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I gemelli

La gemellarità ha da sempre stimolato la fantasia e la curiosità degli uomini
affascinandoli come evento meraviglioso associato alla fecondità o, viceversa, provocando in loro reazioni di paura e repulsione come forza della natura potente e incontrollabile.
In molte società descritte dagli antropologi ai bambini gemelli era attribuito un potere magico soprattutto sul tempo atmosferico e sulla fertilità della terra. Inoltre nella mitologia greca e latina, molti eroi fondatori di città e di stirpi gloriose erano gemelli, spesso figli di una donna e di una divinità.
Negli ultimi anni il numero delle nascite gemellari è aumentato soprattutto per il largo uso dei farmaci che inducono l'ovulazione e per le nuove tecniche di inseminazione artificiale. Ogni anno in Italia si registrano circa 5.600 gravidanze gemellari e 280 trigemine (queste ultime in particolare sono aumentate passando da 1 per 10.000 gravidanze a 5 ogni 10.000 gravidanze). Essendo oggi possibile la diagnosi ecografica di gravidanza gemellare già dalle prime settimane di gestazione, la gemellarità è diventata pertinenza non solo della Pediatria ma anche della Ginecologia. Inoltre è avvenuta una maggiore sensibilizzazione al "fenomeno gemelli" con la nascita di associazioni multidisciplinari (pediatri, neonatologi, ginecologi, psicologi e assistenti sociali) volte ad aiutare i genitori fin dall'inizio.
Se infatti un tempo le nascite gemellari coglievano di sorpresa i genitori oggi è possibile prepararsi all'idea fin dai primi mesi di gravidanza. In generale la gravidanza rappresenta per la donna un momento cruciale, infatti essa viene a rappresentare il "contenitore" fisico e mentale del Sé del bambino: attraverso un equilibrio anatomico, metabolico e ormonale gli garantisce la crescita ed il nutrimento, mentre attraverso le proprie fantasie e i propri affetti gli permette di essere "pensato" e dunque di costituirsi come individuo.
Nel caso della gravidanza gemellare vi è la necessità di un maggiore spazio fisico e di conseguenza di un "doppio" spazio mentale. Può accadere che la madre provi per questo sentimenti di sfiducia e di preoccupazione relativamente alle proprie capacità e ai propri limiti: la paura di inadeguatezza allo svolgimento di tale "compito".
Inoltre la gravidanza gemellare risulta maggiormente a rischio rispetto ad una gravidanza singola per quanto riguarda ad esempio il rischio di aborto spontaneo, anemia, emorragie, parto prematuro, gestosi e di problemi legati alla salute dei gemelli. Questo può in parte spiegare perché molte mamme in attesa di due gemelli mostrino un estremo bisogno di informazioni e rassicurazioni da parte dei medici Curanti. La futura mamma di gemelli sente, forse ancor di più rispetto ad un'altra donna in attesa, il bisogno di essere protetta e contenuta in un ambiente caldo e familiare e di sentire vicino a sé una figura affettivamente rassicurante che possa anche aiutarla nella gestione quotidiana della casa.
A questo proposito risulta molto importante al figura del papà, al quale fin dall'inizio della gravidanza è richiesto un maggior impegno sia professionale sia familiare. L'uomo quindi si trova coinvolto sia indirettamente come marito della donna sia direttamente come futuro papà. Dovrà seguire i controlli clinici della moglie, programmare i cambiamenti logistici per accogliere i gemelli, amministrare le spese economiche e svolgere magari qualche lavoro domestico mai compiuto prima.

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Come organizzare la nuova famiglia?

