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I bambini e lo sci

C'è un'età in cui i bambini cominciano a manifestare un certo interesse per lo sport. I genitori, allora, si sentono combattuti nel decidere se indirizzarlo verso uno sport individuale oppure uno collettivo, anche se, succede spesso, il bambino ha già un'idea di quale attività intraprendere. Si presume che gli sport di gruppo agevolino la socializzazione ma, in realtà, qualsiasi tipo di attività sportiva stimola lo sviluppo poiché si conoscono persone nuove, si provano emozioni e si acquisiscono competenze sportive. I bambini amano essere sempre in movimento e lo sport favorisce sicuramente questo loro desiderio; inoltre fare sport significa imparare a far parte di un gruppo con le sue esigenze globali.
(Fonte: http://www.mybestlife.com/ita_salute/news/20032000(1).htm)

Questo interesse improvviso che il bambino manifesta per lo sport nasce, spesso, dal fatto che altri amici lo fanno e ci si orienta, magari, verso ciò che essi già fanno; in tal senso è bene sapere che non è importante quale sport si pratichi, ciò che è importante è che esso favorisca l'acquisizione di nuove esperienze; a tal proposito è consigliabile, da parte del genitore, non aspettarsi che il proprio bambino diventi un "campione" poiché in questo modo le pressioni a cui viene sottoposto "per essere il migliore" rendono l'attività sportiva non più uno sfogo e un divertimento, bensì una continua lotta di prevaricazione. Dividere con lui emozioni ed esperienze è positivo, ma non deve diventare "possesso" del genitore: il bambino deve vivere questa esperienza in modo naturale e sereno, libero da insistenze e pressioni.

Ricerche recentissime confermano che già nei bambini di 5 e 6 anni di età ci sono buone capacità di resistenza fisica, la rapidità del movimento comincia ad aumentare, specie se sviluppata con esercitazioni adeguate e inoltre i bambini hanno bisogno di cominciare a rafforzarsi, poiché sono in un periodo di rapido sviluppo motorio. Tutti i bambini a mio parere dovrebbero avvicinarsi alla palestra in maniera ludica già all'età di 3 anni grazie ai corsi di giocomotricità.
La giocomotricità sviluppa nel bambino i primi schemi motori quali flettere - estendere - spingere - saltare - lanciare e da afferrare - arrampicarsi, e le prime capacità coordinative quali l'equilibrio - l'orientamento - la direzione - il controllo. Utilizza supporti morbidi colorati che stimolano la curiosità del bambino, il tutto messo sotto forma di gioco e basandosi sull'imitazione/ripetizione dei movimenti, fondamentale già dai primi anni di vita, crea le basi necessarie per permettere al bambino di imparare ed essere inserito nel corso di ginnastica, dove tutto ciò che ha appreso verrà ulteriormente sviluppato.

La montagna

Ad ogni genitore che porta i figli in montagna per avvicinarli allo sci andrebbe fatto un monumento. In un periodo in cui la pigrizia regna sovrana, in cui per smuovere i giovani dal computer sono indispensabili volontà e forza di persuasione, ci vuole un bel coraggio, oltre a disponibilità di tempo e di soldi, per organizzare viaggio, alloggio e attrezzatura per accontentare tutta la famiglia. Cercheremo, pertanto, di aiutarvi a risolvere tutti i piccoli grandi problemi relativi ai bambini che devono, per la prima volta o forse no, andare a sciare. Parleremo di sci, scarponi e attacchi, ma non solo. Seguite almeno alcuni dei nostri consigli e vedrete che le giornate sulla neve, da molti temute come un incubo fra lacrime per il freddo, sci a mucchi da trasportare, scarponi che danno fastidio e neve in faccia, si trasformeranno in un ricordo straordinario, un'esperienza da ripetere il più spesso possibile, naturalmente con tutta la famiglia. In bocca al lupo!

A che età può sciare un bambino?
Se il primo contatto con la neve può avvenire anche quando il bambino non sa ancora camminare, per pensare allo sci vero e proprio invece bisognerebbe prima di tutto fare un'analisi dei comportamenti motori del piccolo nella vita di tutti i giorni. L'età che molti indicano come ideale per cominciare a sciare è quattro anni, ma noi crediamo che non ci sia nessun problema ad anticipare i tempi se il bambino dimostra particolari abilità nei giochi di equilibrio e di movimento.

