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La sindrome del telefono muto

L'arrivo di un bimbo in famiglia porta con sé un certo numero di conseguenze, nella maggior parte dei casi piacevoli e divertenti. Esistono tuttavia una serie di piccoli "effetti collaterali" per i quali è bene arrivare preparati. E, immagino lo sappiate già, i bambini nascono di fabbrica privi del manuale d'istruzioni.

Vorrei parlarvi di quella che io chiamo la temibilissima e sibillina "Sindrome del telefono muto".

Passata una prima fase di "telefono bollente", quando tutti si affannano a chiamare per sapere del bimbo, e come sta, ma quanto accidenti pesa, ma dorme, mangia, ma chi ve l'ha fatto fare, si stava meglio quando si stava peggio etc., dovere al quale tutti i parenti ed amici non si sottraggono, pian piano si assiste ad un generale fuggi-fuggi, come se tutta la famiglia fosse affetta da chissà quale malattia altamente contagiosa.
Un po' perché "avevamo paura di disturbare" e un po' perché "ma tanto non potevate uscire, col bambino piccolo!" pian piano spariscono tutti, ma proprio tutti. Non chiama più nessuno, tanto che ero arrivato a sospettare un guasto alla linea telefonica, ed i timidi tentativi di organizzare serate incontrano difficoltà insormontabili.
Ricordo di coppie di amici (SENZA FIGLI) che hanno rifiutato 5 inviti a casa per ben 5 weekend di seguito. Alla fine hanno detto "Beh, chiameremo noi". Stiamo ancora aspettando.
La mia perseveranza alla fine si è dovuta arrendere all'evidenza dei fatti.

Ora, capisco che un bambino possa creare situazioni spiacevoli, con le esigenze particolari che possono presentarsi, ma così è ridicolo! In fondo, poi, rave-party, gare di motocross e fumeria d'oppio escluse, portarsi un bambino appresso non è così complicato: se molto piccoli stanno in carrozzina e dormono per la maggior parte del tempo, se più grandi possono pure essere divertenti (ma pensa te…), in compagnia.

So cosa state pensando, maligni: beh, aspettavano la scusa giusta per non vedervi più :-) Può anche essere, ammetto di non aver escluso questa possibilità. E magari state pensando anche che con le coppie nella stessa situazione (figli piccoli) sia tutto diverso, si riesca ad incontrarsi senza problemi, in fondo si è tutti sulla stessa barca.
Poveri illusi! Senza offesa, lo sono stato pure io, per qualche tempo.

Ebbene, le difficoltà, in questi casi, sono altre. Quali? Si va da quei genitori che farebbero vivere il bambino in una tenda ad ossigeno, pur di non rischiare che si ammali, a quelli che sono schiavi degli orari del piccolo. Tutta la giornata è programmata sui suoi ritmi di sonno-veglia. Ci vediamo? Eeeeeh, bisogna vedere se e quanto dorme il bambino! Se si sveglia entro le 16, 14 minuti e 25 secondi forse riusciamo ad organizzarci...altrimenti sarà per un'altra volta.
Ci vediamo? Ma sai, il bambino deve mangiare alle 18:23:05, bisogna vedere quanto mangia, poi sai rigurgita, accidenti bisogna cambiarlo quel puzzone, poi mi si sballano tutti gli orari, mi si innervosisce, mi scoppia la cefalea, sbaglio la compilazione del 730 e via con questa cantilena.

Mi è capitata una coppia di amici con 2 figli già abbastanza grandi (2 e 5 anni) che, alla mia proposta: "Ci vediamo in pizzeria una di queste sere?" mi hanno risposto "Ah, senza bambini, però! Sai tenerli buoni è impossibile, sarebbe una vera catastrofe, tu non hai idea". Per inciso, poi li ho convinti ed i due bimbi sono stati dei veri angioletti.
Mi è capitata una festa di compleanno dove i bambini erano stati banditi a priori. Quindi: tutte coppie "separate": chi andava alla festa e chi restava a casa coi bimbi. Magari qualcuno li lasciava dai nonni o alla tata.
Ho portato mia figlia ovunque, ad ogni ora ed in ogni situazione. Nessuna catastrofe. Qualche disagio inevitabile, ma tutto sommato gestibile. Ricordo solo di un pranzo di nozze dal quale siamo dovuti andar via per un attacco di pianto immotivato ed irrefrenabile.
Capita anche a noi adulti, io stavo per fare la stessa identica cosa al mio pranzo di nozze :-)

Sono fermamente convinto di una cosa: i bambini sono estremamente abitudinari, ogni novità li sconvolge. Per questo bisogna abituarli a qualche cambiamento. E' chiaro che se un bambino non fosse MAI uscito la sera in un locale...la prima volta potrebbe trovarsi a disagio. Dopo un po' vedrete che saranno loro a chiedervi di uscire, di andare a trovare altre persone, di andare a prendere il gelato fuori la sera etc. A vedere sempre le stesse due facce e quattro pareti anche il bambino più "buono" del mondo si annoia! Vedere persone nuove e posti nuovi è uno stimolo da non trascurare, che arricchisce l'esperienza di vita del bambino.
Insomma, un po' di flessibilità! Essere schiavi di orari ed esigenze tutto sommato "non vitali" è il modo migliore per vivere male almeno i primi anni di vita del bambino, anche perché potrebbe svilupparsi inconsciamente una sorta di risentimento nei confronti del piccolo per via del fatto che ci sta imponendo cambiamenti di vita troppo radicali o rinunce alle quali non eravamo preparati.

Insomma, avere un bambino è una gioia ed una festa, non una condanna ai lavori forzati!

Lucio Cadeddu
L’angolo del papā
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