Gli altri speciali

Aogoi - Video Channel

Intervista alla Dottoressa Mirella Parachini
Specialista in Ostetricia e Ginecologia

 
Aogoi - Video Channel

Intervista al Dottor Davide De Vita
Specialista in Ostetricia e Urologia

 
Calcola la data del parto Calcola la data del parto Le curve di crescita del neonato Le curve di crescita del neonato
Le curve di crescita prenatale Le curve di crescita prenatali L'agenda mamma e bambino L'agenda mamma e bambino
Calcola la lunghezza del feto Calcola la lunghezza del feto La grafia dei nove mesi La grafia dei nove mesi
Calcola il tuo aumento di peso Calcola il tuo aumento di peso Cosa dicono i suoi disegni Cosa dicono i suoi disegni

Inserisci un nome...

e scopri il suo significato »

Nascere

Rassegna scientifica

In questo numero:
La Madonna nell'arte...
e il suo "oggetto interno" »

archivio
premio www     DonnaClick
partecipa al sondaggio

I farmaci più usati in gravidanza

 

Antidolorifici

L’aspirina e il paracetamolo, dopo le vitamine, sono i farmaci più spesso assunti in gravidanza, sia perché non richiedono una prescrizione medica, sia perché molte assunzioni avvengono nelle prime settimane di gestazione prima che la donna si accorga di essere in gravidanza. Nessuna ricerca ha evidenziato un aumento del rischio teratogeno per l’aspirina. Essa può ritardare l'insorgenza del parto, poichè fa diminuire contrattilità uterina, e può causare una precoce chiusura del dotto di Botallo. Da pochi anni l'aspirina a basso dosaggio (75-100 mg al giorno) viene impiegata per la prevenzione della gestosi, dell'iposviluppo fetale  e dell'ipertensione nelle donne a rischio. L’assunzione di salicilati, specialmente se sporadica, non comporta un documentato aumento di incidenza di difetti congeniti. Per le patologie lievi è consigliabile il farmaco di prima scelta rimane il paracetamolo . Non esistono dati concordi sull'uso di altri due farmaci più usati, la noramidopirina l'ibuprofene, anche se non è segnalato un aumento di rischio per il feto.

Anestetici

Non esiste alcuna evidenza di capacità di indurre malformazioni  legata all’esposizione in gravidanza sia ad anastetici locali che per via inalatoria. Per gli addetti alle sale operatorie vi è un lieve aumento del rischio di aborto spontaneo.

top



Antitarmici

-Digossina: non esistono segnalazioni di teratogenicità per questo farmaco  che rimane di prima scelta per il controllo della fibrillazione atriale, del flutter atriale, e della tachicardia sopraventricolare parossistica in gravidanza.

-Chinidina: non sono riferiti potenziali danni teratogeni, anche se più spesso dà effetti collaterali a carico dall’apparato gastroenterico e può stimolare le contrazioni uterine. E’ il farmaco di scelta in gravidanza per il trattamento delle extrasistoli premature, della sindrome di Wolff-Parkinson-White e delle aritmie ventricolari.

-Procainamide: è simile alla chinidina. Può determinare, in caso di trattamento prolungato, una sintomatologia simile al Lupus Eritematoso Sistemico (una malattia autoimmune), pertanto il suo uso va limitato a quelle pazienti che non rispondono alla chinidina.

-Lidocaina, Disopiramide, Verapamil: non esiste alcuna segnalazione e sospetto di teratogenicità, comunque, per questi principi non vi è  una esperienza d’uso in gravidanza.

Betabloccanti

Il Propranolo è Il farmaco più usato come antiaritmico per il trattamento della tachicardia atriale parossistica materna e della tachicardia fetale. Può causare ritardo dell'accrescimento intrauterino, , bradicardia fetale, depressione respiratoria, ipoglicemia e iperbilirubinemia neonatale.

Antiasmatici

L’asma non controllata può dar luogo a ipossiemia e quindi a possibili danni fetali. Durante la gravidanza le forme più gravi tendono a peggiorare, quelle di media entità o più lievi tendono a rimanere stazionare. In generale la condotta del trattamento dell’asma in gravidanza non differisce da quella prevista per altri pazienti e si basa essenzialmente su: beta-Adrenergici, teofillinici, corticosteroidi, e il cromoglicato di sodio. I primi sono i farmaci di scelta in gravidanza per via inalatoria. Il salbuterolo non ha alcun effetto dannoso sul feto, anche se usato per via generale. L’adrenalina dovrebbe essere evitata perché può causare tachicardia fetale.  

Nonostante la teofillina non abbia effeto teratogeno, è opportuno riservarne l’uso alle forme che non rispondono alla terapia inalatoria con beta-adrenergici e corticosteroidi, in quanto, se assunta nelle ultime settimane di gravidanza, può indurre tachicardia e tremori nel neonato.

I corticosteroidi sono una classe di farmaci di estrema utilità nel controllo delle forme di asma più gravi e resistenti alle altre terapie. La via di somministrazione preferibile è quella inalatoria, tuttavia si può somministrare anche per via generale (intramuscolo o endovena) senza aumentare i rischi di malformazione o di altri eventi patologici nel neonato. Essi vengono usati, a bassi dosaggi, anche in alcune forme di aborto ricorrente e per indurre la maturità polmonare del feto in caso di minaccia di parto prematuro.

