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La medicazione del cordone ombelicale

Il moncone ombelicale è la porzione che residua dopo la recisione del cordone ombelicale alla nascita. In genere la caduta del moncone ombelicale avviene tra la 7ª e la 14ª giornata di vita, per un processo di mummificazione che ne provoca l'essiccamento ed il distacco. Il ritardo della caduta del moncone ombelicale può essere sostenuta da svariati fattori quali la prematurità, l'aumento della sua componente gelatinosa, la maggiore lunghezza del moncone e l'infezione. Dopo la caduta del moncone, rimane la ferita ombelicale che cicatrizza in 8-10 giorni, retraendosi verso l'interno.

Le medicazioni del moncone ombelicale vengono effettuate utilizzando garze sterili imbevute di disinfettante.
Occorre prima tamponare con la garza imbevuta la base del moncone sorreggendo la parte libera in modo da facilitare la detersione di tutta la base. Quindi sempre con garze sterili imbevute è necessario avvolgere tutto il moncone compiendo più giri. A questo punto, con l'ausilio di una retina elastica tubolare di adeguata misura, si fissa la medicazione alla cute, consentendo così all'alcool di evaporare.
Le medicazioni vanno ripetute ad ogni cambio del pannolino del neonato, soprattutto se la garza si bagna con la pipì.
Può capitare che il neonato pianga durante la medicazione del moncone ombelicale; ciò si verifica non come reazione al dolore ma come reazione alla sensazione di freddo provocata dal contatto dell'alcool sulla cute. Il moncone infatti non è dotato di terminazioni nervose dolorifiche ed è quindi privo di sensibilità.
Una volta caduto il cordone ombelicale, sarà opportuno proseguire le medicazioni con acqua ossigenata a 10 volumi, direttamente sulla cicatrice ombelicale da cui, per qualche giorno, possono uscire secrezioni siero-ematiche: può essere necessario l'uso di una polvere cicatrizzante per 2 o 3 giorni.
È opportuno consultare il Pediatra quando si notano: secrezioni giallo-verdastre o maleodoranti dalla base del moncone, arrossamenti marcati e/o presenza di vescicole sulla cute attorno all'ombelico, rigonfiamento dell'ombelico stesso che aumenta quando il neonato piange, tossisce o fa uno sforzo (ernia ombelicale).