Dedicato a mio padre
Avrei voluto festeggiare la Festa del Papà, da figlio, non da padre. Purtroppo il destino ha voluto diversamente e ti ha strappato via dal cuore (e dalla vita) quando avevo appena 12 anni.
Si è soliti dire che la presenza delle persone cominci a comprenderla ed apprezzarla solo quando queste non ci sono più. Può essere, nel mio caso non ho potuto verificare di persona...a 12 anni non si è ancora capito molto della vita. Certamente, ho vissuto questa lacerazione profonda come una enorme, smisurata, incommensurabile ingiustizia.
La dimensione del VUOTO non la si può apprezzare appieno con gli occhi ed il cuore di un bambino, ma si fa strada piano piano, via via che la vita ci propone le sue sfide e i suoi ostacoli.
È piuttosto qualcosa che si realizza a poco a poco, come una rabbia sorda che cresce nell'inconscio, la netta sensazione di essere menomati, mancanti di una parte, come se fosse una parte vitale del proprio corpo. Non ci si abitua mai. Questo tipo di ferite non guarisce col tempo.
Avrei voluto festeggiarti, papà, ogni 19 Marzo ma ringraziarti ogni giorno per il regalo più bello che mi hai fatto, la Vita. Avrei voluto renderti partecipe dei miei successi, farti sentire orgoglioso delle mie piccole e grandi sfide vinte.
Avrei voluto chiederti consiglio nelle scelte della vita, avrei desiderato 1000 e più volte il tuo appoggio nei momenti di sconforto e nelle sconfitte.
Avrei voluto dire e fare tante cose che oggi posso solo immaginare.
Non è molto, ma ti vorrei dedicare OGGI che è ANCORA la tua Festa queste poche umili righe, come modestissimo regalo in cambio di tutti quelli che non ti ho potuto fare.
Ti immagino lassù da qualche parte che mi segui e mi accompagni, che sorvegli le mie scelte, sorridi dei miei errori e gioisci delle mie gioie.
L' Angolo del Papà che indegnamente curo per questo sito vorrei che fosse anche il TUO angolo, dove poter leggere tutte le cose che il destino non ha permesso che ti potessi dire.
Lucio
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