imiobabyTV

Gli altri speciali

L'utilità della consulenza genetica
video D.ssa Pierangela Castorina

Video-intervista alla
D.ssa Pierangela Castorina

Medico Genetista, Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli, Milano


Buonarroti Medical Center
Calcola la data del parto Calcola la data del parto Le curve di crescita del neonato Le curve di crescita del neonato
Le curve di crescita prenatale Le curve di crescita prenatali L'agenda mamma e bambino L'agenda mamma e bambino
Calcola la lunghezza del feto Calcola la lunghezza del feto La grafia dei nove mesi La grafia dei nove mesi
Calcola il tuo aumento di peso Calcola il tuo aumento di peso Cosa dicono i suoi disegni Cosa dicono i suoi disegni

Inserisci un nome...

e scopri il suo significato »

Nascere

Rassegna scientifica

In questo numero:
Giocare coi sogni, nutrire il desiderio, costruire progetti, coltivare speranza »

archivio
premio www     DonnaClick
partecipa al sondaggio
La celiachia nel bambino

Nei bambini la maggior parte delle intolleranze si evidenzia dopo qualche mese dall’introduzione del glutine nella dieta. I primi sintomi sono diarrea, vomito, anoressia, irritabilità, arresto della crescita o calo ponderale. Per quelle forme di intolleranza che sorgono tardivamente, intorno al secondo o terzo anno di vita, i sintomi intestinali sono più tenui mentre prevalgono gli effetti sulla crescita di statura e di peso, un ritardo nello sviluppo puberale, dolori addominali ricorrenti e anemia sideropenica, che non risponde alla somministrazione di ferro per via orale.

Alcuni esami di laboratorio (anticorpi antigliadina, antiendomisio e antitransglutaminasi) possono rafforzare il sospetto diagnostico di celiachia, ma solo la documentazione di anomalie della mucosa enterica (atrofia totale o parziale dei villi, prelevati mediante una biopsia eseguita durante una gastroscopia), può consentire la diagnosi.

 

Come identificare i bambini a rischio

Nel corso degli anni sono stati proposti diversi metodi per identificare i soggetti predisposti all’allergia. Tra questi ricordiamo il dosaggio alla nascita dal sangue del cordone ombelicale di alcuni anticorpi chiamati IgE oppure, per i bambini più grandi, della ricerca delle IgE totali insieme al dosaggio degli eosinofili.
L’anamnesi familiare rimane tuttavia favorita per stabilire la possibilità che il bambino sviluppi la malattia. Con due genitori atopici , la probabilità per il neonato di sviluppare una sensibilità allergica è pari al 40-60%. La probabilità sale al 50-80% per bambini con i genitori con la medesima manifestazione clinica (i.e. genitori entrambi asmatici), scende al 25-35% per bambini con un solo genitore atopico e, infine, è pari al 5-15% in caso di un fratello atopico.

 

Lo svezzamento nel bambino con predisposizione allergica

Molti esperti sono concordi nel suggerire che prolungare l’allattamento al seno- finanche al sesto mese - riducendo il consumo di cereali contenenti glutine, può servire a minimizzare il rischio di celiachia. La malattia si manifesta generalmente a seguito dell’introduzione dei cereali nell’alimentazione del bambino con sintomi quali diarrea cronica, arresto della crescita e istensione addominale. Uno studio americano, in controtendenza con gli orientamenti della maggior parte dei pediatri, dimostra che ritardando l’introduzione dei cereali nella dieta del bambino, aumenta il rischio di  sviluppare un’intolleranza al grano: i lattanti che hanno introdotto i cereali prima del compimento del sesto mese hanno una più bassa probabilità di sviluppare questa allergia. Non esiste un intervallo temporale consigliato per introdurre i cereali nella propria dieta, sebbene attendere dopo i 6 mesi può favorire una produzione abnorme di immunoglobine E (IgE). L’organismo percepisce il glutine come sostanza estranea e si attiva per eliminarlo. Le immunoglobine si sedimentano nella mucosa intestinale causando gastroenteriti allergiche. I cereali sono un alimento fondamentale e indispensabile per una dieta corretta ed equilibrata, fornendo gran parte del fabbisogno energetico all’organismo grazie alla ricchezza di vitamine del gruppo B, aminoacidi essenziali che l’organismo non sa sintetizzare come acido glutammico e leucina e carboidrati complessi come l’amido. Durante lo svezzamento il bambino dovrà adeguarsi a un nuovo tipo di alimentazione, che comprenderà una varietà di alimenti diversi per principi nutritivi rispetto al latte a cui è stato finora abituato. Per il bambino predisposto ad allergia l’attenzione durante questo periodo dovrà essere maggiore, eventualmente posticipando l’introduzione di alimenti capaci di scatenare la reazione allergica. Lo svezzamento dovrà pertanto essere selettivo prevedendo fasi temporali e qualitative differenti, introducendo un alimento per volta e posticipando dopo l’anno di vita, l’introduzione di alimenti potenzialmente allergenici (come il pesce, l'uovo ed altri ancora).

