imiobabyTV

Gli altri speciali

Perchè la Candidosi ritorna? e cosa si può fare
video Dr. Filippo Murina

Video-intervista al
Dr. Filippo Murina

Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Servizio di Patologia Vulvare, Ospedale Buzzi,
Università di Milano


Buonarroti Medical Center
Calcola la data del parto Calcola la data del parto Le curve di crescita del neonato Le curve di crescita del neonato
Le curve di crescita prenatale Le curve di crescita prenatali L'agenda mamma e bambino L'agenda mamma e bambino
Calcola la lunghezza del feto Calcola la lunghezza del feto La grafia dei nove mesi La grafia dei nove mesi
Calcola il tuo aumento di peso Calcola il tuo aumento di peso Cosa dicono i suoi disegni Cosa dicono i suoi disegni

Inserisci un nome...

e scopri il suo significato »

Nascere

Rassegna scientifica

In questo numero:
Sono le emozioni a darci ogni mattina la forza di alzarci... » »

archivio
premio www     DonnaClick
partecipa al sondaggio

Introduzione

Con il termine omeopatia ("dal greco homoios = simile e pathos = male ") intendiamo una tecnica terapeutica basata sull’uso di farmaci di origine naturale, in grado di indurre nell’individuo sano gli stessi sintomi presenti nell’individuo malato in esame. L’omeopatia viene spesso definita una “medicina alternativa”, rientrando nei metodi di cura naturale che non vengono accettati dalla medicina ufficiale e si pongono pertanto come “alternativi” rispetto a essa. L’omeopatia si prefigge di curare la malattia utilizzando la stessa sostanza in grado di causare, nel soggetto sano, gli stessi sintomi presenti nel malato. Se quindi sappiamo come l’abuso di caffè provochi insonnia e tachicardia, il rimedio omeopatico a base di caffè “Coffea” sarà utilizzato nel caso il malato presenti sintomi di insonnia accompagnata da agitazione e battiti cardiaci accelerati. Così come la cipolla normalmente provoca lacrimazione irritando gli occhi e causando un immediato scolo del naso, allo stesso modo il rimedio omeopatico a base di cipolla “Allium Cepa” verrà utilizzato, per esempio, in caso di raffreddore con sintomi simili a quanto descritto sopra.

 

Origini

Le origini dell’omeopatia risalgono alla fine del 1700 grazie agli studi del medico tedesco Samuel Hahnemann, il quale osservò nei coltivatori della pianta del chinino – pianta utilizzata per curare la malaria – la comparsa di sintomi molto simili a quelli della malattia. Da questa prima intuizione formulò l’ipotesi secondo cui il chinino cura la malaria proprio perché in grado di scatenare, in un soggetto sano, gli stessi sintomi della malattia. Si chiese pertanto se fosse possibile curare la malattie utilizzando medicamenti che, somministrati a un soggetto sano, ne provocherebbero i sintomi. Fu così che il medico tedesco cominciò a sperimentare direttamente su se stesso diverse sostanze di origine animale, vegetale e minerale annotando per ognuna i sintomi sia fisici che psico-emotivi che ne conseguivano. Notò altresì che tali sostanze, se assunte allo stato puro, erano in grado di provocare seri danni all’organismo; se diluite invece, perdevano gli effetti dannosi aumentando per contro la capacità curativa. Con questa consapevolezza Hahnemann preparò diversi rimedi arrivando anche alla 200° diluizione (rappresentata dalla frazione 1/1 seguita da 400 zeri), sebbene suggerì la 30° diluizione come ideale sia per la sperimentazione che per la terapia. La “dinamizzazione” è un altro elemento fondamentale da tener presente nella preparazione dei rimedi omeopatici. Il flacone che contiene la diluizione per la preparazione successiva viene scosso energicamente: senza questa procedura non si ottiene infatti alcuna azione terapeutica.


