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Il cambio del pannolino: il parere del pediatra
Il cambio del pannolino
Il cambio del pannolino è un’attività frequentemente ripetuta con un bimbo piccolo: è, tra l’altro, il modo più immediato per controllare le “uscite” nei bimbi alimentati al seno e valutare, di conseguenza, se le “entrate” siano state sufficienti: sei-sette pannolini ben intrisi nella giornata e più evacuazioni al dì indicano che il bambino è stato alimentato a sufficienza e rendono inutile l’uso della bilancia per stressanti “doppie pesate” (si indicava così una volta la tecnica di pesare il bambino subito prima e subito dopo la poppata di latte materno per vedere quanto latte aveva assunto).
L’ambiente deve essere ben riscaldato, soprattutto d’inverno; è inoltre comodo disporre di un piano di appoggio abbastanza elevato in modo da non curvare troppo la schiena e vicino, se possibile, ad una fonte di acqua tiepida. È infatti preferibile sciacquare direttamente il bambino sotto l’acqua corrente, ma in sua mancanza una bacinella e un contenitore di acqua tiepida (anche un thermos) saranno ugualmente validi. Si può utilizzare un po’ di carta igienica morbida eventualmente intrisa con qualche goccia di latte detergente per neonati e successivamente sciacquare il bimbo direttamente in acqua dopo averlo insaponato leggermente con un sapone delicato.
I movimenti saranno sempre diretti dal davanti all’indietro, soprattutto nelle femminucce, in modo da evitare di sporcare di feci la zona perineale anteriore. Solo dopo aver asportato ogni traccia di materiale fecale e aver ben sciacquato dal sapone, si divaricheranno LEGGERMENTE le grandi labbra nelle femminucce per far scorrere dell’acqua pulita, il tutto con grande delicatezza e tenendo il più possibile la schiena della bimba dritta e le gambine divaricate (come se stesse seduta sul bidet). Il cambio del pannolino va di norma effettuato ogni volta che sia necessario, prima o dopo le poppate a seconda delle abitudini del bambino. Spesso conviene far poppare a volontà da un seno, cambiare il pannolino quando il bimbo si stacca o si appisola, e quindi offrire l’altro seno.
A volte, nei primi mesi, il bambino può non gradire troppo le operazioni igieniche, talora per il cambio di temperatura, altre volte per i modi bruschi, altre volte perché ha fame… in tali casi cercherà spontaneamente il seno come consolazione successivamente: non c’è nessun motivo per non accontentarlo. Una volta asciugato, se necessario si può utilizzare un olio o una crema neutra protettiva (riservando le pomate all’ossido di zinco a situazioni più impegnative) per evitare il contatto prolungato di feci o urina con la pelle: in caso di arrossamenti bisogna valutare prima di tutto il tipo di pannolini usato (talora il bambino risulta non tollerare un particolare tipo di sbiancante usato in una determinata marca) e il metodo di sterilizzazione di tettarelle e biberon usato (il metodo chimico può risultare “irritante” facendo passare sostanze disinfettanti nel lume intestinale e quindi nelle feci: in tal caso è bene passare al metodo a vapore).
Se il bambino soffre di reflusso conviene cambiarlo prima delle poppate o cercare di tenere comunque sul fasciatoio un cuscinetto sotto le spalle e la testa, in modo da non abbassare troppo il tronco, cosa che indurrebbe il reflusso. Se il bambino viene allattato di notte nel lettone non è necessario alzarsi per cambiarlo (salvo “inondazioni”): un pannolino pulito prima dell’ultima poppata serale (generalmente verso mezzanotte) può consentire di lasciarlo tranquillo fin verso le sei di mattina. Il cambio del pannolino, per quanto detto precedentemente, è un momento in cui l’attenzione del piccolo è molto vigile: è usuale che egli scelga un oggetto semplice e a forte contrasto cromatico vicino al fasciatolo (l’interruttore della luce, un tratto del disegno delle mattonelle…) vi fissi l’attenzione e lo riconosca successivamente: costituirà il suo primo giochino scelto autonomamente.
a cura del Dr. Gianni Astrei - Specialista in Pediatria
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