Il cromoglicato di sodio è indicato nella prevenzione degli attachi di asma allergcio; somministrato solo per via inalatoria, è poco assorbito e probabilmente non passa attraverso la placenta.

top

Antibiotici

Numerose sono le condizioni che richiedono un trattamento antibiotico; la più comune è la presenza di batteri patogeni nelle urine (batteriuria), condizione che riguarda circa il 5%  delle gestanti e che, se non trattata, può evolvere in pielonefrite nel 20-25% dei casi. Frequenti sono anche le infezioni delle prime vie respiratorie, che talvolta possono essere di natura batterica e richiedere un trattamento antibiotico. I principi del trattamento antibiotico in gravidanza non differiscono da quelli standardizzati in generale, il dosaggio è quello raccomandato per gli adulti; se un’infezione deve essere trattata va usato il dosaggio pieno, assicurandosi che la concentrazione ematica del farmaco sia quella effettivamente voluta. I farmaci di prima scelta sono quelli a base di ampicillina, amoxicillina o simili, che possono essere usati anche nel 1° trimestre. Gli altri possono essere usati, quando necessari. Gli unici antibiotici controindicati sono la streptomicina, kanamicina, tetracicline.

Anticoagulanti

Le principali indicazioni per l’uso degli anticoagulanti in gravidanza sono rappresentate dalle necessità di trattare o prevenire le trombosi venose, l'embolia polmonare o nelle pazienti portatrici di valvole cardiache artificiali. Dato che la warfarina ha effetti teratogeni, in caso di necessità, va usata l'eparina o i suoi derivati.

Antidiabetici

Anche se le attuali conoscenze sugli ipoglicemizzanti orali non indicano l’esistenza di una associazione con effetti teratogeni, in caso di diabete della gravidanza è preferibile usare l'insulina .

Antiemetici

Le forme lievi di iperemesi gravidica possono essere curate con misure dietetiche, rassicurando la gestante ed somministrando, eventualmente, farmaci che determina una diminuzione della secrezione gastrica. Solo nei casi di grave iperemesi gravidica, con perdita di peso e vomito incontrollabile, è necessario attuare un trattamento con antistaminici quali la meclizina e la ciclizina che sembrano essere privi di un reale rischio teratogeno. La metoclopramide è stata proposta come farmaco antiemetico di scelta in gravidanza, tuttavia il suo uso routinario non è raccomandabile, perché necessitano studi più approfonditi.


top

Antiepilettici

Le donne affette da epilessia e trattate durante la gravidanza con anticonvulsivanti hanno un rischio doppio di avere bambini malformati rispetto alla popolazione di controllo. Le malformazioni più probabili sono la spina bifida, la labio e/o palatoschisi e le cardiopatie.

Per le donne affette da questo problema è consigliabile seguire questi punti fondamentali:

  • programmare la gravidanza
  • quando è possibile, sospendere il trattamento o passare ad un regime con un solo farmaco, prima del concepimento.
  • assume l'acido folico (vitamina B9) prima del concepimento e fino alla 10^ settimana di gravidanza.
  • I farmaci di scelta sono nell'ordine: il fenobarbital, l'idantoina e la carbamazepina.

Antinfettivi

No è segnalato un aumentato rischio teratogeno per i preparati ad azione antinfettiva, quali sulfamidici, antibatterici, antivirali, e antimicotici. Per i farmaci antitubercolari, in attesa di ulteriori conferme, è consigliabile un atteggiamento di prudenza.

Antipertensivi

L’ipertensione è, indubbiamente, la più frequente complicazione della gravidanza e può essere, a sua volta, associata a gestosi e altre patologie. La metildopa è il farmaco di scelta per il trattamento dell’ipertensione cronica, cioè precedente alla gestazione. I betabloccanti vengono utilizzati preferibilmente nella forma che insorge durante la gravidanza (ipertensione idotta). L'idralazina non viene usata nel 1° trimestre, ma è il prodotto di scelta nelle urgenze. Per quanto riguarda i diuretici, sia la clorotiazide che che la furosemide possono essere somministrati poiché non hanno effetti teratogeni.

Antireumatici

I farmaci come gli steroidi e gli inibitori delle prostaglandine non fanno parte .dei principi a rischio di indurre malformazioni. I secondi, se assunti nelle ultime settimane di gravidanza, possono determinare una precoce chiusura del dotto di  Botallo e conseguente ipertensione polmonare nel neonato.


top

Ormoni

La maggior parte delle sostanze ormonali e, soprattutto i corticosteroidi e gli ormoni ipofisari, non hanno un potenziale effetto teratogeno. Gli estrogeni , quali il dietilstilbestrolo , dato che possono determinare lesioni precancerose e cancerose a carico della vagina, non vengono più usati. Gli androgeni e i progestinici ad azione androgena possono determinare effetti di mascolinizzazione dei feti di sesso femminile, ma  no hanno effetto teratogeno. In caso di gravidanza insorta durante l'assunzione della pillola anticoncezionale, non è segnalato un aumentato rischio di malformazioni fetali purché essa venga sospesa immediatamente e, cioè, prima dell'inizio della fase embrionale. Pertanto, se una donna ha un ritardo mestruale durante l'assunzione della pillola, deve immediatamente fare un test di gravidanza e, se questo e positivo, non deve iniziare un nuovo ciclo.

Psicofarmaci

L'unico farmaco che ha un vero effetto teratogeno è il litio che, pertanto, è assolutamente controindicato in gravidanza e possibilmente sospeso prima del concepimento. Quando è comunque necessaria una terapia farmacologica,  si deve ricorrere agli antidepressivi triclici e alle fenotiazine. Gli ipnotici e gli ansiolitici  più usati sono le benzodiazepine che non  hanno un reale rischio per il feto anche assunti nelle prime settimane di gravidanza.  

 

Fonte bibliografia
Massimo Pagano e Pierpaolo Mastroiacovo in "La prescrizione dei farmaci in gravidanza" - Mc Graw Hill Libri Italia Srl - 1988 - 1997