Nel caso dei gemelli è sempre bene iniziare per tempo i preparativi, in quanto la data del parto spesso non viene rispettata: andranno ultimati tutti gli acquisti e programmati in casa gli spazi necessari per la loro cura qualche settimana prima della data prevista per i parto. All'inizio bisognerà, laddove possibile, raddoppiare gli aiuti, accettando le offerte di parenti e amici e suddividendo tra loro i compiti (fase di allargamento della famiglia). Questo consentirà alle mamme di dedicarsi con maggior tranquillità ai singoli gemelli alternandoli nelle cure.
Infatti con l'arrivo dei gemelli la giornata sarà scandita da ritmi sempre più incalzanti: il cambio dei pannolini, l'allattamento al seno o al biberon, il pianto dei gemelli, la mancanza di riposo adeguato, i lavori domestici. Economicamente le spese aumentano e diminuisce il tempo che i genitori possono dedicare a loro stessi.
Alcuni studi dimostrano come nei gemelli siano apparentemente più frequenti gli episodi di coliche gassose, forse in parte espressione delle nuove tensioni createsi in famiglia. Il ruolo del padre diventa allora fondamentale, tanto che i gemelli, rispetto ai nati singoli, dimostrano più spesso di avere scelto il padre come figura primaria di attaccamento anziché la madre.
Il padre ha quindi il compito di sostenere la moglie, psicologicamente e concretamente, in questo momento di particolare vulnerabilità, garantendole la sicurezza e la serenità per dedicarsi alla cura di sé e dei gemelli. Inoltre sarebbe opportuno sincronizzare la vita dei gemelli facendoli mangiare agli stessi orari (ad esempio se si sveglia uno dei due di notte sarebbe meglio svegliare ed allattare anche l'altro), programmando il bagnetto alla stessa ora e portandoli a passeggio insieme, questo per consentire alla mamma maggior tempo per il riposo.
Se i gemelli sono allattati entrambe al seno si potrà decidere di attaccarli contemporaneamente, con l'aiuto di due cuscini ai lati, alternando la loro posizione ad ogni poppata (uno dei due infatti potrebbe essere più vorace causando uno squilibrio nella produzione di latte da parte delle mammelle). Se il latte materno non fosse sufficiente si può allattare al seno a pasti alterni, sfruttando l'aiuto del papà o di un'altra persona per dare il biberon all'altro: anche in questo caso i gemelli vanno alternati, per garantire ad entrambe un analogo apporto di latte materno.
In caso di allattamento artificiale risulta difficile la somministrazione contemporanea dei biberon, anche se la madre, in questo caso, potrà decidere ogni tanto di far somministrare ad altri il pasto per riposarsi o dedicarsi ad altre attività. Sarà inoltre necessario prendere alcune "scorciatoie" semplificando, per ovvie ragioni di tempo, alcune pratiche quotidiane: non è necessario fare il bagnetto ai gemelli tutti i giorni, si possono trascurare alcuni lavori domestici, utilizzando per esempio piatti di carta e rimandando le pulizie delle casa se necessario.
I genitori dovranno inoltre imparare ad ignorare parte dei pianti dei gemelli in quanto risulterà impossibile dedicarsi contemporaneamente ad entrambe: ben presto i piccoli impareranno a divertirsi e ad intrattenersi l'un l'altro, lasciando ai genitori più tempo per loro stessi. Un aiuto fondamentale per i genitori dei gemelli potrà essere dato da altri genitori che hanno già affrontato questa esperienza e che possono risultare una utile fonte di consigli e "trucchi".
I gemelli, abituati durante la vita fetale al contatto reciproco e alla condivisione del medesimo ambiente e dello stesso nutrimento, alla nascita interrompono bruscamente tale rapporto. Dopo un primo periodo, in genere un mese, in cui ciascun gemello, così come i bambini singoli, sembra non avvertire il mondo esterno, inizia la fase di simbiosi con la madre. Alla fine del quarto mese i gemelli iniziano per la prima volta a riconoscersi e a stabilire i primi contatti visivi, uditivi e tattili. Un gemello diventa per l'altro oggetto di interesse e "terreno" di esplorazione attraverso lo sguardo e la ricerca del contatto. Parte dell'attenzione rivolta prima alla madre viene ora indirizzata verso il co-gemello.
Successivamente iniziano a giocare insieme, condividendo gli stessi oggetti ed esplorando lo stesso ambiente: inizia quindi la fase di competizione. Si compete per ricevere l'attenzione della mamma e delle altre persone con le quali iniziano ad avere i primi contatti. Si delineano ruoli differenti e mentre uno dei gemelli si mostrerà più attivo e prepotente l'altro tenderà a subire le prepotenze del fratello. La competitività trova origine anche nello spiccato senso di imitazione reciproco: se uno dei due inizia a camminare prima l'altro sarà spronato ad alzarsi in piedi e a tentare i primi passi.
Il gemello più attivo funge da stimolo per il gemello più passivo. Inizia l'instaurarsi del linguaggio che a volte assume caratteristiche particolari diventando strumento di comunicazione tra i gemelli ma incomprensibile per gli adulti: si chiama criptofasia o linguaggio segreto, fatto di parole inventate, gesti, borbottii ed espressioni particolari. I gemelli sono così in grado di comunicare perfettamente tra loro. Per questo motivo alcuni gemelli possono dare l'impressione di un ritardo nell'acquisizione del linguaggio vero e proprio, avendone già costruito uno loro.
Durante la fase di distacco dalla madre, i gemelli intensificano la loro relazione e sono così in grado di colmare con più serenità la mancanza della mamma. E' importante però sottolineare che mentre la madre può alimentare l'autonomia dei gemelli alternando la sua presenza all'assenza un gemello non è in grado di favorire il processo di separazione dell'altro gemello da sé, processo fondamentale per il costituirsi di una propria personalità.
Inoltre la relazione tra gemelli può risultare molto gratificante e per questo, se non adeguatamente stimolati, possono sembrare "autosufficienti" e sempre meno interessati ad instaurare rapporti con l'ambiente esterno. In caso di gemelli identici anche la somiglianza fisica può indurre la famiglia ad atteggiamenti particolari: i gemelli verrebbero trattati come una coppia anziché come singoli individui (stessi giocattoli, stessi vestiti…), oppure, all'altro estremo, più caratteristico nelle coppie di gemelli non identici specie se maschio e femmina, alcuni genitori tendono ad attribuire ai gemelli ruoli fissi: buono/cattivo, intelligente/lento, uno della mamma/uno del papà. Si pensa allora che i genitori dovrebbero essere in grado di cogliere le differenze tra i gemelli senza esasperarle ma anzi cercando di adattarsi alle diverse esigenze del temperamento, per garantire lo sviluppo maturativo di due individui separati e distinti.

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A scuola nella stessa classe?

Fino a qualche anno fa i gemelli venivano inseriti a scuola nella stessa classe in modo automatico e spontaneo. Oggi vi sono molte perplessità sulla scelta da adottare proprio nel tentativo, da un lato di garantire loro una propria individualità inserendoli in classi differenti e dall'altro di rendere meno traumatico per i genitori stessi e per i gemelli, il primo momento di parziale distacco dalla famiglia, inserendoli nella stessa classe. La regola migliore è quella forse di non avere regole e di considerare caso per caso i gemelli, il loro sviluppo e la loro relazione in quel particolare momento.