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Chi ha inventato il pannolino?
Il pannolino disponibile oggi sul mercato sia per i neonati sia per le fasce di età più avanzata è un prodotto superassorbente per lo più monouso, traspirante, pratico e comodo, ideato e realizzato coniugando i ritrovati tecnologici più all’avanguardia con la profonda conoscenza delle specifiche esigenze dei bambini e della loro cute.
L’ideatrice del pannolino? Una casalinga americana La storia del pannolino monouso inizia oltre un secolo fa quando cominciò a farsi strada l’idea di mettere a punto una soluzione alternativa al pannolino tradizionale riutilizzabile. Bisogna tuttavia aspettare fino al 1946 quando la casalinga statunitense Marion Donovan progettò e perfezionò un rivestimento per pannolini impermeabile - il cosiddetto “boater” - e successivamente lo abbinò a una carta speciale dal notevole potere assorbente. Era così nato il prototipo del pannolino usa e getta, un’invenzione che rivoluzionò l’industria dei prodotti per la cura dell’infanzia. Dal 1946 a oggi la tecnologia in questo settore ha compiuto grandi passi avanti nello sforzo di rispettare al meglio le caratteristiche di delicatezza della pelle del neonato e di ridurre progressivamente l’iperidratazione cutanea causata dal contatto con il pannolino.

Impatto delle principali innovazioni tecnologiche sulla riduzione dell’eccessiva idratazione cutanea causata dal contatto continuo con il pannolino.
Anni ’50-’60: la struttura di base
Tutte le innovazioni che hanno portato al pannolino usa e getta moderno, immesso sul mercato nel 1961, furono effettuate a partire da una struttura di base messa a punto nel 1951 dalla stessa Donovan e composta da una parte esterna impermeabile, da un sistema assorbente a base di carta e da un metodo di chiusura in cui le spille da balia furono sostituite con fermagli di metallo e di plastica.
Anni ’70: si perfeziona la qualità
È dagli anni settanta in poi che il pannolino monouso subì le variazioni qualitative più significative in termini di maggiore potere assorbente e traspirante che, insieme alla perfetta vestibilità e all’elevato comfort, sono i requisiti essenziali dei prodotti attualmente disponibili. Furono introdotte le fibre di cellulosa al posto della carta assorbente e utilizzati sistemi di chiusura sempre con caratteristiche di maggiore praticità (strisce di velcro, linguette regolabili).
Anni ’80: un migliore potere assorbente e drenante
Agli inizi degli anni ottanta al corpo centrale assorbente, formato da due strati di fluff in pura cellulosa a fibra lunga, venne aggiunto un polimero superassorbente (super absorbent polymer o SAP) in grado di ritenere una quantità di urina pari a 20-30 volte il proprio peso. In pratica lo strato di cellulosa contenente SAP consente la tenuta e l’imprigionamento dei liquidi, mentre l’altro strato possiede un effetto drenante. Nello stesso periodo fu anche dimezzato lo spessore del pannolino modificando il rapporto tra la consistenza dello strato fluff (più ridotto) e quella del SAP (più spesso), con evidenti vantaggi in termini di vestibilità e di praticità d’uso, caratteristiche che vennero ulteriormente migliorate negli anni successivi.
Dal 2000 ad oggi: tecnologia all’avanguardia al servizio della delicatezza e ipoallergenicità cutanea
Gli anni 2000 sono stati contrassegnati dall’introduzione di uno strato sottofiltrante - formato da fibre atte a velocizzare l’assorbimento dei liquidi - interposto tra il nucleo centrale assorbente e la superficie a contatto della pelle formata da un tessuto-non tessuto (polipropilene) resistente e ipoallergenico.
L’ultima innovazione in termini cronologici è stata la realizzazione di un rivestimento esterno microforato traspirante che, lasciando circolare liberamente l’aria, abbassa l’umidità interna e mantiene la cute più fresca e asciutta, caratteristiche essenziali a prevenire o ridurre i casi di dermatite da pannolino così frequenti tra i neonati e i bambini. |