Il sonnellino
A partire dai sei mesi circa e per tutto il primo anno di età il sonno del bambino va progressivamente organizzandosi in modo da avere periodi di sonno più prolungati di notte (sino a 11-12 ore, anche se interrotte da brevi risvegli) e periodi di veglia più prolungati di giorno (sino a 5 ore consecutive). I sonnellini di giorno sono generalmente due, di solito a metà mattina e nel primo pomeriggio. Da uno a tre anni aumenta la capacità di stare
svegli per più ore di seguito durante il giorno, diminuisce quindi la necessità, e la voglia, di riposare a metà mattina.
Naturalmente tutto questo è molto variabile e dipendente dal carattere del bambino, dal rapporto con il sonno che hanno avuto i suoi genitori, dalla quantità di esercizio fisico che il bambino compie, dalle ore che passa all’aperto.
Ogni bambino ha una sua tattica per addormentarsi, chi chiede il ciuccio, chi vuole il petto della mamma, chi vuole stare in braccio e chi vuole essere cullato dolcemente…
Ciò che più conta è imparare a conoscere i segnali di stanchezza del bambino e non esitare a assecondarlo nella sua voglia di riposare, nel modo che lui stesso richiede (se fattibile). Generalmente è utile la presenza di un adulto o per lo meno della sua voce e di una forma di contatto fisico: una canzoncina o una filastrocca, un massaggino leggero… o qualunque cosa possa servire a rilassarlo per farlo abbandonare al sonno. Alcuni bambini si addormentano
in macchina, cullati dal movimento e dal rumore, ma spesso non risultano ristorati da questo sonno che difficilmente arriva alla fase REM.
a cura della dr. Gianni Astrei
Specialista in Pediatria
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