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La dimensione psichica della gravidanza

Gli studiosi che si sono occupati degli aspetti psicologici della gravidanza, concordano sul riconoscere che la gravidanza, in particolare la prima, rappresenta un momento di svolta irreversibile nella vita di una donna.
L'avviio di questo evento è preceduto da due importanti aspetti: il desiderio di gravidanza che induce la donna a cercare prevalentemente delle conferme narcisistiche rispetto al propria capacità corporea di generare, e il desiderio di maternità che è legato all'identità della donna e al significato che ha per lei divenire madre.
Ciò distingue ogni donna nel suo disegno procreativo, dove ognuna porta con sé il proprio vissuto, il proprio istinto e l'esperienza personale che la contraddistingue dalle altre, rendendo questo evento unico e irripetibile, anche se ha già avuto altre gravidanze.
Per questo la gravidanza diventa un'importante conferma del proprio sentimento di identità.
Il bipolarismo che accompagna questo evento riguarda due momenti; quello della maturazione, motivato dalla spinta a raggiungere un ruolo nuovo e a concretizzare la propria progettualità, superando la funzione narcisistica del desiderio tipico della fase che la precede, e quello regressivo, associato ad un maggior bisogno di sicurezza e di affetto per poter gestire l'ansia che accompagna questo processo trasformativo che induce la donna ad abbandonare una condizione conosciuta per affrontarne una completamente nuova.
Un buon equilibrio tra questi due momenti permette alla donna di vivere la gravidanza in modo armonico, in questo prevale l'accettazione e contemporaneamente la capacità di gestire le proprie ambivalenze (lo desidero e contemporaneamente lo rifiuto per paura). A differenza, quando predomina la componenete regressiva, la donna si trova di fronte a una maggior difficoltà nell'adattarsi a questa nuova realtà e se l'ambivalenza prevale, può avvertire su un piano psicologico maggiori ansie e senso di insicurezza, una maggior vulnerabilità o nell'ambito somatico il persistere dei distrubi tipici dei primi mesi di gravidanza come nausee, vomito ecc.
Un altro fattore importante riguarda le trasformazioni del corpo che la gravidanza implica. Esse richiedono una ristrutturazione dell'immagine corporea di sé, sia nella "rappresentazione mentale" (le rappresentazioni del proprio corpo nella mente, delle persone significative della propria vita, le rappresentazioni che rispecchiano i modelli socioculturali dominanti) che nella sua "dimensione percettiva", considerando in particolare il cambiamento della percezione dello spazio interno che da vuoto diventa pieno della presenza del bambino, non solo nella sua dimensione fisica ma anche in quella relazionale, così come il cambiamento della percezione dei confini corporei entrambi influenzate dalla propria esperienza emotiva che induce la donna ad un complesso lavoro di elaborazione interna.
La gravidanza non rappresenta solo una conferma della propria identità, ma richiede anche l'identificazione in un nuovo ruolo che permette la scoperta di potenzialità individuali e nuove relazioni affettive.
Durante la gravidanza la donna mette in atto un processo di riorganizzazione, non solo degli spazi esterni ma soprattutto di quelli interni per permettere il crearsi di un'immagine mentale del proprio bambino e di sé come genitore capace di accoglierlo nel momento in cui farà il suo ingresso nel mondo reale al momento della nascita.

D.ssa ANNA BARBERO
Psicologa e psicoterapeuta, Milano

     
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