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Tiroide e gravidanza - quali variazioni? Quali rischi?
video Dr. Edoardo Baggio

Video-intervista al
Dr. Edoardo Baggio

Specialista in Endocrinologia
Buonarroti Medical Center
Milano


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Il parto prematuro si annuncia alla futura mamma come il parto a termine: cominciano lievi contrazioni simili alle mestruazioni, la pancia si indurisce, fa un po’ male la schiena, si possono rompere le membrane amniotiche o presentarsi qualche goccia di sangue dai genitali…

È importante chiamare il proprio ginecologo o quello di guardia dell’ospedale non appena si avverte o si nota anche uno solo di questi sintomi, soprattutto se la gravidanza è a un’epoca molto precoce, tra le 24 e le 32 settimane, e descrivere dettagliatamente ciò che si avverte, la frequenza delle contrazioni e tutto ciò che potreste aver fatto: un colpo di calore, uno sforzo eccessivo, se vi siete stancate molto etc.

Il medico vi consiglierà di mettervi a riposo e aspettare l’evolversi della situazione in alcuni casi (per esempio dopo uno sforzo, uno spavento…potrebbe essere che stando a riposo la situazione rientri nella norma dopo poco tempo) o recarvi all’ospedale per un controllo se la situazione suggerisce la possibilità o il rischio di un parto prematuro.

In ospedale
In ospedale verrà eseguito il monitoraggio cardiotocografico per vedere la frequenza, la durata e l’intensità delle contrazioni e il benessere fetale mediante il suo battito cardiaco. Poi il medico eseguirà la visita vaginale per controllare che non vi sia una dilatazione del collo dell’utero o altre modifiche significative che possano suggerire la vicinanza del parto. Verranno controllati gli esami del sangue e delle urine più recenti ed eventualmente eseguiti dei nuovi e controllati pressione arteriosa e frequenza cardiaca materna. Insomma, tutto ciò che potrebbe spiegare la causa delle contrazioni o della rottura delle membrane in epoca precoce!

Molto probabilmente verrete trattenute in ospedale per rimanere controllate ed eseguire l’eventuale terapia, che se l’epoca è particolarmente precoce consiste nella somministrazione, endovenosa in un primo tempo, di un farmaco tocolitico, che seda le contrazioni, per poi passare alla terapia orale. Se le membrane sono rotte, oltre alla terapia tocolitica vi verrà somministrato un antibiotico per prevenire una infezione al feto (le membrane evitano la risalita, attraverso il collo uterino, dei germi; in assenza delle membrane il feto è maggiormente esposto a questo rischio).
Se il parto è inevitabile nonostante la terapia (le contrazioni continuano, si regolarizzano, si intensificano, il collo uterino si dilata…) e l’epoca di gravidanza è precoce (di solito sotto le 30-31 settimane), il medico potrebbe optare per la somministrazione alla mamma di un farmaco cortisonico, allo scopo di accelerare la maturazione polmonare fetale e facilitargli la respirazione alla nascita.

Solitamente, se l’ospedale è attrezzato per l’assistenza del neonato prematuro, il parto avverrà normalmente nella sala parto di quell’ospedale, altrimenti, se il tempo lo consente, la futura mamma potrebbe essere trasferita nell’ospedale maggiormente attrezzato per questi casi, oppure trasferito solamente il neonato se il parto è avvenuto prima del trasferimento della partoriente!

Inoltre, se non vi è una sofferenza fetale o le condizioni materne non lo permettono, si opta per il parto spontaneo poiché più benefico al feto. Durante il travaglio, infatti, il feto - come la madre - secerne degli ormoni che ne sostengono l’adattamento alla nascita e la respirazione, quindi ne stimolano la maturazione e le reazioni vitali che gli servono per sopravvivere.

È importante sottolineare che il parto dalle 24 alle 32 settimane circa è normalmente più rapido di un parto a 34-36 settimane (o a maggior ragione a termine), poiché la circonferenza della testa fetale è minore e dunque minore è la dilatazione cervicale necessaria al suo passaggio, nonché minori lo sforzo ed i tempi di espulsione attraverso il canale del parto.

In sala parto sarà presente, oltre a medico, ostetrica, anestesista ed infermiera, il pediatra neonatologo eventualmente coadiuvato da un assistente o da una vigilatrice d’infanzia, pronto ad assistere con ogni mezzo il neonato nei primi momenti.

Quindi state tranquille per il benessere del bambino, anche perché oggi i progressi della scienza medica permettono la sopravvivenza e lo stato di salute anche dei prematuri più piccoli. Pensate che sopravvivono e hanno una vita normale una buonissima parte dei nati anche a 24-26 settimane!!!

Il neonato prematuro verrà molto probabilmente tenuto nell’incubatrice in modo che l’ambiente sia il più possibile simile a quello uterino, cioè a 35-37°C, per evitarne la dispersione del calore e permetterne lo sviluppo e la maturazione. Verrà inoltre monitorato 24h/24h per quanto riguarda la frequenza cardiaca e la saturazione dell’ossigeno, due parametri di benessere, ed eventualmente nutrito attraverso una flebo se molto molto piccolo. Un neonato prematuro le cui condizioni lo permettano, potrà essere nutrito attraverso il biberon o il seno (più facilmente la prima opzione, poiché il seno è più faticoso soprattutto per un piccolino), anche senza essere rimosso dall’incubatrice.

Verrà controllata di giorno in giorno la crescita, e quando il bambino raggiungerà un certo peso giudicato sufficiente per lui, quando i parametri di benessere si stabilizzeranno, allora potrà uscire dall’incubatrice.

È importante sottolineare che il principale bisogno del bambino prematuro (oltre a essere nutrito, naturalmente!), è quello del “bonding”, cioè di essere sostenuto fisicamente, raccolto, scaldato, accolto, come se fosse ancora nell’utero. In utero, infatti, è abituato a percepire tutto intorno a sé: le pareti uterine che lo accarezzano, lo avvolgono, lo sostengono…Fuori, soprattutto un piccolino, rischia di percepire in maniera negativa l’assenza di questo sostegno e quindi lo spazio aperto, che risultano come un pericolo, quindi un disagio. È importante quindi che nell’incubatrice il neonato venga adagiato in un materassino riduttore, una sorta di morbido cucchiaio che lo avvolge e sostiene, ma è importante che passi tutto il tempo che è possibile tra le braccia della mamma, possibilmente col contatto pelle-pelle, in modo che le braccia e il petto materno lo contengano e lo riscaldino come quando era in utero. Oltre ad averne un positivo effetto immediato, il neonato ne trarrà beneficio anche a lungo termine per quanto riguarda il suo sviluppo neuro-psico-motorio, pertanto è un sistema importantissimo da suggerire ad ogni mamma di un bambino prematuro!!!

Il bambino prematuro solitamente recupera velocemente il peso ed entro pochi mesi la sua crescita andrà di pari passo a quella dei coetanei nati a termine di gravidanza!!!

 

 
     
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