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Rooming in...nido aperto

Sia la madre sia il bambino sono dotati di risorse innate per affrontare i primi momenti di intimità dopo il parto: l'unico importante compito di chi li assiste è di non intromettersi e di lasciare che queste abilità naturali possano esprimersi.

Una delle prove più spettacolari di queste abilità è la capacità del neonato, se lasciato tranquillo sull'addome della mamma, di strisciare pian piano fino al seno, trovare il capezzolo e cominciare a succhiare. Questo movimento non avviene se il neonato viene allontanato dalla madre durante i primi 70 minuti di vita. Inoltre si osserva frequentemente una difficoltà di relazione tra mamma e bambino, durante il primo anno di vita, in quelle mamme che sono state allontanate dal proprio figlio subito dopo il parto.

I ricercatori hanno a lungo studiato la scelta del momento più adatto in cui portare il neonato alla madre: esiste un periodo "sensibile" o "critico" per il contatto dei genitori con il bambino nei primi minuti, ore o nei primi giorni di vita?

Sono stati condotti numerosi studi dai quali è emerso come il periodo sensibile non solo esiste ma inizia nel corso delle prime ore di vita e si mantiene per tutto il periodo della permanenza in ospedale.

Numerosi genitori notano che i loro sentimenti di amore esclusivo verso i loro bambini hanno avuto inizio quando erano potuti restare un po' di tempo insieme in una situazione di serena intimità.

Quindi l'interazione genitori bambino è sicuramente innata, ma segue un percorso complesso che dipende dalla storia di ciascuno e dalle sue esperienze passate.

Il dovere di tutto il personale di una nursery è quello dunque di favorire con tutti i mezzi possibili l'instaurarsi di tale relazione.

Lunghi anni di ricerche sugli effetti della pratica del rooming-in (tenere la madre e il bambino insieme nella stessa stanza durante la degenza in ospedale) hanno confermato l'importanza del contatto prolungato tra genitori e bambino dopo il parto.

Le madri che avevano fatto tale esperienza sono risultate facilitate nell'allattamento al seno e più fiduciose e tranquille nell'accudire il proprio bambino una volta a casa.

In Thailandia, nelle Filippine e nel Costa Rica, paesi gravati da una altissima percentuale di abbandoni di neonati nei reparti di maternità subito dopo il parto, la pratica del rooming-in avrebbe portato ad una loro drastica diminuizione. Questi dati indicano che gli eventi che si verificano nei primi giorni dopo la nascita sono particolarmente significativi per la madre e che per l'instaurarsi di un buon rapporto madre-neonato è fondamentale assecondare la loro vicinanza durante la degenza.

Una buona alternativa alla pratica del rooming-in consiste nel nido aperto: i locali della nursery diventano accessibili in qualsiasi momento alla mamma e al papà, diventano un luogo ideale per il contatto prolungato tra genitori e neonato e per acquisire, con l'aiuto del personale medico ed infermieristico, esperienza e pratica nella gestione del proprio neonato (igiene, medicazione del cordone ombelicale, allattamento). Presenta il vantaggio di consentire alla madre, quando lo desidera, alcuni momenti da dedicare al riposo e alla propria famiglia.

 

 


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