la gravidanza la nascita donna e mamma il bambino da 0 a 12 mesi il bambino da 1 a 3 anni imiobabyTV
numero 103 - anno XXXVI - Gennaio-Aprile 2008

Gli altri speciali

Benessere Termale In Gravidanza
video Dott.ssa F. Rosso

Video-intervista alla
D.ssa Francesca Rosso

Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Buonarroti Medical Center
Milano


Terme Levico VetrioloGrand Hotel Bellavista
Calcola la data del parto Calcola la data del parto Le curve di crescita del neonato Le curve di crescita del neonato
Le curve di crescita prenatale Le curve di crescita prenatali L'agenda mamma e bambino L'agenda mamma e bambino
Calcola la lunghezza del feto Calcola la lunghezza del feto La grafia dei nove mesi La grafia dei nove mesi
Calcola il tuo aumento di peso Calcola il tuo aumento di peso Cosa dicono i suoi disegni Cosa dicono i suoi disegni

Inserisci un nome...

e scopri il suo significato »

Nascere

Rassegna scientifica

In questo numero:
Giocare coi sogni, nutrire il desiderio, costruire progetti, coltivare speranza »

archivio
premio www     DonnaClick
partecipa al sondaggio
 


Direttore Scientifico
F. Miraglia

Direttore Responsabile
M. Farinet

Comitato di Redazione
G. Battagliarin
C. Calandra
G. Gambarini
M. Grigio
M. Guana
A. Imbasciati
S. Vegetti Finzi

Comitato di Consulenza Scientifica
E. Boncinelli
M. A. Bianco
G. Cosmacini
U. Nicolini
G. Pietropolli Charmet

 
archivio »
... dove stiamo andando papà

Facendo uno zoom culturale–storico e mnemonico mi sono ritrovata alle origini. Cioé a quelle che una lunga consuetudine culturale e un’amicizia riconoscente mi riportano sempre periodicamente (su quanti pensieri e vicende, prof, mi ha illuminato negli anni?...) a Gustavo Pietropolli Charmet.

Le sue ricerche scientifiche, le sue riflessioni e le sue parole ,ascoltate, registrate, lette, condivise, pubblicate più volte su queste pagine sin dai tempi eroici del sodalizio con Franco Fornari, sono tornate prepotentemente attuali “anche” sull’argomento paternità e sul ruolo, significato, identità di questo termine, ormai da decenni in continua metamorfosi. Anzi , nella nostra vita liquida quotidiana, sembra che una delle identità più cangianti sia proprio quella “paterna”.

Partiti ,40 anni fa, dalla contestazione contro il padre autoritario (un essere ora fuori dal tempo e se ne esiste ancora qualcuno, considerato fossile) eravamo passati, nei gloriosi anni 70/80, al padre mallevadore nella lacerazione del distacco madre-figlio alla nascita; giungendo poi, negli anni’90, al padre-mammo (e anche qui la psicoprofilassi storica, ha dato una bella botta alla sua diffusione…); al padre-peter pan, giovanilistico e disimpegnato, per giungere ,oggi, al genitore unico: “un genitore maschile e uno femminile che fanno più o meno le stesse cose…” secondo una recente definizione di Charmet.

Ad eccezione del padre autoritario – ormai solo reperto storico – tutte le altre chiamiamole identità hanno convissuto e stanno (forse?) convivendo – o meglio, dato che viviamo nel liquido, “scorrendo” – tutte insieme nel nostro quotidiano.

Per questo NASCERE ha sentito l’opportunità , abbozzando un copia-incolla storico-culturale, di recuperare la presenza/esigenza del buon padre interno (presenza ineludibile nell’immaginario “desiderante” di un figlio, di una figlia, di una partner…) attraverso le parole del prof. Charmet il quale, andando aldilà o meglio scavando in profondità dentro le varie etichettature, aveva iniziato già negli anni’80/90 con la prima nascita, quella biologico-affettiva, a sondarne le dinamiche psicologiche e con la collaborazione del suo gruppo di lavoro in atto da anni, ci permette di testimoniare nuovamente il grandioso impegno di ricerca e di studio, tutt’ora in corso, sulla seconda nascita; la nascita sociale quella relativa alla adolescenza, pre- e, direi, post. Perché in definitiva si sta lavorando sulle premesse per un domani di tutti, uomini e donne.

Inoltre ,dalle varie note riproposte qui di seguito, si dipana ( immutato nel tempo) il filo conduttore del suo pensiero . E nel brano messo in chiusura , risalente a un Nascere 1996, sembra delinearsi, “in quel nuovo padre”, proprio il modello di buon padre interno come risposta alla domanda del nostro titolo.