Dai primi studi di Hahnemann sono state fatte numerose sperimentazioni su soggetti volontari che, nell’arco di 200 anni, hanno portato a realizzare circa 2.500 principi attivi ottenuti dal regno animale, vegetale e minerale, semplicemente confrontando l’analisi dei sintomi prodotti dalla sostanza con i sintomi presenti nel malato, i quali verranno pertanto curati dalla sostanza stessa.

I principi alla base della omeopatia sono pertanto:

  • "il principio di similitudine": una sostanza proveniente dal mondo animale o vegetale o minerale, in grado di produrre sintomi tossici, se assunta a basse concentrazioni li guarisce.

  • "Dinamizzazione”: prima di ogni successiva diluizione, si imprimono alla soluzione forti scosse meccaniche, chiamate sucussioni, indispensabili per attivarne i principi terapeutici e l’efficacia.

  • La capacità di mantenere l’efficacia delle diluizioni così da rendere impossibile la presenza di una sola molecola, conservando quella che viene definita “memoria dell’acqua”

  • Nessuna tossicità: i farmaci omeopatici, proprio perché contenenti concentrazioni infinite di una certa sostanza, non presentano nessuna controindicazione né effetti collaterali.

Un articolo apparso sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet nel settembre del 1997, prese in esame 186 sperimentazioni di omeopatia contro placebo, basate pertanto sull’assegnazione casuale e alternata di farmaco omeopatico e placebo senza che né il medico né i pazienti, tutti con patologie differenti, ne fossero a conoscenza.

Dei 186 casi, 89 risultarono ammissibili per uno studio obiettivo e, di questi, 56 risultarono favorevoli al trattamento omeopatico. Queste conclusioni fecero cadere la tesi per cui i successi delle cure omeopatiche fossero dovuti esclusivamente all’effetto placebo.

 

L'omeopatia per i più piccoli

Sempre più genitori scelgono di curare i propri figli con l’omeopatia. Vediamo insieme quali sono i vantaggi pediatrici derivanti da questa scelta.
La medicina omeopatica, anche quella in campo pediatrico, ha il vantaggio di considerare la persona nella sua completezza e ha l’obiettivo di rafforzare le sue difese, arrivando a creare quello stato che definiamo di “salute”. L’approccio di tale disciplina è inoltre sicuramente più dolce rispetto alla medicina ufficiale, alla quale si affianca senza ostacolarla (per cui un omeopata è innanzitutto un medico che ha ottenuto una specializzazione in tale campo).
Decidere di curare il proprio bambino con l’omeopatia comporta per i genitori un costante impegno nelle cure e nelle visite. È inoltre necessario un colloquio approfondito con il medico al fine di permettergli di conoscere gusti, attitudini e abitudini del bambino. Come già accennato infatti, anche per i bambini la formulazione della cura si basa anche sull’analisi dell’emotività e del temperamento del singolo. Rafforzando le difese dell’organismo e stimolandolo a guarirsi, l’omeopatia è in grado di prevenire le aggressioni dei mali cosiddetti “stagionali” come l’influenza che, come è noto, colpiscono soprattutto anziani e bambini.   

 

Perché i bambini rispondono meglio degli adulti ai rimedi omeopatici?

I bambini hanno un sistema immunitario molto sensibile agli stimoli, non essendo infatti ancora abituati ad assumere farmaci tradizionali in dosi elevate in grado di modificare la risposta immunitaria originaria. Aiutando l’organismo a sviluppare le proprie difese immunitarie, l’omeopatia si dimostra pertanto molto efficace nei bambini. I rimedi omeopatici inoltre, non presentano effetti collaterali e non gravano sul fisico e sugli organi interni del bambino (come reni e fegato). L’omeopatia infine, stimolando il corpo a guarirsi e non semplicemente soffocando i sintomi, ottiene risultati più duraturi nel tempo.

 

Come posso somministrare i prodotti omeopatici al mio bambino?

