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I problemi del sonno

Insonnia, risvegli notturni, crisi di panico… la maggior parte dei problemi correlati al sonno sono transitori e tendono a risolversi spontaneamente con il passare del tempo. Come sempre ciò che si richiede ai genitori anche in queste situazioni è di non lasciarsi prendere dall’angoscia, di cercare di comprendere le cause vere del fenomeno, e di rassicurare il bambino.

  • Si ha insonnia quando il sonno notturno del bambino non supera le 4 ore. È un evento raro in età pediatrica. L’insonnia può essere di due tipi: “agitata” o “calma”. Mentre nel primo caso il bambino si muove costantemente perché non riesce a stare fermo, nel secondo caso egli è sostanzialmente immobile ma con gli occhi aperti. Quest’ ultima varietà è quella più grave perché può sottendere una grave malattia psichica.
    Secondo alcuni studi neonati che piangono spesso, ipereccitabili e che dormono poco generalmente hanno problemi nel dormire anche nel secondo anno.

  • Si parla di risvegli notturni nel bambino che si sveglia dopo 2-3 ore di sonno e comincia a piangere, magari sonnecchiando. Ciò costituisce un fenomeno particolarmente frequente soprattutto nei primi 3 anni di vita quando coinvolge 1 bambino su 3. Questi risvegli possono, fortunatamente in pochi casi, arrivare fino a 6 ma costituiscono un evento considerato non patologico: si pensa che questi bambini presentino un sonno cosiddetto “leggero” correlato a una bassa soglia sensoriale.

  • Le paure o terrori notturni possono manifestarsi già nei primi due anni di vita del bambino durante il sonno non-REM. Il bambino sembra essere di fronte a un improvviso pericolo: è agitato, con gli occhi spalancati, il battito cardiaco è accelerato, presenta un’abbondante sudorazione su tutto il corpo e un atteggiamento di fuga. Se più grande salta, infatti, fuori dal letto e corre a cercare protezione abbandonandosi nelle braccia della mamma o del papà. Cosa può essere successo? Cosa ha potuto scatenare questo suo comportamento? È probabile che il bambino durante il sonno riviva situazioni stressanti che si sono verificate durante il periodo di veglia e che lo portano a temere incosciamente un abbandono. In genere basta la vostra presenza a tranquillizzarlo e al mattino non si ricorderà nulla.
    Se il bambino ha una vita troppo stressante e concitata, cercate di farlo riposare di più, di rimuovere le possibili cause di stress, e può darsi che le paure si facciano meno frequenti.
    È nato o sta per nascere un fratellino o una sorellina? Avete di recente cominciato a lavorare e il bambino è curato da una baby sitter? Il padre è assente da casa per lunghi periodi? È cambiata la sua assistente preferita al nido? Qualsiasi mutamento radicale nel suo piccolo mondo può averlo reso ansioso, anche se non lo dà a vedere. Non sempre si possono eliminare le cause della tensione, ma si può sempre aiutare un bambino dimostrandosi particolarmente affettuosi. È importante anche parlargli di ciò che sta accadendo. Anche un bambino che non sa usare molte parole è in grado di capire e di essere tranquillizzato se gli parlate con molta semplicità.

  • La jactatio capitis: il bambino sbatte ripetutamente la testa sul cuscino o sul letto per periodi anche di 15 minuti a partire dai 9 mesi fino ai 3 anni. Questo fenomeno può avvenire sia nel periodo dell’addormentamento o nelle prime fasi del sonno non REM. Anche questa situazione in genere non desta preoccupazioni di sorta. Potete comunque fare attenzione se questi comportamenti si ripetono in concomitanza di fatti precisi in modo da cercare di capire la causa di tutto ciò. Se non riuscite a trovare una causa evidente, dedicate comunque più attenzione al bambino. Potete anche offrirgli la possibilità di cimentarsi in giochi di movimento in modo da permettergli di liberare tutta la tensione che ha dentro.

 

 

a cura della dr. Gianni Astrei
Specialista in Pediatria

 

Il diagramma del sonno infantile (.pdf) »