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Dr. Piercarlo Salari

Medico Specialista in Pediatria - Divulgazione Sciantifica
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La bicicletta in gravidanza

 

Non vi sono particolari controindicazioni per l'uso della bicicletta durante la gravidanza, se non quelle abituali come la minaccia di aborto e di parto prematuro o tutte le altre situazioni in cui il medico curante ha consigliato alla donna il riposo assoluto. Infatti, in assenza di complicazioni l'attività fisica in gravidanza è sicuramente salutare, conserva un buon tono muscolare, che sarà molto utile durante il parto, attiva la motilità intestinale, aiuta a non ingrassare troppo e a mantenere il buon umore. In particolare l'uso della bicicletta o della cyclette facilita il ritorno del sangue venoso dagli arti inferiori e previene la formazione dei gonfiori alle caviglie, tipico delle ultime settimane di gravidanza.

Le zone da evitare  

  Andare su terreni accidentati, contrariamente a quanto si crede, non comporta comunque altri rischi poichè i piccoli sobbalzi non possono scatenare contrazioni o complicazioni maggiori. E' solo consigliabile evitare le zone con molto traffico o con pavimentazione sconnessa, per non cadere. . L'ideale è andare in bicicletta in un parco, dove l'aria è migliore e non ci sono automobili.  

Quando smettere

Se si ha l'accortezza di evitare le situazioni prima riportate, la donna può usare questo mezzo di trasporto fino agli ultimi giorni di dolce attesa. Naturalmente il pancione può rappresentare un piccolo ostacolo a stare sedute in sella, soprattutto quando l'utero è particolarmente cresciuto perchè il bambino è particolarmente grosso, il liquido amniotico è abbondante o in caso di gravidanza gemellare. Vi è quindi una sorta di autolimitazione, diversa da caso a caso, ma non si può stabilire una settimana precisa oltre la quale è sconsigliato andare in bicicletta. Attenzione: un altro problema può essere rappresentato dal precario equilibrio che si può avere verso la fine della gestazione, pertanto può essere ragionevole abbandonare la bicicletta negli ultimi due mesi se si ha la sensazione di sbandare facilmente.

Quando riprendere

Quando il parto avviene con l'episiotomia (il taglio dei muscoli perineali che in qualche caso si effettua per facilitare la nascita del bambino) per alcune settimana vi può essere una dolenzia dei genitali esterni. Questa potrebbe trasformarsi un vero e proprio dolore in quella zona che appoggia sulla sella della bicicletta. Il problema si accentua nei casi in cui la ferita non è guarita perfettamente. Pertanto, in assenza di complicazioni, si può riprendere ad andare in bicicletta anche pochi giorni dopo la nascita del bambino. E' consigliabile mettere un coprisella o piccolo cuscino morbido per attenuare i colpi sulla zona del perineo.

Indicazioni in caso di parto cesareo

Per le mamme che hanno avuto l'intervento in anestesia spinale o epidurale, soprattutto per quelle che hanno avuto il cesareo con la tecnica di Stark (metodica che abitualmente consente una ripresa più rapida rispetta alla tecnica tradizionale che ormai è stata abbandonata), in assenza di complicazioni come febbre, infezioni della ferita e forti stati di anemia, non vi sono sostanziali differenze rispetto alle donne che hanno avuto parti naturali. Pertanto si può riprendere ad andare in bicicletta non appena si è in grado di muoversi agevolmente. Questo in genere accade dopo dieci giorni dall'intervento, venti per chi ha avuto l'anestesia generale. L'unico problema può essere rappresentato dalla percezione di un piccolo dolore ai muscoli addominali durante le pedalate che, abitualmente, non si avverte più dopo venti giorni dalla nascita del bambino. Anzi, i movimenti che si fanno andando in bicicletta sono particolarmente utili poichè aiutano a ripristinare il tono di questa muscolatura che è stata particolarmente "impegnata" durante la gravidanza, il parto naturale o il taglio cesareo.  

 

a cura del Dr. Rocco Gallicchio
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Esperto in Diagnosi Prenatale - Milano