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Il sole è amico-nemico degli adulti, figuriamoci dei bambini! I raggi, infatti, attivano benefici processi psicofisici, ma è ormai noto che il prezzo più alto rischia di essere pagato dalla la pelle, che reagisce alle aggressioni degli Uva e degli Uvb con eritemi e arrossamenti. E questo non solo al mare, ma anche in montagna, non solo in estate, ma anche in inverno-primavera. Quando c'è in ballo il sole, insomma, non lasciate la pelle… da sola.

  • Ancora una volta non possiamo che applaudire alla vostra lungimiranza e preparazione: la quasi totalità di voi sa che la protezione dai raggi solari passa necessariamente da un'adeguata fotoprotezione anche d'inverno. E la maggior parte di voi è ben conscia che per proteggere la pelle dei piccoli è consigliabile non usare gli stessi solari che vengono utilizzati per sé: ci vuole un prodotto specifico “a misura di bambino”, prima di tutto privo di sostanze allergizzanti.
  • Non solo: sotto il sole cocente della montagna, dove il potere nocivo dei raggi è potenziato dal riverbero della neve, la pelle indifesa dei bambini ha bisogno di qualche misura precauzionale in più. Prima di tutto, lo scudo protettivo di una crema solare con un fattore di protezione molto alto, che sia in grado di garantire uno schermo quasi impenetrabile sia agli Uva sia agli Uvb.
  • E poi via libera a dosi generose di doposole una volta a casa. Ma non quello della mamma, come se una qualunque crema idratante potesse assolvere questa missione delicata: anche il piccolo deve avere il “suo” doposole, adatto al “suo” tipo di pelle. Ops, sapete già anche questo…
A cura di Alma Galeazzi
17 marzo 2008