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L’igiene orale comincia
nei primi mesi di vita del bambino quando compare il primo
dentino, una buona occasione per proporgli uno spazzolino
dentale che egli porterà subito in bocca, con una
decisione in questo caso quanto mai opportuna.
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Poi con la crescita, il bambino
imparerà a pulirsi i denti, se lo vedrà
fare anche dai suoi genitori o da un fratellino più
grande.
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Una buona pulizia con lo spazzolino
richiede almeno due minuti. E’ stato calcolato che
invece si utilizzano circa trenta secondi accontentandosi
del senso di freschezza che i componenti del dentifricio
lasciano in bocca.
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Se si teme che il bambino deglutisca
il dentifricio si possono usare particolari dentifrici
a base vegetale, non tossica (quali quelli raccomandati
per le cure omeopatiche) che non creano problemi anche
se “mangiati”.
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Con l’uso dello spazzolino
si esegue una determinante azione meccanica di rimozione
della placca batterica che richiede però un suo
corretto uso: movimento verticale e rotatorio dalla gengiva
verso il dente, quindi verso il basso per l’arcata
dentale superiore e verso l’alto per l’arcata
dentaria inferiore: il movimento contrario rischierebbe
di addensare la placca batterica sotto la gengiva con
conseguenti gengiviti o paradontiti. Inoltre tutte le
facce del dente devono essere spazzolate, comprese quella
posteriori e inferiori e, nel bambino più grandicello,
quelle laterali attraverso un corretto uso del filo interdentale.
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L’azione del dentifricio
consiste nel rendere più mobile la placca batterica
e contemporaneamente fornisce delle sostanze che esplicano
azione antisettica. Il bambino deve imparare a lavarsi
i denti dopo ogni pasto strofinando tutte le superfici.
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La testina dello spazzolino è
preferibile sia di setole artificiali perché più
igieniche, del tipo morbido per non causare sanguinamento
e di piccole dimensioni commisurate alla grandezza dei
denti. Un suo corretto ed idoneo uso ne rende possibile
l’utilizzazione per un periodo non superiore a due
mesi a causa dell’usura delle setole.