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Consente la visione diretta del feto con uno strumento a fibre ottiche, che viene introdotto nella cavità amniotica.
La fetoscopia è stata abbandonata sia perché gravata da un'alta percentuale d'aborti, sia perché l'elevata definizione delle apparecchiature ecografiche attuali consente di diagnosticare le stesse malformazioni senza alcun rischio di aborto.
Il prelievo del sangue fetale, che è stato in passato la principale indicazione di questa metodica, è oggi eseguito con la cordocentesi.
Anche la biopsia fetale, in precedenza eseguita tramite fetoscopia, è ora effettuata con la guida ecografica.
La placentocentesi
È una metodica poco utilizzata attualmente; preservando l’integrità del feto, consente il prelievo di sangue fetale per la diagnosi precoce delle emoglobinopatie e di altre malattie ematologiche
Con una tecnica simile all'amniocentesi, e sotto guida ecografica, viene aspirato sangue misto a liquido amniotico, dopo aver punto con l'ago i vasi della placenta.
L'amnifiltrazione
L’amnifiltrazione consiste nell'aspirazione di liquido amniotico che viene filtrato a livello extra-corporeo dallo stesso strumento e immediatamente riposto nella cavità amniotica.
Per l'analisi citogenetica è sufficiente un solo centimetro cubico di liquido amniotico che, molto ricco di cellule fetali, rimane nella siringa.
Il vantaggio principale è la precocità della diagnosi, ottenibile mediamente in 14 giorni dalla 10ª settimana, con un rischio d'aborto del 1.7%.
La celocentesi
Consiste nella possibilità di ottenere, tra 6 e 10 settimane, liquido dalla cavità celomatica (quella che avvolge la cavità amniotica) con l'inserimento di un ago per via vaginale.
La tecnica, a tutt'oggi sperimentale, è limitata alla diagnosi di poche malattie (aneuploidie dei cromosomi X, Y, 13, 18 e 21).
Il flusching transcervicale
È un'altra tecnica sperimentale che consente di prelevare, con un tampone sterile di cotone, cellule "esfoliate" dalla placenta e presenti nel collo dell'utero.