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Utilizzo del test genetico

 

Sono stati finora identificati numerosi geni (DFN) responsabili di diverse forme di sordità ereditaria.

Il 50% delle forme di sordità isolata ereditaria è associata al locus DFNB1, sul cromosoma 13. Il gene coinvolto, identificato con la sigla GJB2 produce una proteina, la connessina 26. La proteina ha un ruolo essenziale nel funzionamento della coclea. In particolare è coinvolta nel trasporto di piccole molecole e ioni attraverso le membrane. L’assenza della proteina determina quindi una mancata trasmissione di tale impulso. Ne consegue una ipoacusia neurosensoriale bilaterale ad esordio pre-linguale.


Una specifica mutazione nel gene in esame, nota con la sigla 35delG, rappresenta più dell’80 % di tutte le mutazioni identificate ed è presente in 1 individuo normoacusico su 32 nella popolazione generale italiana.
Recentemente, in una discreta percentuale di soggetti sordi, è stata riscontrata una delezione di 342Kb coinvolgente il gene della connessina 30 (delta GJB6-D13S1830), localizzato anch’esso sul cromosoma 13. Tale delezione, già nota come responsabile allo stato omozigote di sordità recessive legate al gene connesina 30 (GJB6), si è rivelata causativa di sordità recessiva ad eredità digenica (connesina 30/ connesina 26).

Il test genetico viene inizialmente eseguito sul soggetto sordo per poi, eventualmente, essere esteso ad altri componenti della famiglia.

Come si esegue l’analisi molecolare:


L'analisi molecolare si esegue in genere a partire da un piccolo campione di sangue da cui si estrae il DNA che viene analizzato mediante sequenziamento diretto. Le tecniche di biologia molecolare sono standardizzate e ad alta affidabilità quando eseguite da personale esperto. Vengono analizzati i geni noti quali causa di sordità ereditaria.

 

Attenzione


- Non tutti i geni responsabili delle numerose forme di sordità ereditaria sono stati identificati pertanto non sempre l'analisi molecolare permette di identificare l'alterazione che causa la malattia.


- La diagnosi precoce e quella prenatale possono essere eseguite solo se la mutazione responsabile della patologia è già stata identificata nelle persone affette presenti in famiglia.


- La mancata identificazione di una mutazione non esclude una sordità a base genetica, da questa osservazione ne deriva che la ricerca della mutazione presente nel DNA non deve essere mai disgiunta dalla consulenza genetica.

 

Consulenza genetica

Al termine dell’iter diagnostico viene sempre offerta una consulenza genetica con la comunicazione dei dati genetici, compreso l’esito dei test del DNA quando eseguiti. Verrà formulato un rischio riproduttivo per le coppie che lo desiderano e verranno illustrate le diverse opzioni disponibili in occasione di gravidanza a rischio genetico.
A seconda dell’inquadramento diagnostico lo specialista fornirà indicazioni più precise in merito al precorso terapeutico, riabilitativo e assistenziale più adeguato.


 

Dott.ssa Pierangela Castorina
Specialista in Genetica Medica
Servizio di Genetica Medica
Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena
Fondazione IRCCS, Milano

Prof. Umberto Ambrosetti
U.O. ORL- Audiologia
Università degli Studi di Milano
Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena
Fondazione IRCCS, Milano

www.aevo.org

aevo