Dove la prima volta?
Su un terreno pianeggiante, ampio, dove il piccolo imparerà a muoversi con gli sci ai piedi senza rischiare nulla se non una bella sederata sulla neve, da salutare con entusiasmo per fargli capire che il miglioramento tecnico passa da lì: la classica frase "Cadendo s'impara" va benissimo. Dopo un po' di pratica sarà possibile portarlo su un leggero pendio, dove gli sci cominceranno a farlo scivolare piano piano. Non frenate il suo istinto, lasciatelo fare: non rischierà nulla se non qualche caduta senza conseguenze.

E se il bambino ha più di tre anni?
Allora bisogna comprare gli sci e gli scarponi "veri" facendo molta attenzione alla misura, che per gli sci non deve assolutamente superare l'altezza stessa del bambino (80 cm è l'ideale per iniziare) e per gli scarponi deve essere di pochissimo più grande di quella del piede.

Come e con chi farlo imparare?
Specialmente all'inizio (ma dovrebbe essere sempre così!) lo sci non deve essere una noia, ma solo un gioco divertente: quindi no assoluto a difficili spiegazioni tecniche del tipo "Fai l'angolazione, distenditi, ruota le spalle, eccetera". La cosa migliore sarebbe mandare il bambino alla scuola di sci chiedendo un maestro, meglio se specializzato in bambini, in grado di offrirgli l'esempio tecnico da imitare (i piccoli imparano quasi esclusivamente per imitazione).

E se il bambino ha paura?
Siamo spesso noi adulti ad inculcare paure nei bambini, che istintivamente non ne hanno. "Attento! e frena!" sono parole che sulla neve non dovreste mai usare. L'importante, naturalmente, è non fare affrontare al bambino situazioni pericolose tipo le piste troppo affollate o troppo difficili per le sue capacità. Se invece il vostro piccolo è naturalmente pauroso, proponetegli lo sci in modo molto graduale, facendogli fare solo quello che si sente senza mai spingerlo oltre i suoi limiti. Attenzione però: sta a voi far sì che questi limiti non restino sempre raso terra.

I bambini devono usare il casco?
Assolutamente sì, il casco è obbligatorio per i bambini che sciano (dal 1° gennaio 2005 sarà obbligatorio fino ai 14 anni). Imporglielo non dovrebbe essere un problema, visto che ormai tutti lo usano e, si sa, quello che fanno gli altri va sempre bene… Il casco dovrà essere omologato, della misura giusta (chiuso non deve muoversi sulla testa del bambino, tantomeno sfilarsi se tirato verso l'avanti o l'indietro), facile da allacciare e slacciare, comodo senza creare pressioni nella zona delle orecchie e della fronte.

Ancora consigli
Visto che lo sci non è un dovere, come l'andare a scuola o il mangiare o il lavarsi, non obbligate mai un bambino a sciare se lui dimostra di non averne voglia. Prima di rinunciare cercate comunque di convincerlo che lo sci è un divertimento, che il freddo non è poi così terribile, che la paura si può vincere con la pratica. Se proprio lui non molla, non insistete più, ma lasciategli sci e bastoncini in bella vista: magari sarà poi lui a chiedervi di provarci. A quel punto, se sarete voi a non averne più voglia, assecondate il suo desiderio senza "vendicarvi" del suo rifiuto precedente.
Ricordate di non insultare mai i bambini o di sminuirli se non si dimostrano all'altezza dei loro coetanei: ognuno di loro ha tempi da maturazione diversi e chi è magari meno portato per lo sport, potrà viceversa brillare in altri settori. In ogni caso incoraggiatelo anche se non si dimostra abile: da adulto potrà comunque sfruttare l'esperienza vissuta da bambino e godere delle basi tecniche che gli avete permesso di costruirsi.
Quando affidate vostro figlio al maestro, non interferite nel suo lavoro, state alla larga e, nel caso abbiate qualcosa di negativo da fare notare, non fatelo davanti al bambino. Nel caso in cui l'operato del maestro non vi soddisfacesse (bambini scontenti) chiedetene la sostituzione alla scuola di sci. Ricordate che non esistono due bambini uguali, che persino fratelli e sorelle cresciuti assieme ed educati allo stesso modo possono reagire alle novità, come lo sci, in modo del tutto diverso e vanno quindi trattati di conseguenza. Evitate di mettere in competizione fra loro i vostri figli, cercate solo di stimolarli reciprocamente con i loro comportamenti positivi.
(Fonte:http://www.sportavventura.com/bimbi.php)