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Non toccate Babbo Natale!

Non ricordo bene come e quando accadde. A un certo punto avevo smesso di crederci. Lui, Gesù Bambino che portava i regali, aveva assunto le sembianze terrene di mamma e papà. È successo a ognuno di noi, quando si cresce, i sogni finiscono e la realtà prende il sopravvento.
Così, le cicogne si stufano di portare a spasso i bambini, sotto i cavoli ci troviamo solo fertilizzanti transgenici e qualche bruco avvizzito, l'uomo nero prende le sembianze del nostro capoufficio e i regali...si riciclano.
È la vita, ce ne siamo fatti una ragione. Ma accidenti se era bello crederci...

È bellissimo rivedere nei nostri figli quello sguardo trasognato quando si parla di fantasie, si vede che la loro mente galoppa in sentieri incontaminati e per noi quasi inaccessibili. È bellissimo vedere che credono ancora a Gesù Bambino o a Babbo Natale che porta loro i doni, ma solo se saranno bimbi bravi.
Abbandonata la figura di Gesù Bambino, ben poco "vendibile" in termini televisivi, il Santa Claus o Babbo Natale ha preso il suo posto nell'immaginario dei nostri bambini. Sarà pur sempre una versione "pubblicitaria" di San Nicola, ma fa ancora sognare. Il clima da favola, che si vive in preparazione del Natale, ce lo vogliono portar via. Come?
Beh, basta vedere le pubblicità televisive: Babbo Natale è diventato un poco credibile omone che si strafoga di...cibi pronti!

Avete presente quando fate un sogno interrotto sul più bello dal trillo malefico della sveglia? POF! La nuvoletta rosa della vostra fantasia si frantuma in mille pezzi. E vi alzate infuriati col mondo. È questo quel che succede ai nostri bambini vedendo il babbo natale (minuscolo, per forza di cose) che parla, mangia e fa tutto ciò che un qualunque essere umano farebbe. È il sogno che si infrange.

Non vola più trainato da una muta di renne, no!, magari ha la Fiat Punto in leasing parcheggiata in doppia fila.

Non si intrufola più di nascosto nelle case per mettere i regali sotto l'albero, no!, citofona e si siede a tavola per gustare un favoloso piatto già pronto appena appena scongelato!

Non strilla più Hoo Hooooo ma fa SLURP SLURP BURP, asciugandosi la barba unta da sughetti succulenti.

Non costruisce più in proprio i regali da portare ai bimbi buoni, li ordina direttamente online...

La pubblicità dovrebbe (anche?) servire per alimentare i sogni, questa malefica antropologizzazione di Babbo Natale li distrugge, uccide una delle magie più belle dei nostri figli.
A noi adulti ci hanno propinato donne nude anche per pubblicizzare un tubetto di silicone che serve per sigillare uno stramaledetto scarico che perde...e posso capire che il silicone con certe donne nude abbia molto a che fare, ma sembra che ormai non si venda più prodotto senza un seno o un sedere in bella vista. Ben in vista, anzi, anche in fascia protetta, mi raccomando!
I gelati sono diventati l'equivalente di ostriche e champagne, quanto a potere afrodisiaco, le auto a sette posti servono per trasportare un bimbo solo (!!!) e, accidenti, sfido chiunque di voi a ricordare in cosa consistano le promozioni martellanti dei vari fornitori di telefonia mobile. Noi ci arrendiamo, ma siamo adulti, ormai.

Fate tutto quel che volete, signori pubblicitari, ma consentitemi di farvi notare che una volta vi facevate chiamare "creativi" perché in grado di "creare" qualcosa. Ora, esposizioni di parti anatomiche femminili a parte, non mi sembra di vedere chissà quali creazioni. Pure quelle, tra l'altro, o sono creazioni di madre natura oppure di bravi chirurghi estetici, certo non roba vostra.
Fate pure, massificate, uniformate, volgarizzate tutto quanto...ma NON toccate i sogni dei nostri bambini!
Cosa resterà loro, se distruggiamo le favole e i sogni da subito?
Tornate a fare i "creativi", ricominciate a sognare anche voi, ma mi raccomando, non mangiate pesante la sera prima di andare a letto. Le "trovate" della mattina dopo possono avere il retrogusto dello stufato ai peperoni.

Siccome in fondo in fondo c'è ancora un bimbo buono nascosto dentro di me, un bimbo che mi ricorda sempre che la vita senza sogno è un vuoto a perdere, vorrei augurarvi comunque un Felice Natale e, tra un brandello di carne umana e l'altro, provate a incrociare gli occhi profondi di un bambino.
Tutte le risposte che cercate sono là, se solo sarete in grado di trovarle ancora.

 

Lucio Cadeddu
L'angolo del papà

 

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