L’apparato digerente
Alcune modificazioni significative in gravidanza:
In gravidanza vi sono notevoli variazioni della funzionalità gastro-intestinale, alcune tipiche del primo trimestre, mentre altre si instaurano nel secondo trimestre e hanno una minore entità nell’ultimo periodo di gestazione.
- Variazioni dell’appetito (aumento),
- Variazione del senso della sete (aumenta)
- Variazione del desiderio (predilezione o avversione) per alcuni cibi, bevande, odori
- Sviluppo di tendenze alimentari abnormi (sapone, carbone, colla, ecc.)
- Gengive edematose, facile sanguinamento e formazione di epulidi
- Demineralizzazione dei denti e carie (controversi)
- Aumento della salivazione (più apparente – difficoltà a deglutirla)
- Aumento del reflusso gastro-esofageo con pirosi per riduzione del tono dello sfintere esofageo inferiore (azione del progesterone)
- Diminuzione della secrezione gastrica (ipocloridria), del tono e della motilità (difficoltà digestiva – aumento del tempo di svuotamento fino a 8-9 ore dopo il pasto - digestione lenta - nausea)
- Riduzione del tono e della motilità dell’intestino tenue
- Non variano la capacità digestiva e dell’assorbimento di sostanze nutritive, tranne che per il ferro che aumenta
- Riduzione del tono e della motilità anche a livello del colon
- aumento dell’assorbimento dell’acqua con conseguente stipsi
- colecisti ipotonica (cistifellea pigra) con svuotamento rallentato con maggiore probabilità di formazione di calcoli
I disturbi più frequenti
– senso di bruciore retrosternale che risale fino alla faringe. Molto frequente (50% delle gravide ne soffre) favorito dalla formazione di ernie diaframmatiche con reflusso. E’ necessario assumere una posizione semiseduta durante il sonno, frazionare i pasti, non idossare abiti stretti e ingerire antiacidi. Atropina, prostigmina ed eserina solo in casi gravi.
- Tra i più frequenti disturbi della gravidanza, sono probabilmente causati da un ormone secreto dalla placenta, la gonadotropina corionica (HCG), cioè l'ormone che si dosa nei test di gravidanza. Essi, quindi, sono tanto più probabili quanto più alti sono i livelli di HCG e, perciò, più intensi nei primi tre mesi di gravidanza (con un picco al secondo mese) e nelle gravidanze gemellari.
Fortunatamente, molte donne non hanno nausea o hanno solo sintomi minimi; fattori psicologici negativi tendono ad accentuarli. Ad ogni modo, in concomitanza con la diminuzione dei livelli di HCG, la nausea e il vomito si attenuano fino a scomparire dopo il 3° mese.
Di solito questi disturbi, preceduti da un senso di vuoto allo stomaco, sono più accentuati al mattino e possono essere scatenati dalla vista o dall'odore di particolari cibi o sostanze. Spesso si associano a cambiamento del gusto e ad un apparente aumento della salivazione, in quanto la donna non riesce a deglutire la saliva normalmente prodotta dalle ghiandole salivari. Paradossalmente vengono chiamati disturbi simpatici, dal nome del sistema nervoso autonomo (o sistema simpatico) che li regola.
Si distinguono i vomiti precoci (dei primi 3 mesi), dovuti alla cosiddetta neurovegetosi della gravidanza, da quelli tardivi che sono più rari e possono essere legati a vere patologie.
Quali sono i possibili rimedi?
- Evitare i liquidi, soprattutto a colazione e a stomaco vuoto
- Ingerire cibi secchi, come biscotti, fette biscottate e crackers
- Non mangiare cibi non graditi, anche se fanno bene. E' facile ad esempio che si sviluppi un'avversione per la carne
- Cercare di fare pasti piccoli e frequenti
- Quando le nausea è particolarmente intensa e la presenza di vomito ostacola l'alimentazione, il ginecologo può decidere di prescrivere farmaci antinausea. Questi non vanno presi senza il controllo del medico, anche se la letteratura più recente indica che alcuni di questi possono essere assunti anche nel periodo embrionale.
- Cambiare ambiente! Spesso, infatti, le persone vicine con le loro attenzioni e premure finiscono per peggiorare questi sintomi
- Se una donna ha avuto nausea e vomito accentuati durante la prima gravidanza non deve disperarsi, perché non è detto che si ripresentino anche nelle successive!
