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L’importanza di sapere la data del concepimento

 

È molto importante sapere quando è stato concepito il bimbo che si porta in grembo.  Per questo i più moderni e sofisticati test di gravidanza riportano anche un indice di concepimento, che stima le settimane di gestazione.
Commenta Maria Bonaria Selenu, Presidente della Fondazione Benessere Donna Onlus, da anni impegnata in campagne di informazione per promuovere la salute delle donne: «Nelle attività di sensibilizzazione che facciamo sui temi della salute riproduttiva, gravidanza e puerperio, abbiamo riscontrato spesso il bisogno di risalire alla data del concepimento. Un desiderio da interpretare come dato positivo, a fronte però della limitata conoscenza generale delle donne sulla propria salute riproduttiva».

«È necessario fornire alle donne strumenti e informazioni che le rendano capaci di valutare e gestire in modo responsabile e autonomo la propria attività riproduttiva – aggiunge Gian Benedetto Melis, Fondatore della Onlus sopracitata e Direttore della Clinica Ginecologica Ostetrica  e di Fisiopatologia della Riproduzione Umana all’Università degli Studi di Cagliari - La maggior parte delle donne è consapevole di quanto sia importante conoscere la data del concepimento, sia nell’ambito di una corretta programmazione della propria attività lavorativa, sia per salvaguardare l’evoluzione della gravidanza stessa. La donna infatti ha nel suo “intimo” un immediato e importante istinto di protezione nei confronti del prodotto del concepimento. Non appena sa di essere incinta, anche la donna più impegnata e più dedita alla carriera non esita a cambiare stile di vita e ad adattare i suoi ritmi al suo nuovo stato fisico, prendendo tutte le precauzioni necessarie affinché la gravidanza evolva nella maniera più sana possibile».  

Un esempio è rappresentato dall'acido folico, di cui la maggior parte delle donne conosce l’importanza dell’assunzione precoce in gravidanza. Se non si ha un chiaro ricordo del calendario mestruale non si è, tuttavia, in grado di assumerlo tempestivamente, qualora si fosse instaurata la gravidanza. Inoltre, tutte le donne sono informate del fatto che è necessario smettere di fumare e di assumere alcolici e di rivolgersi a un medico specialista fin dall’inizio della gravidanza. 

Ma sapere da quanto tempo si è incinta aiuta anche su altri fronti, per esempio a organizzare la propria vita familiare e lavorativa, pianificando il congedo di maternità e informando il datore di lavoro. Infine, da ultimo ma non per importanza, l’aspetto più intimo e affettivo di questa dolce scoperta: informare il partner che diventerà papà e, successivamente, coinvolgere anche la famiglia, gli amici e tutti gli affetti più cari.
Inoltre, racconta ancora Maria Bonaria Selenu: «Risalire alla data del concepimento è utile anche in quei casi in cui la paternità è incerta per via di una situazione affettiva instabile della donna o di una sua promiscuità recente».

E, se abbiamo capito che sapere il periodo del concepimento è importante, è altrettanto utile, in fase pre-concezionale, conoscere i propri ritmi fisiologici per poter individuare il periodo giusto del mese in cui avere rapporti. Da indagini recenti è emerso infatti che una coppia su due cerca di concepire un bambino nel momento sbagliato (Gfk Roper Study 2005), in quanto, come emerso dalla ricerca, molte donne non conoscono il proprio ciclo mestruale oppure non sono a conoscenza dei meccanismi sottostanti la fertilità femminile. «Ci sono ancora molte donne che non sanno che il periodo migliore per concepire è dato dai giorni immeditamente precedenti o successivi all’ovulazione, che includono l’ovulazione stessa – afferma il professor Melis – A causa di questa mancata conoscenza, capita persino che alcune coppie si convincano di avere problemi di sterilità solo perché magari per mesi hanno avuto rapporti nel periodo sbagliato». 






     
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