I rimedi omeopatici presentano le formule tipiche della medicina tradizionale: gocce, sciroppi e compresse. Accanto a queste però esistono anche i globuli: sfere bianche a base di zucchero, contenenti la soluzione omeopatica. Tale formula è l’ideale nel caso di piccoli pazienti. I globuli devono sciogliersi in bocca, preferibilmente sotto la lingua, senza che siano masticati né deglutiti, al fine di beneficiare dei principi terapeutici. I globuli, così come gli sciroppi e le gocce, possono essere sciolti in acqua e tenuti in bocca per alcuni istanti. Scioglierli in bocca è in ogni caso il miglior metodo. La mucosa orale e la parte sublinguale hanno infatti un’irrorazione sanguigna elevata, in grado pertanto di consentire un alto assorbimento del rimedio omeopatico.
Tuttavia è bene ricordare che in omeopatia non è tanto importante la quantità assunta ma la possibilità di attenersi alla frequenza di assunzione, l’unica a consentire un risultato soddisfacente. L’entità dei disturbi è infatti direttamente proporzionale alla frequenza di somministrazione della sostanza. Sarà l’omeopata stesso a stabilire se e quando diradare le assunzioni e fino a quando proseguire con la cura. In caso di patologie croniche per esempio, la cura si può protrarre anche fino a 2 mesi. In questi casi, per facilitare la somministrazione, è consigliabile sciogliere una quantità maggiore di preparato nel biberon o in una bottiglia con poca acqua somministrandola al piccolo a intervalli regolari.
Per quanto riguarda la somministrazione a neonati e lattanti, si consiglia sciogliere il prodotto in poca acqua e di utilizzare tettarelle o un cucchiaino per facilitare la somministrazione. Le creme e le pomate invece, devono essere applicate almeno 3 volte il giorno massaggiando delicatamente per consentire un buon assorbimento.

 

Conclusioni

Concludendo questo breve excursus nel mondo dell’omeopatia, possiamo affermare che l’omeopatia ottiene risultati preferibilmente e soprattutto verso quelle patologie che probabilmente guarirebbero anche da sole. Detto questo è innegabile che le cure omeopatiche si dimostrino in molti casi efficaci, fattore che ne ha consentito lo sviluppo e il successo in particolare nei paesi del Nord quali Francia, Inghilterra, Germania e Paesi Scandinavi.
L’efficacia dei metodi omeopatici non è assimilabile con quanto viene comunemente definito “effetto placebo”. È innegabile inoltre che se l’omeopatia fosse basata esclusivamente sulla suggestione del singolo che ne assume i principi, diventerebbe difficile giustificarne la sopravvivenza come disciplina nel lungo periodo (circa due secoli).
Nonostante i benefici derivanti dal ricorso all’omeopatia, questa non può tuttavia sostituirsi pienamente alla medicina ufficiale, rischiando di ritardare cure e terapie valide che potrebbero aggravare la situazione clinica del singolo.
La personalizzazione della cura e l’impossibilità di stabilire effetti univoci per tutti gli individui, rende impossibile stabilire un nesso logico tra guarigione e terapia adottata (che ricordiamo viene stabilito in base alle caratteristiche dell’individuo), così come la generalizzazione della cura adottata.
L’omeopatia non si dimostra inoltre una scelta “economica”. Le cure sono infatti piuttosto costose e non certo definibili a buon mercato. È necessario altresì prestare attenzione alla competenza del medico al quale ci si rivolge, evitando così di cadere nelle già numerose truffe di persone che si spacciano per studiosi ed esperti della materia.
Un fattore importante che ha contribuito a determinare il successo dei rimedi omeopatici infine, è sicuramente il venire meno della fiducia nella medicina tradizionale e nella sua disumanizzazione. Fattore che ha pertanto spinto molte persone a ricercare metodi curativi più naturali.

 

A cura di Michela Calabrese

27 maggio 2008

 

 
 
     
2015© ILMIOBABY.COM SRL - TUTTI I DIRITTI D'AUTORE RISERVATI