I principi dell'esame
L'ecografia si basa sull'impiego degli ultrasuoni, onde meccaniche ad alta
frequenza (oltre 20000 oscillazioni il secondo), non percepibili dall'orecchio
umano.
Gli ultrasuoni sono soggetti alle stesse leggi delle onde sonore e, pertanto, quando incontrano un ostacolo, in parte ne sono riflessi (onde di ritorno o echi, da cui deriva il termine ecografia) ed in parte l'oltrepassano per diffondersi alle strutture sottostanti.
Gli echi ritornano alla sonda che li ha emessi e da qui sono trasmessi all'apparecchio e trasformati in punti, più o meno luminosi, che si dispongono sullo schermo in modo perfettamente corrispondente alla struttura da cui prendono origine.
La luminosità dei punti è direttamente proporzionale alla
densità dei tessuti da cui provengono.
Pertanto le strutture a contenuto liquido e con bassa densità (come
il liquido amniotico) saranno prive di echi ed appariranno sullo schermo dell'ecografo
di colore nero. Quelle solide (quali le ossa) saranno invece ricche di echi,
in altre parole bianche, in quanto riflettono tutti gli ultrasuoni.
Tra questi due estremi c'è tutta la gamma intermedia di densità
dei tessuti.
Le immagini ecografiche si presentano con una scala progressiva di
toni, direttamente proporzionale alla densità degli organi.
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