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Frutta, cereali, carne, pesce: da dove cominciare?

Gli alimenti si dividono in 5 gruppi: carne, pesce, verdura, frutta e cereali. Ogni gruppo è caratterizzato da una maggiore ricchezza di alcuni nutrienti rispetto ad altri. Dunque è importante non escludere nessun gruppo, alternando tra loro i cibi che vi appartengono. I gruppi, introdotti con gradualità nella dieta e opportunamente combinati tra loro, garantiscono al bambino tutti i nutrienti di cui ha bisogno per un’alimentazione equilibrata e supportano lo sviluppo delle sue facoltà nelle diverse fasi della crescita.
Per ogni gruppo di alimenti è sempre bene procedere con ordine, partendo dai cibi più digeribili e introducendo gli altri successivamente.
La frutta. Dolce e gradevole, è tra i primi nuovi sapori che il bambino impara a conoscere. Si comincia in genere dalla mela, la più digeribile, in purea, omogeneizzata o come succo. Poi pera (ricca di vitamine del gruppo B e fibre solubile) e prugna (utile grazie alla lieve proprietà lassativa). Solo dopo i primi mesi di svezzamento si può inserire anche la banana (vitamine del gruppo B e potassio), pesca e fragola (per ultima, a causa della sua potenziale allergenicità).
I cereali. È consigliabile partire da quelli senza glutine. La prima pappa in genere è a base di crema di riso (il riso è privo di glutine e con basso potere allergenico, molto digeribile e ricco di proteine) e/o di mais e tapioca (anche il mais è senza glutine). Poi si introducono orzo e grano, avena e segale (ricchi di fibre, aiutano il transito intestinale del bolo alimentare) e infine semola di grano, che contiene glutine ed è il primo approccio alla futura pasta.   
La carne. In ordine di digeribilità, si comincia con i liofilizzati, si passa poi agli omogeneizzati e  infine al prodotto fresco. Si parte da agnello e coniglio, poi struzzo (a basa allergenicità e ricco di ferro e zinco), pollo e tacchino, poi si passa alla carne rossa: cavallo (molto ferro, proteine e sali), manzo e vitello (da introdurre nei pasti solo dopo i primi mesi) e infine, solo dopo le altre varietà di carne, prosciutto.     
Il pesce. Contiene elevate quantità di grassi “buoni” (Omega 3 Omega 6), ma non sempre i bambini gradiscono il suo sapore. Per questo si consiglia di partire dalle varietà che hanno un gusto più delicato, quali trota (ricca di fluoro, importante per ossa e smalto dei denti), orata e platessa. Si prosegue con salmone (ricco di iodio e acidi grassi polinsaturi), nasello (contiene fosforo, importante per le cellule cerebrali) e spigola (è un concentrato di calcio fosforo e proteine). In assenza di intolleranze si può completare l’introduzione del pesce nel giro di 5-6 settimane e consumarlo poi regolarmente almeno 2-3 volte alla settimana, avendo cura di alternare le varietà.

 

Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana

 

12 gennaio 2008
     
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