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Il ricovero

Il ricovero è un momento delicato, carico di aspettative e timori anche se l’avere frequentato l’ospedale per alcuni motivi, tra i quali: controlli della gravidanza a termine, corso di preparazione al parto, partecipazione ad incontri informativi, ecc fa sì che già conosciate il luogo ove avverrà il parto e spesso anche il personale medico e le ostetriche

Arrivando in ospedale, non lasciatevi prendere dal panico, pochi bambini nascono in macchina, in ascensore o su un taxi e, se questo dovesse capitare, non preoccupatevi perché vuol dire che non c’è alcun problema.

Importante in questa delicata fase è soprattutto la presenza del vostro partner, sia per l’insostituibile supporto affettivo sia perché spetterà a lui espletare le pratiche burocratiche.

Il ricovero avverrà se vi sono le seguenti condizioni:

  • Quando le contrazioni sono valide
  • Se c'è un raccorciamento del collo dell'utero e una dilatazione di almeno 2 centimetri
  • Se c'è stata la rottura delle membrane
  • Se vi sono perdite ematiche
  • Anche durante il periodo prodromico
  • Se abitate molto distante dall'ospedale
  • Se vi sono particolari situazioni di rischio
  • Se avete un accentuato stato di ansia


Al vostro arrivo in ospedale, l’ostetrica che vi dovrà seguire vi preparerà per il travaglio e il parto.

  • Dopo essersi formata un’idea generale della vostra situazione, vi rivolgerà una serie di domande su quanto vi è accaduto nelle ultime ore: se avete già perso le acque, con quale frequenza si sono manifestate le contrazioni e se avete vuotato l’intestino.

  • Vi farà spogliare e indossare la vostra camicia da notte o un camice (dipende dall’ospedale).

  • Procederà quindi alla visita vera e propria:

    • vi palperà l’addome per stabile la posizione del bambino
    • ausculterà il battito del feto
    • vi misurerà la pressione del sangue, il battito cardiaco e la temperatura corporea
    • Effettuerà un’esplorazione vaginale per determinare a quale punto si trova la dilatazione del collo dell’utero
  • Sarete anche sottoposte ad un esame delle urine per controllare se eventualmente ci fosse presenza di proteine e zuccheri.

  • Se non avete liberato l’intestino vi verrà somministrato un clistere.

  • In certi ospedali chiederanno al vostro compagno di aspettare fuori mentre vi preparano, sebbene oggi molte ostetriche danno per scontato che le copie vogliano stare insieme. Inoltre la presenza del partner consente all’ostetrica di parlare anche con il futuro padre e di vedervi non come una paziente isolata ma nel rapporto con qualcuno di vostra fiducia.

  • A questo punto vi accompagneranno in sala travaglio-parto dove trascorrerete le fasi del travaglio avanzato e del parto. In talune strutture ospedaliere le due zone (travaglio e parto) sono separate, in altre avvengono le medesimo luogo.
    Approfittate di questo momento per chiarire eventuali dubbi o specifiche richieste che volete fare all’ostetrica o al ginecologo che vi seguiranno (se desiderate un parto naturale, se volete camminare durante il travaglio o se avete altre esigenze).