Gli alimenti giusti mese per mese
DA 0 A 4 MESI. Alla nascita il neonato è caratterizzato da alcune immaturità di funzioni (per esempio quelle digestive, immunitarie e cerebrali). Perciò è di fondamentale importanza l’allattamento al seno. Il latte materno è l’alimento completo e ideale per il primo semestre di vita, ed è alla base del concetto di “prevenzione primaria” del rischio di malattie cronico-degenerative dell’adulto (rinforza il sistema immunitario e riduce il rischio di obesità e diabete).
DA 4 A 6-7 MESI. In questi mesi lo sviluppo fisico e cognitivo del bambino continua a essere elevatissimo ed è importante che sia sostenuto da un’alimentazione corretta. Questo è il periodo durante il quale inizia lo svezzamento: sarà il pediatra a valutare il momento giusto per iniziare, secondo le caratteristiche del piccolo. Per il bambino è un momento delicato, segnato dal passaggio da un’alimentazione esclusivamente lattea a una più consistente e ricca di nuovi gusti. Si consiglia di partire con pappe leggermente liquide e cremose, per passare poi a una densità maggiore e solo successivamente a veri e propri pezzettini di cibo. Si inizia lo svezzamento partendo da un brodo vegetale arricchito con creme di cereali senza glutine, per esempio creme di riso e di mais/tapioca con l’aggiunta di un liofilizzato di carne. Si potrà poi proseguire con gli omogeneizzati di carne. Anche in queste fasi il latte ideale per il bambino è quello materno, ma qualora manchi o non sia sufficiente, si può ricorrere al latte di proseguimento. È invece sconsigliato l’uso del latte di latteria fino al 12° mese: questo latte è infatti troppo ricco di proteine e sodio che possono sovraccaricare il lavoro renale del bambino, ed èinvece povero di acidi grassi essenziali, importanti per la formazione delle fibre nervose, di vitamine e di elementi importantissimi per la crescita, come ferro, zinco e iodio. All’inizio dello svezzamento, è consigliabile inoltre introdurre ogni alimento nuovo da solo, in modo da poter individuare eventuali allergie o intolleranze.
DA 7 A 12 MESI. Questi sono i mesi in cui il bambino comincia a muoversi di più, gattona e sta seduto, riesce a bere da solo e a tenere in mano piccoli pezzi di cibo. In questi mesi si può completare l’alimentazione con l’introduzione degli omogeneizzati di pesce, degli omogeneizzati di proseguimento, delle pappe, della pastina e dei frutti che prima non poteva mangiare (per esempio le fragole). È il momento della varietà alimentare e della completezza nutrizionale; è infatti il periodo giusto per proporre i nuovi gusti perché, con il passare del tempo, sarà sempre più difficile far gradire loro le novità. È importante quindi preparare al bimbo pappe sane e nutrienti, facendo attenzione alle quantità, che non devono essere né troppo abbondanti né troppo ridotte, per ridurre il rischio di obesità da una parte ed eventuali carenze alimentari dall’altra; è bene ricordare che la monotonia alimentare è spesso alla base di entrambi.
DA 12 A 36 MESI. La capacità motoria del bambino in questi due anni aumenta costantemente e crescono anche i dentini, che rendono possibile per il bambino sperimentare la masticazione: i biscotti sono sicuramente un aiuto per questo scopo. Ora il bambino può mangiare anche i formati più grandi di pastina e pasta. È importante che il bambino non si avvicini troppo presto al cibo della famiglia, perché il suo organismo non è ancora del tutto maturo. Inoltre, è fondamentale variare sempre l’alimentazione, evitando la monotonia: si abituerà più facilmente così a una dieta sana ed equilibrata. In modo particolare va ricordato che il bambino fino al 18° mese è molto più ricettivo: in questo periodo è dunque ancora più importante abituarlo alla varietà.
Fonte: Conferenza stampa di presentazione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin in collaborazione con la pediatria italiana
12 gennaio 2008 |