologia del Ciclo di vita dell’Università di Milano; Presidente dell’Istituto di analisi dei codici affettivi “Minotauro” di Milano

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