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Specialista in Ostetricia e Ginecologia
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13 luglio 2010

Dottor Claudio Maffeis
Pediatra nutrizionista, professore associato presso il Dipartimento di Scienze della Vita e della Riproduzione dell’Università di Verona e membro della SIP (Società Italiana di Pediatria), della SINUPE (Società Italiana di Nutrizione Pediatrica) e della SIO (Società Italiana di Obesità).

 

 

Quali sono le regole generali da seguire per assicurare ai nostri bambini un’alimentazione equilibrata e completa?

Il bambino ha esigenze completamente diverse da quelle dell’adulto. È impegnato in due processi fondamentali, la crescita e lo sviluppo, che durano fino a 18 anni. Il bambino mangia spesso e questo è un bene. L’ideale è 5 volte al giorno, sin dal quarto mese passa infatti spontaneamente a cinque pasti al giorno, con intervalli di circa tre ore, e una sosta notturna più prolungata.
Possiamo quindi affermare che la regola dei cinque pasti al giorno nasce dalla culla, perché è uno schema che rispetta pienamente le esigenze metaboliche. Ecco perché parliamo sempre dell’importanza della prima colazione e dei due spuntini che spezzano la mattina e il pomeriggio, lungo intervallo tra i due pasti principali.
Dai due-tre anni in avanti, l’alimentazione del bambino deve essere bilanciata come quella dell’adulto: il 55% dell’energia dovrebbe essere ricavato dai carboidrati, il 30% dai grassi, il 15% dalle proteine.
La regola migliore per dare al bambino tutti questi nutrienti è quella di assicurargli una dieta il più possibile varia e ben distribuita. Qualsiasi alterazione o inadeguatezza nel processo di crescita aumenta nel tempo i rischi di malattie croniche come l’obesità, il diabete e l’ipertensione.

 

 

 

Qual è l’apporto calorico giusto per supportare la crescita?

Il fabbisogno energetico dipende dall’età, dal peso e dalle caratteristiche fisiche del bambino. In un bambino piccolo, i muscoli sono ancora poco sviluppati e la maggior parte dell’energia viene utilizzata per il funzionamento degli organi e per la creazione di nuovi tessuti.
Con la crescita, la massa muscolare aumenta (ben più di quella degli altri organi) e diventa la fonte principale del consumo di energia. Maggiore è l’incidenza della massa muscolare sul peso, maggiore sarà il consumo calorico, anche indipendentemente dall’attività dei muscoli.
Le quantità di calorie di cui un bambino ha bisogno possono essere quindi molto diverse non solo da un bambino all’altro, ma anche da un giorno all’altro. Per esempio, un bimbo di dieci anni che pesa 40 chili, non fa attività sportiva e guarda la tv tre ore al giorno non ha bisogno di più di 1.700 calorie.
Lo stesso bambino, con uno stile di vita più attivo e almeno un’ora di movimento fisico intenso, può arrivare a consumarne in un giorno ben più di 2.000.

 

 

 

Come possiamo sapere se il peso del bambino è giusto e, se è sovrappeso, dobbiamo metterlo a dieta?

Da sempre consiglio di misurare il girovita e l’altezza: il girovita deve essere meno della metà dell’altezza. Se il bambino è alto un metro e dieci, la vita non deve essere più di 55 centimetri.
È una regola che non solo mette in evidenza il sovrappeso, ma indirizza l’attenzione sull’accumulo di grassi sulla pancia, quello più rischioso per il sistema cardiovascolare.
I segnali d’allarme del sovrappeso sono: eccessiva sonnolenza, nervosismo, ricerca continua del cibo, voracità nel consumare il cibo, aumento di peso. Piuttosto che metterlo a dieta, i consigli che posso dare sono: cercare di stare con lui, di ascoltarlo, di evitare che si annoi; dare un tempo per il cibo e un tempo per altre attività; parlare con lui a tavola e spegnere la tv; assicurarsi che non arrivi troppo affamato ai pasti e che faccia merenda; abituarlo ad apprezzare il modo, oltre che la sostanza, del mangiare.
Nel caso sia necessario un intervento dietetico, questo deve essere strutturato, accompagnato da un aumento del movimento e concordato con il pediatra.

 

Fonte:
Master Buona Merenda Mulino Bianco

 

a cura di Roberta Camisasca
13 luglio 2010

 

     
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