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Lo svezzamento

Letteralmente la parola svezzamento indica "levare il vizio" e per vizio viene inteso quello di succhiare il latte materno.
In realtà per svezzamento si intende oggi il passaggio graduale da una alimentazione esclusivamente lattea ad una alimentazione mista, costituita cioè sempre dal latte, che rimane alimento fondamentale, ma integrato da nuovi nutrienti più adatti alla crescita del lattante dopo il 5° mese di vita.
Lo svezzamento è un passaggio delicato innanzitutto per il bambino, che deve abituarsi ad una nuova modalità di alimentazione e a nuovi gusti, ma anche per i genitori perché è facile in questo periodo compiere errori legati principalmente a squilibri o eccessi alimentari, errori che potrebbero pregiudicare la salute futura del bambino.

Perchè lo svezzamento

I primi quattro mesi di vita sono caratterizzati da una rapida crescita in lunghezza e in peso ed il latte materno, con i suoi costituenti, è in grado di soddisfare tutte le esigenze del bambino.
Dopo tale periodo spesso accade che il latte materno non sia più sufficiente, non per le sue qualità, ma per la sua quantità: non tutte le donne infatti sono in grado di produrre 800-1000 grammi di latte al giorno.
Inoltre il bambino, che intorno ai sei mesi ha già raddoppiato il peso della nascita, inizia a richiedere, per una corretta crescita, un maggior apporto di alcune sostanze che l'organismo non è in grado di sintetizzare e che deve assumere con l'alimentazione : ad esempio ferro, acidi grassi essenziali, oligoelementi (rame, zinco…).
A ciò si aggiunga l'evoluzione dello sviluppo neuromotorio che porta il bambino ad un desiderio sempre più maggiore di novità in tutti campi, compreso quello alimentare.

Quando iniziare lo svezzamento

L'Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) e l'associazione europea di nutrizione E.S.P.G.A.N hanno uniformemente concordato che l'inizio dello svezzamento debba avvenire non prima del compimento del 120° giorno di vita e non dopo la fine del sesto mese. Per la scelta del periodo più idoneo il pediatra curante dovrà tenere conto del tipo di allattamento seguito (se al seno o artificiale), del tipo di accrescimento di peso presentato, dell'eventuale presenza di grave prematurità alla nascita e di altri fattori propri di ciascun bambino. Vi sono infatti dei rischi connessi ad un inizio precoce o tardivo dello svezzamento. In genere si consiglia di evitare l'inizio dello svezzamento durante i primi caldi estivi, se vi sono malattie virali delle prime vie respiratorie o diarree per le quali è opportuno rimandare lo svezzamento di almeno 15 giorni.

La prima pappa

Sostituisce un pasto di latte, in genere quello più vicino a mezzogiorno (pranzo). Se però si presentassero situazione particolari come la scarsità del latte materno alla sera, o impegni di lavoro della mamma, si potrà iniziare la prima pappa come "cena".
E' opportuno inserire gli alimenti molto gradualmente, aspettando sempre 2 - 4 giorni prima di introdurre un alimento nuovo, per lasciare il tempo al bambino di abituarsi al nuovo sapore e per scongiurare l'eventuale presenza di allergie all'alimento stesso.
Viene di seguito descritta la preparazione base di una prima pappa. Va tenuto conto che rappresenta una indicazione generale e che la cronologia delle nuove introduzioni può cambiare ed essere personalizzata al bambino.

Preparazione
Far bollire un litro d'acqua con una carota ed una patata per circa 45 minuti, senza sale. A fine cottura prendere 180-200 cc di brodo filtrato, scartando in un primo momento le verdure e aggiungere:

  • 2-3 cucchiai di crema di riso o crema di mais e tapioca, precotte, già pronte all'uso, senza glutine 1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
  • Dopo 2 - 4 giorni aggiungere nella pappa 2-3 cucchiai di passato di verdura, ottenuto con le stesse verdure impiegate per il brodo.
  • Dopo 2 - 4 giorni aggiungere nella pappa 1 cucchiaino di parmigiano reggiano.
  • Dopo 2 - 4 giorni aggiungere nella pappa 1 liofilizzato di carne di agnello (bustine o vasetti da 10 g).

A questo punto la pappa è completa ed in grado di fornire circa 200 Kcal. Al termine della pappa è possibile somministrare frutta, in genere mela o pera, fresca o omogeneizzata.
Rispettando sempre l'intervallo di 2 - 4 giorni, variare le carni secondo l'ordine: coniglio, tacchino, pollo, manzo e vitello

Schema alimentare al 5 mese di vita:

  • al mattino latte materno o di proseguimento
  • a pranzo pappa con carne e frutta
  • a merenda latte materno o di proseguimento
  • alla sera latte materno o di proseguimento

Gli accessori

Per i piatti sarebbe meglio utilizzare quelli in porcellana, privi di tossicità, o in plastica dura ben resistenti al calore.
Le pentole devono essere di acciaio inox mentre sono sconsigliabili quelle in terracotta perché per il loro rivestimento vengono utilizzate vernici al piombo. Risulta molto utile il cestello per la cottura al vapore.
Il cucchiaino potrà essere il plastica dura o in metallo, che presenta il vantaggio di raffreddare la pappa per contatto.
Tra gli elettrodomestici sono utili le centrifughe per i succhi di frutta e di verdura e il frullatore per rendere omogenea di consistenza la pappa.