menù top
la gravidanza la nascita donna e mamma il bambino da 0 a 12 mesi il bambino da 1 a 3 anni
numero 101 - anno XXXI - Maggio Agosto 2007

Theramex Web TV
Operazione
Morbidezza »
Operazione
Delicatezza »
 


Direttore Scientifico
F. Miraglia

Direttore Responsabile
M. Farinet

Comitato di Redazione
G. Battagliarin
C. Calandra
G. Gambarini
M. Grigio
M. Guana
A. Imbasciati
S. Vegetti Finzi

Comitato di Consulenza Scientifica
E. Boncinelli
M. A. Bianco
G. Cosmacini
U. Nicolini
G. Pietropolli Charmet




L'atlante
ecografico
Calcola la data
del parto
Calcola la
lunghezza del feto
Calcola il tuo
aumento di peso
Curve di crescita
prenatale
L'agenda mamma
e bambino
Curve di crescita
neonatale

dedicato al papà

il significato dei nomi








 
archivio »
Rassegna scientifica di psicoprofilassi per la salute e per il benessere del bambino, della donna e della famiglia
Marzia Cantoni*, Elsa Del Bo**, Giorgio Amati***

fotoLe recenti scoperte scientifiche sulla vita intrauterina e sulle competenze comunicative fetali, hanno introdotto nuovi paradigmi di studio e di lavoro per quei professionisti che, come noi, hanno la fortuna di essere testimoni della grande e meravigliosa “avventura” della gravidanza.

Siamo stati attratti dal particolare interesse riservato negli ultimi anni alla figura paterna, un “attore” che resta ancora troppo facilmente in secondo piano nella “sacra rappresentazione” dell’evento nascita.

Parliamo di “attore” con particolare attenzione, date le numerose informazioni raccolte a proposito nella nostra ricerca in letteratura.  Ci siamo resi conto dell’esistenza di una vera e propria  gravidanza, tutta squisitamente maschile detta couvade, che si instaura nei futuri papà, uomini che hanno superato quegli ostacoli che un substrato culturale, tendente al virile, poneva nei rapporti con il terzo, il diverso da sé, che li costringe ad abbandonare per sempre lo status di figli per assumere quello di genitori.

Un passaggio per affrontare il quale essi necessitano spesso di una guida, un “ex-ducere” che non sempre può essere offerto loro dalla compagna, così fisiologicamente impegnata ad accettare la sua nuova condizione di eustress gravidico.

Un accompagnamento, quindi che deve essere esteso ad entrambi i componenti della coppia, così che possa verificarsi il “con-cipere” secondo quel significato etimologico che racchiude un profumo di complementarietà, cioè “prendere insieme” e, per estensione, “ricevere in sé” (donna) il germe maschile di una nuova vita.

Da qui scaturisce dunque la nostra convinzione riguardo a due necessità fondamentali:

  • educazione dei giovani e dei futuri padri in particolare;
  • formazione di un personale sanitario sensibile al ruolo paterno.

Con il primo punto intendiamo sottolineare i numerosi vantaggi che ne derivano per il buon esito della vita di coppia e per il benessere fetale del vivere il figlio come una necessità a lungo maturata e che finalmente si fa realtà. Una verità, questa, giustificata già dai pensieri filosofici della Grecia antica e che oggi torna alla ribalta con l’educazione prenatale. In quel contesto culturale, filosofi come Pitagora, Platone, Esiodo e Plutarco affermavano che la “pietra angolare” per una società saggia fosse l’educazione dei giovani, attraverso un esercizio continuo fino al matrimonio. La preparazione prevedeva una educazione prenatale riguardante matrimonio, concepimento e gravidanza.

Riguardo alla figura paterna è  necessario informare i futuri papà sulle risposte bio-psicologiche tipiche del loro essere virile di fronte alla gravidanza: solo così sarà possibile tamponare la loro lontananza biologica dall’evento  gravidico così da evitare quei vissuti di distacco deleteri sia per la coppia che per il piccolo.

Il nascituro risente fortemente dell’equilibrio psicologico ed affettivo della coppia genitoriale con  cui ha vissuto da sempre , da essa  riceve stimoli e ne rimanda risposta fin da settimane precocissime: il sistema endocrino del papà si prepara a questo meraviglioso dialogo veicolato dai cristalli di liquido amniotico e dalla parete addominale materna.

Infatti oltre ad un incremento ponderale  e a disturbi simpatici che richiamano quelli della sua compagna gravida (nausea, cefalea, ...), il futuro papà presenta significative variazioni ormonali:

  • aumento del livello di ossitocina, che lo ammorbidisce e rende più sensibile e amorevole, generando paure interiori che lo rendono debole: ha più bisogno di piangere, si sente più femminile e insicuro;
  • aumento del livello di prolattina, ormone che induce istinti di nidificazione e comportamenti legati all’accudimento, riducendo contemporaneamente la libido;
  • diminuzione del livello di testosterone che completa l’impatto sulla sessualità: l’aggressività virile lascia spazio all’affettività;
  • aumento dei livelli di estradiolo, che ricrea in lui lo stesso clima ormonale presente nell’utero della propria madre favorendo così un processo di regressione intrauterina utile alla comunicazione con il bambino prenatale.

Tali modifiche ricalcano quelle della gestante anche nel post-partum, momento in cui il crollo di estrogeni e progesterone può condurre a forme più o meno gravi di depressione. In letteratura sono descritti casi clinici di baby blues e gravidanze isteriche anche nei neo papà.

Altri momenti cruciali sono quelli di travaglio e parto, esperienze difficilmente gestibili sia da un punto di vista pratico che psicologico (nell’uomo scaturiscono sensi di colpa irrazionali: “La sto trascinando io in questa situazione”, “Le ho fatto io tutto questo”, etc. che lo conducono a lottare contro i propri vissuti trovandosi ormai in prossimità dell’essere padre).

Indipendentemente dalla scelta fra parto partecipato e non, il bonding (opportunità di un contatto immediato dopo la nascita ed esteso sull’intero arco della giornata con il piccolo e la neo mamma) permette l’ampliamento della monotropia (impulso ad instaurare un legame forte con una persona di riferimento, di solito la madre) anche al padre, il quale entra più facilmente nella sua nuova identità grazie all’”engrossment” (assorbimento) attuato dal suo bambino.

 

pag 2 »

« Torna all'indice degli articoli