 

Carne, pesce e uovo

È consigliabile introdurre per prime carni che hanno un rischio minore di sviluppare forme allergiche quali coniglio, agnello e cavallo. In un secondo tempo possiamo provare con la carne di tacchino e pollo e solo per ultimo manzo e vitello.
Il pesce presenta un alto rischio allergizzante, per cui si consiglia la sua introduzione solo dopo il dodicesimo mese di vita.
L’uovo infine, è uno dei principali responsabili del manifestarsi di intolleranze e allergie e andrebbe pertanto introdotto dopo il primo anno d’età del bambino.

 

Frutta e verdura

Per quanto concerne la frutta, generalmente si consiglia di introdurre per primi la pera e la banana e successivamente frutta quale prugna, ananas e susine. E’ consigliabile inoltre attendere l’anno di vita per introdurre agrumi, pesca, albicocca, fragola e kiwi. Alcune riserve sono state avanzate anche nei confronti della mela, a causa della presenza di alcuni allergeni simili a quelli dell’uovo e con il quale potrebbero avere una reattività incrociata.
Per quanto riguarda la verdura, la prima considerazione riguarda l’abitudine di servirla cotta in quanto la cottura riduce l’allergenicità. E’ consigliabile introdurre per primo brodo vegetale con patata e carota, aggiungendo successivamente verdura in foglia. In un secondo tempo si possono introdurre nella dieta lattuga, finocchio, fagiolini, sedano e per ultimi i legumi, le zucchine e il pomodoro.

 

Vivere la celiachia

Attenersi a una dieta rigorosamente senza glutine è faticoso ma non impossibile. Sicuramente è necessario imporsi alcune regole da rispettare che modificano non solo la vita del celiaco ma quella di tutta la famiglia. È inoltre necessario fare i conti con una società che propone alla base della sua alimentazione cibi a base di glutine (pane, pasta, pizza, biscotti, ecc.).
L’introduzione del bambino a scuola e l’utilizzo delle mense scolastiche, può costituire un ulteriore problema da affrontare. Prevedere un’alimentazione per bambini con allergia al glutine dipende fondamentalmente dalla sensibilità degli addetti ai servizi di ristorazione collettiva. Sarà inoltre necessario parlare e informare gli insegnanti e il personale scolastico in generale, richiedendo la loro attiva collaborazione.
I prodotti disponibili in commercio inoltre potrebbero contenere tracce di glutine o amidi - utilizzati per le loro proprietà stabilizzanti e la capacità di trattenere acqua -  e sono pertanto inutilizzabili dai celiaci.
Una corretta etichettatura dei prodotti, nonché una collaborazione attiva tra le ditte produttrici e l’Associazione Italiana Celiachia per un prontuario degli alimenti utilizzabili, può sicuramente facilitare la vita dei soggetti allergici.
Esistono tuttavia prodotti totalmente privi di glutine e che vengono per questo definiti sostitutivi (il simbolo normalmente utilizzato è una spiga di grano sbarrata).
I rischi maggiori tuttavia, sono relativi a quegli alimenti che contengono tracce accidentali di glutine, per i quali diventa pertanto fondamentale una corretta etichettatura.

 

Associazione Italiana Celiachia (AIC)

L'Associazione Italiana Celiachia (AIC) svolge diverse e importanti attività quali :

  • la promozione dell'assistenza ai celiaci, agli affetti da dermatite erpetiforme e alle loro famiglie;

  • l’informazione alla classe medica sulle possibilità diagnostiche e terapeutiche;

  • lo studio, in stretta collaborazione con la Società Italiana di Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica (SIGEP) e la Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE), i problemi dei celiaci.

Dal 1999 AIC è strutturata in federazione con 19 associazioni regionali presenti su tutto il territorio tramite un delegato.
Sono state inoltre costituite 14 commissioni, che si occupano di rapporti con Aoecs (la federazione delle associazioni europee celiaci di cui la AIC è membro), farmaci, fondi, giovani, informazione, Internet, kit di ricerca del glutine, laboratori artigianali, prontuario, rapporti con le istituzioni, ristorazione, scuole alberghiere, sviluppo e task-force per la ricerca.

 

A cura di Michela Calabrese

27 maggio 2008


 
 
     
2015© ILMIOBABY.COM SRL - TUTTI I DIRITTI D'AUTORE RISERVATI