Da 0 a 3 anni: il periodo "critico"
La scienza definisce “periodo critico” per la crescita quella fase, compresa appunto tra la nascita e il compimento del terzo anno, in cui si sviluppano le principali funzioni dell’organismo (motorie, neuro-sensoriali, cognitive, affettive ecc.). La visione binoculare, per esempio, ha il suo periodo critico tra 0 e 2 anni, così come il sistema uditivo e il controllo emotivo. L’arco di tempo tra 1 e 3 anni è critico invece per l’acquisizione del linguaggio e di alcune abilità cognitive, come il riconoscimento e l’elaborazione dei simboli.
Dalla nascita al compimento del terzo anno la crescita dei bambini è a dir poco esplosiva. Uno sviluppo così rapido richiede una nutrizione adeguata, senza eccessi né carenze. Questo significa fornire al bambino le condizioni ideali per ottenere non soltanto le massima potenzialità di crescita, ma anche un giusto livello di maturazione: garantire un funzionamento cerebrale ottimale, ridurre il rischio di manifestazioni allergiche e di futuri problemi di obesità, promuovere la costituzione della massa ossea e prevenire l’osteoporosi in età avanzata.
Le domande che più di frequente un pediatra di famiglia si sente rivolgere dalle mamme sono: Quanto pesa mio figlio? Quanto è cresciuto? In realtà l’idea che “il peso fa salute” è un luogo comune che oggi i medici si battono per eliminare, o meglio per modificare. Infatti il peso e la crescita in centimetri sono certamente parametri importanti per capire “se e quanto” il piccolo sta crescendo. Ma non danno la misura di “come” il bambino sta crescendo.
Peso e lunghezza sono elementi di misurazione della cresciuta in senso stretto, ma ci sono altri fattori che quantificano in senso più ampio lo sviluppo, inteso come insieme di cambiamenti fisici che porteranno il bambino a trasformarsi in adulto, e la maturazione, che invece comprende l’acquisizione di tantissime abilità fisiche (camminare, correre, manipolare) e cognitive (linguaggio, capacità di relazionarsi con l’ambiente esterno). Questi segnali sono dati dal comportamento del bambino: Appare sereno? Sorride? Ha un buon rapporto con la mamma? Si relaziona con gli altri bambini?
La crescita, insomma, non si misura solo con i numeri ma è un processo anche qualitativo: esprime quel delicato percorso che porta tutto l’organismo di un bimbo a raggiungere il massimo livello di efficienza.
Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana
12 gennaio 2008 |