- E' un problema piuttosto frequente (riguarda il 50% delle donne in dolce attesa) che, di solito, inizia già nelle prime fasi della gravidanza e tende ad accentuarsi nelle persone predisposte. Probabilmente è causato dagli alti livelli circolanti di progesterone, ormone che riduce la motilità gastrointestinale, e dalla compressione esercitata dall'utero sul retto. L’aumento dell’assorbimento dell’acqua a livello del colon è rappresenta un ulteriore fattore peggiorativo.
Quali sono i possibili rimedi?
- Aumentate il consumo di frutta e verdura, crude o cotte. Ad esempio, cercate di mangiare un minestrone tutti i giorni. La crema di carote casalinga è un ottimo rimedio
- Assumete farinacei integrali, al posto di quelli raffinati
- Aumentate il consumo di liquidi
- Aggiungete alla dieta crusca o altre fibre, che aumentano il volume delle feci
- Fare più di moto: camminare almeno mezz'ora tutti i giorni
- Se questi rimedi non sono sufficienti ed è necessario usare un lassativo, scegliere quelli che agiscono aumentando il volume della feci, come zuccheri non assorbibili e mucillagini, e non quelli che agiscono con un effetto stimolante la mucosa intestinale.
- disturbo poco frequente, a volte causato dalle terapie per la stipsi. Spesso causata da uno squilibrio neurovegetativo o dall’ipocloridria gastrica. Naturalmente è sempre meglio escludere con la coprocoltura eventuali malattie infettive. Durante il travaglio può essere dovuta ad una stimolazione ormonale tipica che precede la stimolazione del miometrio.
- Le emorroidi sono causate dalla dilatazione delle vene che circondano l'ano. In gravidanza possono comparire o aggravarsi sia per la stitichezza sia per l'ostacolo alla circolazione venosa, determinato dall'utero che cresce. Se si infiammano, possono sanguinare e dare dolori anche molto intensi, soprattutto durante l'evacuazione.
Quali sono i possibili rimedi?
- evitare i cibi piccanti, che rendono irritanti le feci
- cercare di andare di corpo regolarmente
- mettere in atto una terapia specifica a base di creme, pomate o unguenti (con idrocortisone, fenilbutazone, eparina e anestetici) – in alcuni casi può essere necessario utilizzare analgesici, antinfiammatori
- fare, una o più volte al giorno, semicupi di 15-20 minuti con acqua calda più euclorina o amukina. Questo, contrariamente al trattamento con ghiaccio, è un ottimo rimedio antidolorifico e antinfiammatorio

Malattie gastrointestinali che subiscono una modificazione in gravidanza:
- – ha la stessa frequenza che fuori gravidanza. Più facile da riconoscere nei primi 3-4 mesi. Nei casi complicati il trattamento è sempre chirurgico
- – le ernie di piccola entità sono molto più frequenti in gravidanza (5-10% delle gestanti) e si accentuano con il passare dei mesi per l’aumento della pressione addominale legata alla crescita dell’utero. Anche l’aumento del progesterone e di un’altra sostanza (relaxina) favoriscono il rilassamento del tono muscolare del diaframma. La terapia si basa sull’impiego di sostanze alcaline, eserina, prostigmina e spasmolitici). Difficilmente è necessario ricorrere ad un intervento chirurgico.
- – molto rara (1/25.000), può migliorare in gravidanza tra la 10^ e la 16^ settimane e peggiorare verso la fine della gravidanza e dopo il parto per fattori ansiogeni. Sono necessarie norme dietetiche e a volte bismuto e atropina.
- – non c’è una regola fissa, ma a volte durante la gravidanza migliora il quadro. La terapia cortisonica può presentare gli stessi problemi che fuori gravidanza.
- – caratterizzato da dolori addominali e alterazioni della defecazione con dierree intermittenti alternate a periodi di stipsi. La diagnosi si fa dopo esclusione delle altre patologie intestinali. La terapia si basa principalmente sulla dieta ricca di fibre (crusca di frumento e di cereali) e sull’ingestione di cibi a base di farine integrali. Un effetto analogo si ottiene con i cosiddetti lassativi “di massa” (metilcellulosa). Le capsule a base di olio di menta piperita sono efficaci sui dolori intestinali.
- – la gravidanza influenza in modo sfavorevole la malattia. Il ridotto assorbimento di calcio, ferro e potassio devono essere corretti farmacologicamente.
a cura del Dr. Rocco Gallicchio
Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Esperto in Diagnosi Prenatale - Milano
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