- Rispettate i suoi ritmi di fame-sazietà. Aiutato dai genitori, il bambino nei suoi primi anni di vita è in grado di auto-regolarsi. È importante educarlo a mangiare quando ha fame e a non stuzzicare nulla quando non ha realmente appetito. Una sana alternanza dei meccanismi di fame e sazietà deriva da un rapporto sereno con il cibo (e con il mondo esterno!).
- Suddividete l’offerta giornaliera di cibo in 5 pasti. Colazione (latte, biscotti o cereali, frutta), spuntino (un frutto o uno yogurt), pranzo (pastina, carne o pesce e verdure), merenda (un frutto o uno yogurt) e cena (pasta condita con verdure al vapore o ricotta magra e prosciutto cotto) sono i 5 appuntamenti fissi e irrinunciabili, per l’adulto come per il bambino.
- Adeguate la consistenza dei cibi proposti alle sue capacità di masticazione (a partire dai 2 anni).
- Aumentate l’apporto di cibi contenenti fibre non trasformati (frutta, verdura, legumi ecc.).
- Provate il “Programma 521”, già adottato con successo in America, che vuole puntare più sullo stile di vita che sulla dieta in senso stretto. 5 sono i pasti della giornata, 2 le ore concesse ogni giorno per televisione, computer e videogame, 1 l’ora di attività fisica consigliata al dì.
- Evitate sia di usare il cibo come ricompensa che di obbligare i bambini a mangiare cibi francamente sgraditi.
- Il vostro esempio è fondamentale. I genitori sono un filtro tra l’ambiente e il cibo e il bambino imita gli adulti anche a tavola. Attenzione alle cattive abitudini: si imparano in fretta e si fa molta fatica a toglierle!
- Fate del pasto un piacere: sapori e colori dei cibi devono essere esaltati. Il bambino deve essere stimolato e invogliato a cambiare, assaggiare, sperimentare. La curiosità è un valore importante per i bambini.
- Non fate del cibo una compensazione di qualcos’altro: se il bambino chiede di giocare o di ricevere un po’ di attenzione, non offrite gli del cibo “per farlo stare buono”. Questo lo porterà, in futuro, a cercare nel cibo la risposta ad altri bisogni.
- Spetta a voi la decisione sulla qualità del cibo: non è il bambino che decide, ma la mamma, che deve saper scegliere gli alimenti giusti, rispettare gli orari e, perché no, accettare anche piccole trasgressioni.
Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana
12 gennaio 2008 |