Marisa Farinet

 

NASCITA E RI-NASCITE… (1)
(…) Dopo l’analisi dei sogni delle madri in gravidanza(*), la psicoanalisi ha dovuto prendere in serissima considerazione che la regia di tutte le vicende affettive profonde, di tutti i processi decisionali profondi, inconsapevoli, è legata alla nascita; nel senso che nella vita il problema della nascita, della separazione, della rinascita, dell’organizzazione di un progetto, del cambiamento, della trasformazione, si ripropone infinite volte. E quindi si nasce o si fa nascere infinite volte e attorno a questo problema si addensano le stesse nozioni, gli stessi affetti, le stesse fantasie, le stesse speranze e gli stessi timori che si rintracciano nei sogni delle madri in gravidanza. E quindi la psicoanalisi ha stabilito un debito di enorme gratitudine, rispetto a quello che è avvenuto in quegli anni, attorno allo studio e all’approfondimento della funzione svolta dal tema della nascita nella nostra specie, nell’inconscio individuale e collettivo, nel processo decisionale che si svolge, in parte consapevolmente e in parte inconsapevolmente, ogni giorno. Ogni giorno ognuno di noi deve affrontare una nascita,deve mettere al mondo un nuovo progetto, deve organizzare separazioni.

Questa è stata una scoperta importante. Io ero a quell’epoca allievo di Fornari e poi, dopo la sua morte, ho cercato di portare avanti, alla meno peggio,il suo lavoro; ci siamo impegnati e, per farvi solo un esempio concreto di come queste questioni, che sono apparentemente teoriche, metafore lontane dalla vita di tutti i giorni, trovino poi invece riscontro nella vita, nell’organizzare le cose, nel capire i problemi, noi col passare degli anni siamo passati a studiare i problemi dell’adolescenza e della preadolescenza.

Attualmente siamo impegnati da molti anni oramai nel tentativo di capire che cosa si possa fare nell’ambito della prevenzione del disagio, della sofferenza in adolescenza. Ebbene credo che abbiamo capito cosa si possa fare, si debba fare, di come funzionino davvero le cose, di quali siano i disastri che incombono sull’adolescenza, quando abbiamo provato a pensare che l’adolescenza fosse una seconda nascita una nascita sociale, la nascita sessuale. Una nascita con la separazione del figlio che nasce come soggetto individuale, nasce come soggetto sociale e si separa definitivamente dalla madre non solo simbolicamente ma anche biologicamente. Anche quel legame che non si vede ma che persiste e che allaccia profondamente le due menti, quella del figlio e della madre durante la pre-adolescenza e durante l’adolescenza si stacca e nasce un soggetto nuovo, assolutamente autonomo, un individuo. E’ un processo di individuazione. Quando abbiamo incominciato a pensare le cose in questi termini, quando abbiamo pensato cioè che a fare da regista del problema che attraversa la mente dei genitori durante l’adolescenza dei figli, e a fare da regista delle fantasie, delle spinte all’azione che caratterizzano ciò che succede nella mente dell’adolescente, fosse il problema della nascita, cioè il problema della separazione, il problema del distacco, allora ci è stato facile vedere che anche durante questa seconda nascita, durante questa scena di parto sociale, in cui nasce un nuovo soggetto sociale, un nuovo soggetto sessuato, anche su questa scena si addensano le stesse angosce genetiche che Fornari e gli altri avevano messo in rilievo come motivo di accompagnamento, come colonna sonora fantastica dell’avvicinamento alla scena del parto: la paura che il prodotto generativo non sia all’altezza delle proprie aspettative. I genitori di adolescenti hanno esattamente questa paura: rivivono ambedue, padre e madre, questo timore che possa nascere un mostro sociale oppure che si addivenga alla nascita di soggetti orientati in una direzione diversa di quella auspicata, da tutti i punti di vista, non ultimo quello sessuale.

Anche qui, sulla scena di questo parto della seconda nascita si configura una posizione analoga a quella che è stata messa in rilievo in quella ricerca sui sogni nella gravidanza; cioè nella distribuzione dei ruoli e funzioni fra madre e padre anche sulla scena della nascita sociale dove al padre si chiede profondamente, inconsapevolmente, di fare da mallevadore cioè di sancire la necessità della separazione.

 

Nella nostra cultura è il padre a garantire l’assoluta necessità che il figlio si separi dall’infanzia dai sogni, si orienti decisamente verso la società, verso la crescita. E c’è anche qui fortissima la presenza del dolore, nella mente della madre, e ora, quando c’è ed è presente educativamente, anche nella mente del padre; dolore, dolore mentale per una separazione fonte d’angoscia ad esito aleatorio sovrastata da rischi – droghe, sostanze, virus,ecc., debutto sessuale incerto, aleatorio ecc.

 

Anche qui il dolore e anche qui quindi la necessità di organizzare una psico-profilassi del parto sociale una prevenzione del disagio in adolescenza,aiutare i genitori a separarsi dai figli, aiutarli a nascere, sancire attraverso opportuni riti di iniziazione privata che la separazione è avvenuta, che è nato un nuovo soggetto autonomo, competente, capace, ecc. ma sostenere anche il neonato sociale, il preadolescente, l’adolescente che vuol fare tutto ma non ha ancora le competenze sufficienti. (…)

(*)Un elemento storico determinante è stato la pubblicazione de:
”I sogni delle madri in gravidanza - Le strutture affettive del codice materno”
Franco Fornari, Unicopli, Milano, 1979

 

pag 1 di 6
 

pag 2 »

     
2015© ILMIOBABY.COM SRL - TUTTI I DIRITTI D'AUTORE RISERVATI