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Diventare genitori: condivisione o divisione?

 

Un uomo, una donna, una coppia prima, una famiglia dopo: è questo l'iter consueto che seguono due persone che si amano, che creano una squadra e danno vita a una famiglia completa.
Unirsi significa concentrare il più possibile le affinità, le differenze, gli interessi, le passioni, gli impegni e le responsabilità, significa progettare un futuro spesso incerto ma ricco di speranze, perchè a farlo si è in due.
Ogni coppia sente, o prima o dopo, il bisogno di concepire un figlio, di allargare questa dualità perfetta, e quando succede non c' è nulla di più appagante.

La gravidanza tuttavia rappresenta già di per sé una fase di netto cambiamento per entrambi: la donna avverte delle trasformazioni sempre più radicali non solo fisicamente ma anche interiormente, il corpo si modifica in base alle esigenze del bambino, la mente viene inondata di pensieri, ansie, entusiasmi del tutto normali e fisiologici.

Senza che nessuno lo decida il rapporto di coppia si assesta su equilibri ben diversi da prima e il senso di responsabilità e preoccupazione modifica la quotidianità: iniziano i progetti concreti!
Preparativi, abiti prèmaman, babyshopping, ecografie che fanno sussultare il cuore dalla gioia... e poi... e poi arriva lui-lei, meraviglioso esserino che ha saputo trasformare quei fidanzati in veri e propri genitori.

L'arrivo di un figlio è un crocevia di prove, di esperimenti, di impegni e spesso di fatiche che mettono frequentemente in secondo piano la vita di coppia: pannolini, bagnetti, pianti, coliche, notti in bianco, lunghe poppate, innumerevoli lavatrici di body e tutine... è tutto bellissimo, ma quanto sono lontane le lunghe dormite della domenica mattina, gli aperitivi con gli amici, le serate intime!

È proprio qui che un uomo e una donna si trovano a fare un bilancio di quella famosa complicità di cui parlavamo prima. Non esiste una percentuale assoluta, ma nella maggior parte dei casi la stanchezza gioca brutti scherzi e si arriva a litigare, a essere sempre tesi e nervosi trascurando tutte quelle piccole cose che rendono la quotidianità di marito e moglie un mondo meraviglioso e sereno.
Essere genitori non implica solo delle rinunce, dei sacrifici, ma richiede una grande forza mentale e una solida collaborazione fra l'uomo e la donna, e non mi riferisco solo alla suddivisione dei ruoli.

Senza dubbio questi ruoli hanno un alto valore per il benessere della famiglia: la mamma sta a casa col figlio (anche solo per i primi tempi) e il papà lavora fuori, ma la sera deve rappresentare un momento di unione profonda, non un' occasione di scontri motivati dalle reciproche stanchezze, peraltro molto differenti.
La “perfezione” la si può raggiungere quando, in un clima di grande serenità e rispetto, entrambi i genitori uniscono le forze per comunicare, aiutarsi vicendevolmente, coccolarsi, giocare con il piccolo, lasciando sempre al primo posto quella che è la coppia, senza la quale un bambino non sentirebbe di trovarsi in una famiglia calda e accogliente.
Condividere e non dividere i ruoli, condividere e non dividere i compiti, condividere e non dividere le esperienze: non è un vademecum ma una strategia con cui si può affrontare tutto, dalla gioia più grande del primo sorriso alla fatica più assoluta dell'essere dei buoni genitori.

 

a cura della Dott.ssa Maria Chiara Salvatico
Pedagogista
13 giugno 2008