Varietà. È importante abituare il bambino a un’alimentazione il più possibile variata. Una dieta monotona, infatti, può avere serie conseguenze sulla salute dei piccini, perché porta a carenze nutrizionali più o meno gravi o a un’eccessiva assunzione di sostanze che, per esempio, possono essere tra le cause dell’obesità. La pratica nutrizionale della varietà va introdotta dai genitori prima che arrivi il periodo della cosiddetta “neofobia alimentare”, ovvero il rifiuto di accettare nuovi e inconsueti alimenti, che in genere compare intorno ai 24 mesi.
Gradualità. Bisogna introdurre un alimento per volta. Così si individueranno facilmente eventuali allergie e intolleranze. Se non gradito al primo assaggio, il nuovo alimento va riproposto dopo qualche giorno (in genere 2-3) e più volte (anche fino a 10!): più un cibo diviene familiare per il bambino, più lui tenderà ad apprezzarlo e consumarlo con frequenza.
Pazienza. Non si deve avere fretta, ma rispettare i tempi del bambino. Il rifiuto di un alimento nuovo non è mai definitivo e la sua naturale curiosità, insieme all’appetito, lo porteranno successivamente a riconoscere e apprezzare i vari sapori.
Costanza. Perseverare con dolcezza nel proporre nuove pappe, cercando ogni volta di incuriosire e invogliare il bambino a sperimentare gusti che non conosce.
Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana
12 gennaio 2008 |