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Per puerperio si intende il periodo che va dall'espulsione della placenta a circa 6 settimane dopo il parto. Durante questo periodo l'apparato genitale e il corpo in generale tornano gradualmente allo stato normale, a eccezione del seno che svolge l'importantissima funzione dell'allattamento.

I giorni in ospedale

Dopo un parto per via vaginale resterete per circa un paio d'ore in osservazione in prossimità della sala parto distese su un lettino. Se il bambino non ha problemi ve lo lasceranno vicino, ed insieme a voi potrà stare anche il papà e potranno venire a salutarvi per qualche minuto anche gli altri familiari.

Le prime ore di vita del piccolo sono le più gratificantI per iniziare a instaurare un rapporto con lui, per dare il via al vostro legame affettivo. (Vedi Le prime 24 ore dopo il parto nel canale La Nascita)
Già nelle prime ore potete cominciare ad attaccare il bambino al seno, perché la suzione favorisce la montata lattea. Non appena avrete preso in braccio il bambino, avvicinatelo al seno e sfiorategli la guancia con il capezzolo: si girerà istintivamente per afferrarlo. Se si mostrasse pigro o riluttante fategli cadere qualche goccia di colostro sulle labbra per indurlo a succhiare. Il vostro compagno potrà eventualmente aiutarvi reggendo la testa del bambino per fare sì che voi troviate la posizione più comoda e naturale per allattarlo.

Il personale, intanto, registra la nascita chiedendovi i dati anagrafici e il nome che volete dare al bambino. Attenzione se siete ancora indecisi, questa è l'ultima occasione che avete di cambiare il nome del vostro piccolo! Al neonato viene applicato un braccialetto su cui sono indicati il nome, il numero del parto e la data di nascita. Prima di lasciare l’ospedale per tornare a casa potete chiedere di averlo: quando il bambino sarà cresciuto, proverete una grande tenerezza nel vedere com’era piccolo il suo polso.

Se state consultando questo argomento prima del parto e non avete ancora deciso il nome oppure volete sapere qualcosa in merito a quello che avete scelto, potete consultare il nostro database sui nomi che vi fornirà notizie circa l'etimologia, la data dell'onomastico e altre curiosità.

Questo periodo di osservazione serve soprattutto a controllare che temperatura, frequenza cardiaca, pressione arteriosa e la perdita di sangue siano nei limiti normali. Dopo circa un paio d'ore arriverà l'ostetrica, che esaminerà la quantità della perdita e con discreta energia vi schiaccerà il basso ventre per valutare la perdita di sangue e controllare se l'utero è contratto. Se va tutto bene, a questo punto vi porteranno in barella nella vostra camera, dove riceverete alcune indicazioni pratiche: quando e come alzarvi nei giorni successivi, gli orari delle poppate etc. Se ve la sentite potete alzarvi anche subito per andare in bagno e lavarvi: la prima volta fatelo lentamente e in presenza di qualcun altro che possa sostenervi nel caso abbiate un abbassamento di pressione. Se avete fame o sete, potete mangiare e bere anche subito qualcosa di leggero. Cercate di farvi una bella dormita e svegliatevi dopo qualche ora. Quando vi alzate, mettete una guaina per sostenere la muscolatura addominale che è molto rilassata. Dovete smaltire la tensione del parto.

In alcuni ospedali per qualche giorno dopo il parto vengono somministrati farmaci per far contrarre l'utero. Nelle donne che non possono allattare si somministrano farmaci per inibire la lattazione, e viene praticata la profilassi anti-D con un'iniezione intramuscolare di siero, per le donne con Rh negativo se hanno avuto un bimbo Rh positivo (Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla trattazione del Test di Coombs). Se vi è stata praticata l'episiotomia avrete dolore o fastidio nella zona perineale. Abbiate pazienza, starete molto meglio quando vi toglieranno i punti! L'ostetrica controllerà giornalmente la ferita e vi insegnerà come tenerla pulita. Se ci sono punti con materiale non riassorbibile, di solito vengono rimossi dopo 4-5 giorni, prima della dimissione. Anche le eventuali emorroidi possono dare parecchio fastidio dopo il parto; se vi fanno male, chiedete all'infermiera di darvi una pomata.

In alcuni ospedali è previsto che il neonato stia in una culla nella stanza con la mamma (rooming-in). Naturalmente questo è possibile solo se vi sono delle camere singole o doppie; in questo caso solo il papà può entrare nella stanza, per evitare che il bambino venga a contatto con troppe persone.

Dopo un taglio cesareo invece la degenza è un po' più lunga, con un ricovero di 5-7 giorni. Se avete fatto l'anestesia generale, per qualche ora vi sentirete piuttosto confuse, e rimarrete in uno stato di dormiveglia, mentre sarete del tutto coscienti se avete avuto l'anestesia spinale o peridurale. Il disturbo più frequente dopo l'intervento è rappresentato da dolori addominali, determinati dalla ferita e dalle contrazioni dell'utero che si sta rimpicciolendo; nei casi in cui il dolore è insopportabile, il medico vi somministrerà un antidolorifico. In alcuni reparti, inoltre, vengono somministrati antibiotici in dose unica o per qualche giorno. Per 1-2 giorni verrete nutrite per via endovenosa, ma potrete cominciare a bere piccole quantità di liquidi già qualche ora dopo l'intervento. Dopo un paio di giorni potrete mangiare qualcosa di leggero per passare, gradualmente, verso il 3° giorno ad un'alimentazione normale. Vi aiuteranno ad alzarvi il giorno dopo l'intervento, perché è importante riattivare la circolazione degli arti inferiori per evitare embolie. Soprattutto dopo un cesareo, è utile indossare una guaina elastica, per ridurre lo sforzo cui sono sottoposti i muscoli. Nel giro di 4-5 giorni riprenderete a muovermi normalmente. La ferita viene controllata tutti i giorni e, in alcuni casi, dopo 5 giorni si comincia a togliere qualche punto e dopo 7 giorni, se non ci sono complicazioni, si tolgono tutti. Invece dei punti ci possono essere delle graffette di metallo, oppure una sutura continua che, se è in materiale riassorbibile, non va rimossa. La montata lattea avviene normalmente anche in caso di taglio cesareo.

Durante la degenza in ospedale le infermiere della nursery danno ai genitori molti utili consigli di puericultura: insegnano alla mamma e al papà come si cambia il pannolino, come si veste il bimbo, come gli si fa il bagnetto, come si medica il moncone dell'ombelico, come si fa la pesata. Questo è molto importante perché i bambini sembrano ai neo-genitori delle cose fragilissime e pericolosissime da maneggiare, quindi se si comincia a prendere dimestichezza già in ospedale si riducono le crisi di panico tra le mura domestiche. Le puericultrici insegnano alla mamma anche come fare ad allattare: la posizione da assumere, come attaccare il bambino, cosa fare se il bimbo non vuole succhiare, e vari altri trucchi del mestiere. Per ulteriori informazioni vi rimandiamo alla sezione Il neonato.