Il periodo prodromico
Il lasso di tempo, molto variabile da donna a donna, che può durare due o tre giorni o poche ore, prima dell’insorgenza del vero e proprio travaglio (periodo dilatante) viene definito come periodo prodromico.
Che cosa succede durante questo periodo
Il periodo prodromico è caratterizzato dalla comparsa di contrazioni involontarie, irregolari nella frequenza, nella durata e nell’intensità. Queste contrazioni possono durare da pochi secondi a un minuto di tempo, presentarsi ogni cinque o venti minuti ed essere più o meno fastidiose.
Durata: mentre la contrazione dura da pochi secondi a un minuto, il dolore, soprattutto in questa fase, può avere una durata inferiore. In genere, le contrazioni vengono avvertite come un fastidioso indurimento dell'utero. Progressivamente la percezione del dolore aumenta fino a occupare tutta la durata della contrazione e, infatti, durante il successivo periodo dilatante del travaglio vero e proprio dura tanto quanto
la stessa contrazione!
Quanto più ampia è la durata della contrazione (barra blu), tanto più è efficace.
Frequenza: le contrazioni, dapprima irregolari e molto distanziate, per essere valide devono avere una cadenza non inferiore ai 4-6 minuti; durante l'intervallo (arco fucsia), l'utero è completamente rilassato e voi avvertite una piacevole sensazione di benessere.
Intensità: è espressa dal dolore e dipende dalla soglia di percezione di ciascuna donna. Essa ha una curva di ascesa fino a un picco, per poi nuovamente diminuire. Quanto più alto è il picco (barra verde), tanto più intenso è il dolore.
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Piccole perdite di sangue possono rendersi evidenti ed essere l'espressione delle modificazioni del collo dell'utero. Infatti, in questa fase che il collo dell'utero si centralizza (portandosi in asse con la vagina) e, da due o tre centimetri di lunghezza, si appiana diventando una cosa unica con il corpo dell'utero. Solo in una fase successiva comincer a dilatarsi (periodo dilatante).
Qualche donna potrà osservare la rottura spontanea del sacco amniotico (rottura delle acque). Una perdita importante di liquido dai genitali indica facilmente alla donna che questo evento si è verificato. A volte tale perdita è minima e viene confusa con perdita di urina o secrezioni vaginali. Può aiutare a
distinguere l’effettiva rottura l’osservazione di uno sgocciolamento continuo dai genitali, che è un tipico segno della rottura del sacco amniotico.
Inizia l'impegno del feto nel bacino materno che, contrariamente a quanto si può credere, è più precoce nelle donne al primo parto (primipare), mentre nelle pluripare avviene durante il successivo periodo dilatante. Inoltre il bambino flette al massimo la testa sul corpo (riduzione), offrendo i diametri più favorevoli al passaggio nel canale del parto.
Come comportarsi durante il periodo prodromico |
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Nella fase precedente il travaglio, incoraggiate la donna a dormire, e a non sprecare energie.
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Se vi accorgete che si lascia prendere dal desiderio di strafare, invitatela fermamente a riposare. Statele vicino e cercate di distrarla.
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Se le acque non si sono ancora rotte, fatele fare un bagno (a 37° C), aiutandola a entrare e uscire dalla vasca onde evitare che scivoli. Se invece ha già perso le acque , è preferibile una doccia.
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A meno che non soffra di nausea incoraggiatela a mangiare e bere quello che desidera. I succhi di frutta naturali e il miele, le forniranno un adeguato apporto energetico. Non dimenticate comunque di mangiare qualcosa anche voi.
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Quando iniziano le contrazioni, cronometratele insieme e prendete nota dell’intervallo che intercorre tra l’inizio di una e quello della successiva, nonché della durata di ciascuna. Tenete una mano sull’addome della futura mamma in modo da avvertire il momento di massima intensità.
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