La cura dell'igiene personale
Durante le sei settimane che seguono il parto (puerperio) l'apparato genitale e il corpo in generale tornano gradualmente allo stato normale, a eccezione del seno che svolge l'importantissima funzione dell'allattamento. Si tratta di un momento molto delicato, durante il quale la donna subisce alcune modificazioni importanti del corpo e degli ormoni ma, soprattutto, è sottoposta a una “tempesta” psicologica davvero rilevante poiché si deve confrontare
con la nuova realtà di essere diventata mamma.
Durante il puerperio non sono meno importanti i problemi connessi alla ripresa
di alcune funzioni corporali e all’igiene personale.
Nei giorni immediatamente successivi alla nascita del bambino tutte le donne
hanno perdite di sangue piuttosto abbondanti (lochiazioni),
simili a mestruazioni, che durano circa una settimana. Poi, per tutto il primo
mese e, a volte, fino al ritorno delle mestruazioni vi possono essere ancora
lievi perdite di colore rosato o marrone scuro. Durante il periodo di degenza
le ostetriche eseguono delle irrigazioni vaginali con una sostanza iodata
diluita in soluzione fisiologica, ma non tutti gli ospedali seguono questa
prassi. Questo serve per facilitare la fuoriuscita delle perdite che vengono
dall’utero e prevenire così un ristagno delle stesse, fattore
che potrebbe facilitare l’insorgenza di infezioni vaginali o dell’endometrio.
Esternamente si eseguono lavande a base di steridrolo, amuchina o euclorina,
tutte sostanze che hanno un blando effetto disinfettante. Giornalmente si
fa anche un controllo dell’eventuale episiotomia o della ferita addominale
in caso di cesareo.
Per evitare complicazioni infettive, visto che il canale cervicale è
ancora un po' dilatato, durante il primo mese è preferibile non usare
assorbenti interni e cambiare spesso quello esterno. Non è
necessario usare lavande interne, mentre si può impiegare un detergente
delicato per uso esterno, a pH acido. Per i primi 15 giorni è
meglio fare la doccia piuttosto che il bagno.
Solo quando si instaurano vere e proprie infezioni il ginecologo metterà in atto idonee terapie antibiotiche che sono diverse a seconda dell’ organo interessato (endometrio, vagina e/o genitali esterni), e del germe responsabile. Ovviamente terrà conto del fatto che la donna sta allattando il bambino al seno. La vulva e il perineo riprendono abbastanza rapidamente l'aspetto normale. Tuttavia se è stata eseguita l’episiotomia, la ferita - nonostante
sia ben cicatrizzata - può continuare a dare fastidio per qualche mese. Ciò è del tutto normale ma, per avvertire meno fastidio, si possono usare sostanze cicatrizzanti (a base di fitostimoline o mercuro cromo, a seconda dei casi), mentre gli oli o le creme lubrificanti servono per attenuare l'attrito durante i rapporti sessuali.
Bisogna poi tenere conto del fatto che durante il parto il muscolo più importante del perineo (che si chiama elevatore dell'ano) viene notevolmente stirato e, a volte, rimane molto rilassato. Questo può causare un abbassamento dell'utero, che con il tempo potrebbe trasformarsi in un vero e proprio prolasso, a volte associato a incontinenza urinaria o alla difficoltà a trattenere l'urina. Per ovviare a questi problemi attualmente, già nei corsi di preparazione
al parto, vengono insegnati semplici esercizi per tonificare la muscolatura perineale. Vanno eseguiti sia prima che dopo il parto, almeno per un mese. |