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L’INCONTRO PRECOCE FRA PADRE E FIGLIO (2)
Nella ricostruzione della fase di avvio della genitorialità di coppia, mi sembra debba essere fortemente sottolineato come, fin dai suoi albori, la paternità nel contesto attuale nasca marcata affettivamente dai valori dell’area materna. E anche gli avvenimenti successivi – la gravidanza, il parto, la nascita, le prime fasi di accadimento del neonato – sembrano comportare lo sviluppo di valori di riferimento di marca materna per quanto riguarda la cultura affettiva dell’uomo che si appresta a diventare padre.
Negli ultimi anni si è fatto possibile avere accesso a dati empirici su quale sia il tipo di relazione affettiva e simbolica che il padre sviluppa nel corso della gravidanza e nei primi mesi di vita del lattante sia con la moglie-madre sia con il figlio.
- l’inizio della gravidanza accende nella mente dell’uomo un turbolento processo simbolico e affettivo che non riguarda solo il suo passaggio dalla posizione di figlio e marito a quella di padre : alcune ricerche psicoanalitiche (…) constatano che i modelli culturali attuali e la nuova contrattualità affettiva instaurata all’interno della coppia tendono a favorire l’identificazione dell’uomo con l’atteggiamento materno positivo della moglie che sta diventando madre;
- successivamente ,nel corso degli ultimi mesi di gravidanza, il padre sviluppa attitudini mentali che sono mutuate da quanto la donna sta nel frattempo elaborando nei confronti del figlio: ciò fa si che il padre assuma elementi di tenerezza materna nei confronti del nascituro;
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- l’incontro precocissimo con il neonato, l’essere spesso il primo personaggio che il piccolo incontra uscendo dal grembo materno – grazie alla possibilità concessa oggi al padre di presidiare la sala parto – promuovono poi nell’uomo una particolare consapevolezza visiva del figlio e l’attribuzione la bambino di una distinta personalità; contemporaneamente attivano il flebile dispositivo psicobiologico che ispira gli atteggiamenti paterni;
- Infine, la consapevolezza tattile nel rapporto con il neonato favorisce un particolare sentimento di attrazione nei suoi confronti: nel corso dei primi giorni di vita del figlio, i padri che hanno fruito di questa esperienza, riferiscono del clima di esaltazione e di ebbrezza sperimentato e del considerevole aumento di autostima che tali esperienze di accoppiamento precoce con il proprio figlio comportano.
E’ chiaro che, perché possano svilupparsi tali reazioni emotive, il padre deve superare le pressioni culturali che valorizzano le espressioni di sentimenti connotati come di marca femminile o materna; va però sottolineato che l’evoluzione dei modelli culturali che presidiano il parto consente oggi agli uomini l’espressione vivace di sentimenti teneri e affettuosi e, dunque, della sindrome di attaccamento al figlio.
(*) Non dimentichiamo che tale processo d’identificazione del padre con valori simbolici dell’area materna è fortemente favorito dalle procedure in cui le coppie che si apprestano ad avere figli vengano inscritte dall’organizzazione dell’assistenza psico-socio-sanitaria alla gravidanza e al parto. Tale organizzazione favorisce un incontro molto precoce del padre con il neonato, sia attraverso la partecipazione dell’uomo al travaglio e al parto, sia mediante la permanenza del neonato nella stanza della madre.
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