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L'ambiente vaginale

La vagina Ŕ l'organo femminile dell'accoppiamento, un canale virtuale che si distende durante i rapporti sessuali ed Ŕ situata tra la vulva e il collo dell'utero. Ha una lunghezza che nella donna adulta varia tra 7 e 12 cm, delimitata all'esterno dall'imene e in alto dalla cupola vaginale sulla quale si inserisce il collo dell'utero. All'interno Ŕ rivestita da una mucosa priva di ghiandole proprie ma che subisce ugualmente modificazioni durante le varie fasi del ciclo. Il liquido che si forma nel canale vaginale (chiamato fluor) Ŕ generato dalla trasudazione dei vasi che la circondano e in parte dalle ghiandole del canale cervicale.

I genitali esterni sono invece composti dal monte di Venere (il tessuto che sovrasta il pube), le grandi e piccole labbra che racchiudono l'ingresso della vagina e il clitoride, tutti ben visibili dall'esterno. La fossetta navicolare Ŕ la parte racchiusa tra le labbra verso l'ano, invece anteriormente alla vagina sbuca l'uretra (il canale che porta l'urina all'esterno). Le ghiandole del Bartolini, che producono un liquido lubrificante molto utile durante i rapporti sessuali, sono nascoste sotto le grandi labbra e sbucano alla base delle piccole labbra. L'imene Ŕ una membrana mucosa che occlude parzialmente l'ingresso della vagina.

Questa dettagliata descrizione Ŕ importante per una chiara comprensione dei fenomeni fisiologici che si svolgono a livello delle strutture menzionate e per capire meglio il significato dei termini impiegati per le singole patologie. Spesso, e non solo tra le donne, l'ambiente vaginale viene confuso con quello dei genitali esterni quando, ad esempio, si parla di flora saprofitica (rappresentata dai bacilli che normalmente risiedono in vagina) e di pH (grado di aciditÓ) dei genitali.


Variazioni dell'ambiente vaginale nell'arco della vita di una donna

Fonte:Mod da Pescetto et al. Manuale di Ginecologia ed Ostetricia
Ed. SocietÓ Editrice Universo, Roma, III ristampa corretta ed aggiornata, 1992

Le caratteristiche dell'ambiente vaginale nelle diverse età e in gravidanza sono condizionate soprattutto dalla presenza degli estrogeni.

Il pH, ovvero il grado di acidità, può essere misurato in vari modi. Il più semplice è quello con la cartina al tornasole che impiega una semplice scala graduata di colori per vedere il grado di acidità o basicità di una determinata secrezione. È già noto sin dal lontano 1837 che il pH della vagina è tendenzialmente acido (ed è compreso tra 4 e 4,5) ma la sua intensitÓ varia durante le fasi del ciclo ormonale ed Ŕ diverso al momento della nascita rispetto alla pubertÓ, l'etÓ fertile e la menopausa.

Il valore di pH in ogni momento Ŕ determinato dalla commistione delle sostanze che compongono il fluor vaginale, che ha una funzione di lubrificazione e di difesa verso gli agenti infettivi. Si pensa che l'aciditÓ sia dovuta con ogni probabilitÓ alla trasformazione del glicogeno - uno zucchero contenuto nelle cellule della mucosa vaginale - in acido lattico da parte dei lattobacilli (anche chiamati bacilli di Döderlein o lattobacilli acidofili), che nell'insieme rappresentano i principali (ma non gli unici!) costituenti della flora fisiologica vaginale e sono i più importanti responsabili della difesa dell’ambiente vaginale.

L'ecosistema vulvo-vaginale,
la flora batterica residente o saprofitica e il pH lievemente acido sono tutti elementi che rappresentano un'efficace barriera naturale di difesa contro le infezioni vaginali.

Quando i bacilli di Döderlein vengono sopraffatti, cambia il pH vaginale, i germi patogeni prevalgono e si instaurano le infezioni. Oggi si parla più di ecosistema vaginale, concetto che esprime meglio l’interazione tra gli organismi e l’ambiente i cui essi vivono e si pensa che vi siano cambiamenti nel corso delle varie fasi della vita della donna, dalla nascita alla menopausa. A livello dei genitali esterni il pH è circa 4.3 e sono presenti gli stessi germi che si trovano a livello degli altri distretti cutanei del corpo, come lieviti (pityrosporum ovale e candida albicans) e batteri sia aerobi (stafilococchi, micrococchi che possono vivere in ambiente ricco di ossigeno o aerobio) che anaerobi (propionibacterium acnes che vive in anaerobiosi, cioè in assenza di ossigeno).