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Cosa significa mangiare bene?

I rischi derivanti da uno squilibrio tra fabbisogni e assunzione di energia e nutrienti sono rappresentati dalla malnutrizione, sia per difetto che per eccesso. Ritardo di crescita, stati carenziali, sovrappeso e obesità sono tutte espressioni cliniche di un’inadeguata alimentazione.

«L’alimentazione è fatta di due aspetti: la quantità e la qualità. La quantità va modulata tra carenze ed eccessi. Nel primo caso l’errore più comune è una malnutrizione selettiva, cioè la preferenza e l’esclusività di alcuni cibi rispetto ad altri, che vengono esclusi a priori dall’alimentazione del piccolo: Questo cibo fa male, non lo mangi, oppure Questa è la cena e la mangi tutta sono restrizioni negative, che non educano- spiega la dottoressa Silvia Scaglioni, della Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano. -D’altra parte, anche le eccedenze vanno evitate, perché spianano la strada a obesità, ipertensione, diabete, ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari.

Spesso viene sottovalutata anche la qualità dell’alimentazione, che a sua volta si declina in due aspetti: la varietà (che è uno dei parametri che secondo gli esperti caratterizza una dieta di qualità) e il rapporto con il cibo, che deve essere il più possibile sereno ed equilibrato possibile, per scongiurare l’insorgere, in futuro, di disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia ecc.). Ancora una volta è l’esempio dei genitori il miglior insegnamento - consiglia la Scaglioni - Una mamma che si alimenta in modo sano e ha un rapporto sereno con il cibo (e il proprio corpo) non potrà che inculcare lo stesso atteggiamento positivo anche ai suoi figli. Per questo è fondamentale –prosegue la dottoressa- che gli adulti prima di tutto siano abituati a rapportarsi bene con il cibo: per esempio che sappiano autoregolarsi di fronte a un buffet e che non controllino troppo i figli nell’assunzione del cibo, educandoli piuttosto a sviluppare un autonomo equilibrio tra fame e sazietà.

L’obiettivo delle campagne educazionali in tema di alimentazione e salute non sono i figli, ma i genitori. Una mamma serena, che si piace, che si alimenta bene, avrà una figlia adolescente e poi adulta che sta bene con se stessa, che si accetta con le sue forme; al contrario una mamma che si trattiene dal mangiare trasmetterà alla figlia una relazione conflittuale e proibitiva con il cibo, una tendenza e controllarsi e a selezionare la sua alimentazione in senso restrittivo. È fondamentale quindi – conclude la dottoressa – che i genitori risolvano per primi i loro personali problemi alimentari prima di pensare a insegnare ai figli  cosa significa “mangiare bene” ».

 

Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana

 

12 gennaio 2008
     
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