Video-intervista alla D.ssa Pierangela Castorina
Medico Genetista, Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli, Milano
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Rassegna scientifica
In questo numero: Il simbolico richiamo al bambino del giorno e a quello della notte »
Che cos’è il citomegalovirus (CMV)?» Come avviene il contagio?» Come si manifesta la malattia? Esiste un vaccino? » Esiste una terapia efficace? » Perché l’infezione da CMV può essere importante in gravidanza? » 4 regole d'oro per impedire che il CMV turbi la serenità dell' attesa » Perché è importante rivolgersi a un centro di elevata specializzazione? » Il servizio di Virologia dell' IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia » FAQ. Le domande più frequenti su CMV e gravidanza »
Come si manifesta la malattia?
L’infezione primaria
Generalmente l'infezione primaria da CMV decorre asintomatica, cioè il virus non dà alcuna sintomatologia evidente. Solo raramente possono comparire febbre e stanchezza, linfosplenomegalia (ingrossamento dei linfonodi e della milza), aumento delle transaminasi e dei globuli bianchi nel sangue (sindrome similmononucleosica).
In un buon numero di persone l'infezione primaria da CMV può manifestarsi anche solo con uno dei seguenti sintomi (in ordine decrescente di frequenza):
L'infezione primaria si risolve man mano che l'organismo sviluppa una risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi (IgG e IgM) e cellule (linfociti) in grado di contrastare il virus (risposta immune specifica). Gli anticorpi di tipo M (IgM) rappresentano la prima risposta all'infezione. La loro durata è però limitata nel tempo; infatti, generalmente non sono più evidenziabili a distanza di 3-6 mesi dall'infezione. Al contrario, gli anticorpi di tipo G (IgG) una volta prodotti permangono per tutta la vita.
L’infezione riattivata
Il virus, però, nonostante la risposta immune, non viene eliminato dall'organismo. Esso, infatti, rimane latente (ovvero presente come patrimonio genetico inattivo) in alcuni tipi di cellule del nostro organismo. Occasionalmente, il virus può riprendere la replicazione (riattivazione o infezione riattivata) in qualche organo (reni, ghiandole salivari, ghiandole mammarie, collo dell'utero, prostata), con conseguente eliminazione di virus con urine, saliva, latte, secreto cervicale o sperma, sempre però in assenza di sintomi (eliminazione asintomatica del virus).
I soggetti con infezione riattivata, non essendo a conoscenza della infezione in corso, contribuiscono alla diffusione del virus: infatti, le riattivazioni sono diagnosticabili solamente grazie alla dimostrazione della presenza del virus in campioni come urine, saliva, latte materno, sperma, secreto cervicale. Per quanto appena detto, non sono attuabili misure affidabili di prevenzione: un soggetto non immune può venire a contatto con molte persone che eliminano il virus, contraendo così l'infezione. A questo riguardo, non si può far altro che mettere in pratica alcune misure igieniche preventive (lavarsi accuratamente le mani, evitare i contatti con le secrezioni dei bambini), soprattutto nell'accudire bambini in età prescolare. Occorre però sempre tenere presente che sono necessari contatti stretti e prolungati affinché la trasmissione avvenga.
Riassumendo, per una persona sana (immunocompetente) l’infezione da CMV è un po' come un silenzioso compagno di vita che si acquisisce una volta per sempre, e che non dà praticamente mai segno di sé, se non intervengono condizioni che debilitano il sistema immunitario del soggetto stesso (trapianto o infezione da HIV non curata).